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DAL MONDO: "Ecuador, silenzio sul terremoto"

Pubblicata il 26 aprile 2016

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Ecuador: il terremoto dimenticato
Riceviamo e riportiamo il racconto di un cooperante imolese che da oltre 5 anni opera in Ecuador.

Sono migliaia e non hanno più nulla di quel poco che avevano. Il terremoto di magnitudo 7.8, che ha colpito il 17 aprile 2016 la costa settentrionale dell'Ecuador, ha ucciso centinaia di persone (ad oggi la cifra é di 646), altre le ha fatte scomparire (ad oggi si parla ancora di un centinaio sotto le macerie), migliaia di feriti (intorno a 2.000) ed altrettanti senza tetto né mezzi di sussistenza basica (circa 30.000).

La macchina dei soccorsi governativi ha tardato giorni per raggiungere le località piú remote e la risposta non é stata appropriata alle esigenze delle vittime. La cooperazione internazionale prova ad aiutare ma manca coordinamento, dovuto al fatto che gli enti statali non sanno come, dove e quando, quindi si rallenta tutto il processo di aiuto umanitario.

Acqua razionata e di pessima qualità, cibi in latta o in grani (riso, fagioli, zucchero, sale, latte in polvere, ecc.); poche batterie sanitarie (bagni chimici), sotto stimate secondo i codici di norma internazionali per le emergenze umanitarie; non esistono bagni per l'igiene personale (nè lavandini, nè docce); pochi materassi e aree non predisposte per ricevere centinaia di persone (prati o piazzole ai bordi delle strade). La insalubritá e il rischio epidemico é imminente.

Sono pescatori di camarones (gamberi) e conchas (vongole giganti) alcuni, altri contadini che coltivano platanos (banane), cacao e cocco: prodotti che vendono a prezzi molto bassi, quasi da schiavi, ma che sono carissimi in un ristorante di lusso in Europa o Usa.
Che buona la cioccolata di marca europea o americana, che cattiva la paga a quei nuovi schiavi che raccolgono e coltivano il cacao per potersi costruire una casetta di mattoni, pali e tavole di legno e il tetto di onduline di metallo per le loro famiglie.

Poi arriva il terremoto di 7.8 della scala Richter che dura una eternitá (56 secondi) e che non lascia speranza per quei poveri che non contano nella pianificazione urbana, nella regolamentazione giuridica antisismica e che, soprattutto, non muovono grandi capitali finanziari dall'Europa a Panama, da Panama alle Cayman, dalle Cayman agli Stati Uniti passando per Svizzera e Lussemburgo. Peccato che con il loro lavoro qualcuno, solo con la tredicesima, si fa lo yacht a Montecarlo. No! Sono Invisibili! Mi chiedo... sono umani?

É piovuto tutta notte e negli accampamenti i rifugiati vivono sommersi di fango in condizioni disperate. Continuo a chiedermi... sono umani?
Da quel 16 aprile 2016, ore 18.58, ad oggi ci sono state decine di scosse telluriche e i nervi della popolazione sono sempre a fior di pelle, vivono in un permanente stato di shock, ma la salute mentale e l'appoggio psico - sociale non esistono per chi pesca camarones né per chi coltiva cacao.
Ecuador, America Latina, Mondo... mmmm fa parte del pianeta terra?

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