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Ritorna One Billion Rising: contro la violenza sulle donne nel mondo

Pubblicata il 11 febbraio 2016

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Ritorna One Billion Rising: contro la violenza sulle donne nel mondo
E' la IV edizione di One Billion Rising Revolution, il flashmob globale che dal 2013 viene messo in scena in 200 Paesi del mondo il 14 febbraio per dire basta alla violenza sulle donne. La violenza rimane la prima causa di morte delle donne nel mondo e anche quest'anno le donne saranno in piazza per ribadire il loro NO. Ancora troppe le violenze subite e a Imola con un comunicato alcune Associazioni e gruppi, Trama di Terre, il Coordinamento donne CGIL e SPI CGIL, l'U.D.I., Officina di genere , PerleDonne e il coordinamento donne dell'A.N.P.I., fanno sapere che saranno in piazza anche quest'anno sabato 13 febbraio. Insieme danzeranno come già gli anni scorsi ma solo al termine di un corteo che definiscono femminista. “Sono ancora troppe le violenze e le discriminazioni sulle donne: per questo, a Imola, la danza non ci basta più”, spiega il comunicato. “Vogliamo un CORTEO FEMMINISTA fatto di donne di tutte le età, le origini, le classi sociali, che faccia sentire forte il nostro rifiuto della guerra, dei fondamentalismi e di tutte le violenze e le ingiustizie che ricadono sulla nostrapelle perché siamo donne.”I contenuti politici della manifestazione sono stati raccolti in un documento molto articolato e aperto alle adesioni anche su scala nazionale, che si può leggere integralmente a questo link: http://www.tramaditerre.org/tdt/articles/art_6330.html . “In risposta alle violenze di Colonia e a quelle che viviamo tutti i giorni, sentiamo il bisogno di ricostruire un movimento femminista forte, capace di contrastare il sessismo crescente e l'avanzata dei fondamentalismi e dei fascismi: un nuovo FEMMINISMO MIGRANTE, che sappia tenere conto delle differenze di classe e di status che influenzano profondamente le possibilità di autodeterminazione delle donne” .

Le richieste alla politica

Il comunicato prosegue con un focus su alcuni punti con i quali si chiede un impegno politico chiaro a:

-  politiche di accoglienza che abbiano uno sguardo attento alla violenza maschile che le donne richiedenti asilo vivono nei contesti di origine, durante il viaggio e all'arrivo nei centri di accoglienza;

- politiche reali a tutela dei diritti di autodeterminazione delle donne, che vadano incidere sulle radici profonde della violenza maschile e non la trattino con un approccio emergenziale e securitario, rivittimizzando le donne;

- politiche di welfare che riconoscano il lavoro di cura come un lavoro importante e degnamente retribuito e che incentivino i maschi a farsene carico al pari delle donne;

- il rispetto della laicità dello Stato, e il rifiuto delle ingerenze delle religioni nelle politiche pubbliche.

 E i maschi?
Non manca un riferimento agli uomini ai quali si chiede di assumere una responsabilità politica riconoscendo che la violenza maschile è un problema che appartiene innanzi tutto a loro. E' per questo che il corteo sarà di sole donne. I maschi che tuttavia condividono questa lotta, se lo ritengono, possono partecipare al flashmob che avrà luogo in Piazza Matteotti all'arrivo del corteo.

La manifestazione partirà alle 16,30 (concentramento ore 16) da Piazzale Marabini, davanti alla rotonda intitolata alle donne che hanno partecipato attivamente alla Resistenza e culminerà alle 18 in piazza Matteotti, dove si danzerà, ancora una volta, sulle note di Break The Chain.

(V.G.)

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