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Le (inutili) ricette per uscire dal baratro

Pubblicata il 28 maggio 2016

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Le (inutili) ricette per uscire dal baratro
Si moltiplicano le attenzioni, gli studi, i progetti. La realtà appare nitida sotto gli occhi anche dei meno attenti e si cerca di individuare il contrasto, la medicina, l'antidoto. Si tratta di un fenomeno in crescendo per la semplice ragione che si è cominciato ad intravvedere, con chiarezza, in quale baratro ci siamo cacciati, da tempo, con perseveranza, con tenacia. Tutti insieme.

Il centro della nostra città è sotto l'attenta osservazione delle associazioni di commercianti e nascono idee ed iniziative che cercheranno di individuare la forma corretta di contrasto all'impoverimento del centro storico di Imola.
Facilitazioni indirizzate a giovani con idee fresche e nuove, creazioni di strutture innovative capaci di attirare il pubblico e, possibilmente di farlo spendere, nuovi spazi, nuove possibilità, facilitazioni. Anche in campo imprenditoriale si sta cercando se non la soluzione, almeno il rilancio di quella che fu (il coraggio della verità non deve mai venire meno) la grande zona industriale situata nella nostra periferia: studi di fattibilità e di nuove opportunità da parte di un po' tutti gli addetti ai lavori, ricerca di collaborazione da parte di scuole ed università e, anche in questo caso, individuazione di facilitazione, eliminazione di ostacoli burocratici oltre alle immancabili ventate di ottimismo.
Alla somma di tutto, come scritto in precedenza, si è compreso che così come ora, non si può andare avanti.

Anche i grandi del mondo, specialisti di finanza, amministratori di banche centrali, di banche mondiali e di strutture finanziarie di interesse continentale si sono incontrati, hanno chiuso le porte e hanno confabulato tra di loro, in quel linguaggio a noi troppo poco comprensibile, intriso di quelle brevi frasette in lingua inglese che per noi sono incomprensibili ma per loro no: qualche osservatore (verrà sicuramente cacciato) ha osato scrivere che "... occorreva la paura per far trovare tanta eminenza grigia/finanziaria chiusa in una sola stanza ...".

Il problema dell'emigrazione che non accenna a diminuire, anzi!, i debiti pubblici di molti (leggi troppi) stati che continuano a crescere generando pericolosi disequilibri ed orizzonti poco tranquillizzanti, molti stati che per varie ragioni e paure si trincerano entro i propri confini certi di cavarsela da soli (proprio come noi quando, da piccoli, avevamo paura e ci nascondevamo sotto le coperte sentendoci al riparo da tutto), poi le rendite finanziarie al lumicino e persino gli edge found che mostrano tassi di rendimento vicini allo zero e ora anche il referendum in terra inglese che sancirà la permanenza o l'uscita della Gran Bretagna dall' Europa Unita, capace di scatenare i più torbidi scenari e le più indesiderabili conseguenze (anche se leggendo gli scritti di chi "capisce" si ha la sensazione che si spari nel mucchio e in do' coio coio).

Se non fosse per la reale preoccupazione circa la situazione attuale, in sintesi denunciata anche dalle nostre associazioni di commercianti (il vuoto nel centro storico) e dai nostri amministratori (rilancio delle attività industriali ed artigianali) oltre che dall'eminenza grigia della finanza mondiale ci sarebbe da spanciarsi dal ridere: reali montagne di denaro accumulato in tanti anni di mancato controllo e di disistima di quanto inevitabilmente sarebbe accaduto gironzolano per l'intero globo, alla ricerca del profitto senza quasi più riuscirvi (anche dove si produce ancora molto non si riesce a vendere per non parlare dei mercati che sono stati "abbandonati") e anche quelle belle rendite finanziarie di grata memoria sono cadute nel limbo dell'incertezza e, udite udite, del pericolo.

Come se non bastasse, spinti verso il risanamento ed il rilancio, potenti gestori hanno invaso il mercato di denaro: prima il Presidente degli States ha rovesciato sulle banche di casa sua la bellezza di 830 miliari di dollari praticamente cash e il nostro Draghi, a cadenza mensile, getta sul mercato decine di miliardi euro di liquidità che nessuno sembra volere, con il risultato di far imbestialire i responsabili della pubblica amministrazione tedesca che vedono i rendimenti dei loro titoli di stato andare, qualche volta, in negativo nelle negoziazioni di asta.
Un po' di guadagno per i richiedenti mutui che stipulano a tassi davvero bassi, ma per le banche vale il contrario: basso reddito operativo (anche se a lungo termine) contro garanzie a valore stagnante quando non decrescente (valore immobili) equivalgono a rischio potenziale futuro e a bilanci ristretti nell'immediato. In crescita le stipule a tasso fisso: gli acquirenti devono aver stimato che si andrà per le lunghe ...

In contropartita a questa concentrazione finanziaria, inevitabilmente si è verificata la contrazione della disponibilità nella grande massa della popolazione che quindi, volente o nolente, spende sempre un po' meno e quando lo fa usa attenzione. Il cane che si morde la coda.
Anche il nostro sindaco Manca parla a riguardo della Sanità pubblica che sta migrando verso le grandi Usl Bolognesi, di problemi con decisioni regionali, mancanza di convergenze e tempi brevi per risoluzioni certe pur riaffermando la sua convinzione positiva circa la grande Città Metropolitana: qualcuno osi chiedergli quale significato avrebbe dovuto avere, secondo lui, la concentrazione all'interno di grandi gruppi di amministrazioni e gestioni pubbliche se non quello del risparmio, con il non piccolo problema che quando si risparmia "troppo" sulla sanità le ferite cominciano a bruciare.
Manca il denaro e se non lo si va a prendere dove c'è ce ne sarà sempre meno.

(Mauro Magnani)

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