Cambiavento

Caos rifiuti a Ravenna e provincia, perché?

Pubblicata il 30 aprile 2016

Vai alla sezione Lettere e Commenti »

HERA è sempre più una finanziaria che delega i servizi

 Le gravissime disfunzioni sulla raccolta dei rifiuti nella città di Ravenna si stanno ripercuotendo anche in provincia. Anche Lugo, ad esempio, ha le campane per la raccolta della plastica intasate e contornate da rifiuti abbandonati che creano situazioni di degrado.

A cosa è dovuto questo?

La principale causa di questo non è solo il passaggio di consegne nell’ambito del subappalto tra una ditta e l’altra, ma soprattutto il fatto che HERA ha affidato all’esterno l’intero servizio di raccolta tenendo per sé solo lo smaltimento ed il profitto, come dimostra il fatto che la gara per il subappalto sia di 41 milioni e mezzo a fronte di un costo complessivo del servizio di poco oltre sessanta milioni.

Non solo: le gare di subappalto vengono svolte usando anche la procedura del massimo ribasso, oggi proibita dal nuovo Codice degli appalti appena approvato a livello nazionale, trascurando la qualità del servizio e mirando unicamente al profitto.

HERA si sta trasformando da azienda di servizio a società finanziaria che delega all’esterno gli aspetti operativi del servizio che dovrebbe svolgere per mandato e contratto con i Comuni.

Le conseguenze sono:

a)       un servizio sempre più scadente a danno dei cittadini

b)      peggioramento delle condizioni operative ed economiche dei lavoratori coinvolti

c)      un incremento complessivo dei costi del servizio che si ripercuote nelle bollette pagate dagli utenti

Ricordiamo due capisaldi sanciti dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust)  della concorrenza nel Libro bianco sui servizi uscito da pochi mesi:

1)      occorre separare nettamente la fase della raccolta dalla fase dello smaltimento affidandoli a due soggetti diversi

2)      l’affidamento della raccolta non deve superare la durata di cinque anni sia nel caso di procedura a gara sia nel caso di affidamento in house poiché  questi sono i tempi necessari per l’ammortamento di mezzi ed attrezzature

3)      i bacini di raccolta debbono  essere contenuti in una dimensione tra i trenta ed i centomila abitanti; la provincia di Ravenna dovrebbe essere divisa, pertanto, in quattro bacini: Ravenna città, Comune di Cervia, Comprensorio faentino e Comprensorio lughese.

Quanto sta succedendo dimostra che i tempi sono maturi per un’affidamente del servizio di raccolta a società totalmente pubbliche  poichè non può che essere un’azienda  pubblica a gestire in proprio il servizio sotto la guida diretta dei Comuni  attraverso un percorso partecipato con la popolazione, ossia in house.

 

 

(Verdi Provincia di Ravenna)

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl