Cambiavento

Fiom, Fim e UiIlm hanno scioperato insieme, dopo anni di divisioni

Pubblicata il 27 aprile 2016

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Ravenna.Nel confronto per il rinnovo Contratto Nazionale di Lavoro dei metalmeccanici dopo oltre sei mesi di trattativa, al termine del tredicesimo incontro perdurano notevoli distanze di fondo tra le richieste dei sindacali e le posizioni degli industriali che di fatto provocavano uno stallo nei negoziati. Le segreterie nazionali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil hanno allora dato il via la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici dell'industria privata e pubblica, e si è partiti con delle  assemblee di informazione e fino ad aarivare  il 20 aprile scorso alle prime 4 ore di sciopero.

Era dal 2008 che i sindacati Fiom, Fim e Uilm non proclamavano uno sciopero unitario dei metalmeccanici a sostegno del rinnovo del loro contratto nazionale, allora i metalmeccanici sul contratto venivano da tre accordi separati e se in quella occasione si ricompattarono, più che per meriti loro, fu merito del Governo Prodi che  mediando tra le loro posizioni e quelle di Federmeccanica li spinse ad una posizione unitaria, dopo quel contratto sono seguiti altri due contratti nazionali separati con gli industriali metalmeccanici sottoscritti solo dalla Fim e dalla Uilm e non dalla Fiom. 

Oggi le cose sono cambiate, la crisi che imperversa nel settore manifatturiero da otto anni a fronte di timidi segnali di ripresa non è ancora del tutto terminata, l'inflazione si calcola in alcuni decimali e l'attuale Governo sta dando l'impressione ti attendere l'esito degli eventi ed è così per necessità, che i sindacati Fiom, Fim e Uilm dopo tre lustri nell'attuale vertenza contrattuale si sono ricompattati.

Lo sciopero del 20 aprile è stato un successo ovunque. Secondo Fiom, Fim e Uilm la media nazionale delle adesioni è stata superiore al 75%, in molte fabbriche e uffici l'attività è rimasta bloccata, secondo Maurizio Landini della Fiom ora la palla passa a Federmeccanica, in quanto l'avvio della mobilitazione unitaria ha l'obbiettivo, a sei mesi dall'apertura del negoziato, di far cambiare e superare le rigidità confermate a più riprese ai tavoli negoziali dagli industriali metalmeccanici, che impediscono ai lavoratori metalmeccanici di realizzare un buon contratto.

Anche a Ravenna mercoledì 20 aprile, Fiom, Fim e Uilm hanno dato vita a un nutrito e chiassoso presidio di metalmeccanici davanti alla Confindustria, mentre fabbriche come la Cisa di Faenza e la Marini di Alfonsine durante lo sciopero erano quasi deserte.

E dopo lo sciopero e i presidi del 20 aprile, in un loro comunicato nazionale Fiom, Fim e Uilm, nell'auspicare la rapida riapertura del tavolo negoziale, affermano che se necessario la mobilitazione unitaria proseguirà fino all'ottenimento di un Contratto Nazionale di Lavoro che garantisca il reale potere di acquisto del salario per tutti i metalmeccanici, che qualifichi le relazioni industriali, che migliori la condizione lavorativa, che tuteli tutte le forme di lavoro e tutta l'occupazione in azienda, che rilanci gli investimenti insieme ad una nuova politica industriale e che estenda la contrattazione aziendale su tutti gli aspetti delle singole specificità di ogni luogo di lavoro.

In questo paese servono nuovi modelli contrattuali e nuove forme di contrattazione? Ebbene i metalmeccanici sono pronti e con l'iniziativa di mobilitazione del 20 aprile hanno lanciato tale sfida agli industriali.

 

(e.f.)  

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