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Rifiuti: riduzione e riuso sono possibili

Pubblicata il 25 febbraio 2016

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Faenza. La nuova legge regionale 16/2015 dell'Emilia Romagna " Disposizioni a sostegno dell'economia circolare, della riduzione della produzione di rifiuti urbani,del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata e modifiche alla legge regionale 19 agosto 1996 n. 31" è stato il tema in presentazione e dibattito della serata organizzata a Faenza nella serata del 23 febbraio, nella sala Malmerendi.

Subito dopo i convenevoli di benvenuto, ha preso la parola l'assessore regionale all'Ambiente Paola Gazzolo, sottolineando il non breve iter della legge dovuto in modo particolare alla ricerca sistematica di partecipazione, alla stesura di indicazioni e soluzioni per la creazione di un'economia circolare, individuando modalità per far si che lo scarto non sia più un rifiuto ma una risorsa e determinare l'allungamento del ciclo di vita della materia.
La Gazzolo evidenzia con forza la fondamentale importanza che avrà l'indispensabile cambiamento culturale dell'utenza, che dovrà assumere comportamenti indispensabili e innovativi indirizzati ad una nuova e risoluta attenzione all'ecologia. Non vi è stata possibilità di rivolgerle una domanda circa l'attenzione all'ambiente per quanto riguarda la gestione della discarica di Pediano in quel di Imola: la risposta sarebbe stata interessante.

Mara Roncuzzi, assessore all'Ambiente della provincia di Ravenna (le province sono dure a morire) ha basato il suo intervento principalmente sulle modalità di calcolo delle tariffe indicando l'Atesir come ente preposto a tale compito. L'individuazione delle tariffe avrà una dimensione regionale (contenimento enti) e si baserà sull'uniformità del sistema di raccolta (uniformità=economia).
Sottolinea che occorrerà individuare forme si riduzione del rifiuto e seguire con attenzione il corretto conferimento dell'utenza, fino ad individuare sanzioni per i "furbetti".

Ci si rende perfettamente conto che se la quantificazione dell'imposta verrà basata sul numero di conferimenti, l'insana abitudine di scaricare ovunque il rifiuto prodotto per evadere potrebbe divenire una pessima consuetudine. Tra gli interventi degli spettatori, a fine serata, una guardia ecologica faentina sottolinea l'importanza dei necessari controlli (individuare le opportune forme e modalità) in quanto già ora la cattiva abitudine di gettare i propri rifiuti un po' qua e un po' là non è affatto casuale: perfino all'interno delle campane per la raccolta della plastica/vetro/lattine e in quelle per la carta si trova un po' di tutto!

Antonio Baldini, assessore all'Ambiente del Comune di Faenza, traccia la storia della sua città per quanto riguarda la raccolta rifiuti, sottolinea con forza la necessità di partecipazione e l'indispensabilità della raccolta porta a porta per quanto riguarda la raccolta dell'organico e l'indifferenziata. Individua come "molla" per il cittadino alla partecipazione (parla di "patto") il risparmio nella tariffazione, ma afferma che quattro anni (il traguardo del 2020) non sono poi tanti.

Accompagnata dalla proiezione di immagini, Linda Maggiori (famiglie a rifiuti "0") illustra i risultati ottenuti da alcune famiglie faentine che si sono imposte di modificare il loro sistema di vita cercando di portare la formazione di rifiuti "casalinghi" a "0": acquisti unicamente sfusi, conservazione e riuso di recipienti, confezione casalinga di creme, marmellate ecc, uso esclusivo dell'acqua pubblica e tanto altro ancora.
Molto belli gli slogan "Ridurre la nostra impronta sul pianeta" e "Non c'è un pianeta B".

Gli interventi del pubblico (non molti) hanno evidenziato una diffusa posizione critica verso Hera, troppo coinvolta in vicende giudiziarie, non correttamente individuata sia come utente di raccolta e di gestione (mancata concorrenza) e destinataria di contratti troppo lunghi. Il non trascurabile problema di una società a maggioranza pubblica (SpA) che non viene vista da molti cittadini come "l'ottimale" nello svolgimento di funzioni tipicamente pubbliche dovrebbe sollevare qualche non lieve perplessità negli ambienti della politica locale e regionale: non sarà che l'accettazione del capitale privato (45% di partecipazione) ha finito con il tramutare una vera gestione pubblica (non finalizzata alla produzione di utile) in una società per azioni vera e propria?

Per terminare, davvero interessante l'intervento di Edward Jan Necki (consigliere comunale di "L'altra Faenza") che porta a conoscenza dell'assemblea la dichiarazione del presidente Con.Ami, Stefano Manara, (Consiglio comunale di Faenza 8 febbraio 2016) riguardo la raccolta differenziata: secondo Manara il tetto del 65% in tale forma di raccolta rappresenta il limite massimo raggiungibile dal punto di vista economico. Il presidente afferma che oltre questa soglia la raccolta differenziata determina costi superiori ai ricavi, non avvedendosi che tale affermazione individua un chiaro errore di programmazione a livello regionale. Forse sarebbe opportuno che Manara portasse a conoscenza la Regione delle sue conclusioni o che si recasse nel non lontano basso Veneto, in zone dove la raccolta differenziata supera abbondantemente il 90% e il gestore (imprenditore) afferma di avere bilanci con ampio saldo avere: forse l'interesse Con. AMI nella gestione di discariche un po' eccessivo?

(Mauro Magnani)
su www.magnetofono.it/streaming/faenza/play,php, è possibile vedere l'intervento del Presidente Manara nel Consiglio Comunale di Faenza

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