Cambiavento

Brexit, la fine dell'orizzonte della nostra vita

Pubblicata il 1 luglio 2016

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Brexit, la fine dell
Dunque gli abitanti della Gran Bretagna hanno deciso che la loro vita, la loro storia, la loro nazione continueranno fuori dall'Unione Europea.
Non che la Gran Bretagna sia mai stato un socio trainante delle istituzioni europee, ma la politica - almeno a mio avviso - è l'arte di avere un obiettivo, una strada da percorrere e molti passi sul proprio cammino.

Per noi che siamo stati giovani negli anni '60, l'evento del 23 giugno 2016 è come la fine dell'orizzonte all'interno del quale abbiamo impostato la nostra vita. Siamo cresciuti pensando, immaginando, impegnandoci perché temi e valori cari in quegli anni - solidarietà, passione, uguaglianza, giustizia sociale - fossero la base della convivenza tra i popoli.

La costruzione della casa comune europea, voluta da quei grandi che avevano vissuto e sofferto il tempo delle guerre e dell'odio, appartenendo ad entrambi i fronti - De Gasperi, Schumann, Adenauer - ci spingeva a guardare al domani con ottimismo e speranza. La strada del futuro che avrebbe portato pace e benessere per tutti era tracciata, noi avremmo dovuto portare la fiaccola per il nostro tratto di strada.

I nostri nonni avevano combattuto gli austriaci sul Piave, i nostri padri avevano incrociato le ami con gli inglesi nel Sahara: noi abbiamo visto questi popoli unirsi e stendere un progetto di crescita comune. A dire il vero anche i nonni degli inglesi di oggi avevano combattuto i tedeschi sulla Somme, respirato gas ad Ypres, i loro padri avevano vissuto su tanti fronti contro italiani e tedeschi, avevano vissuto sotto le bombe a Londra.

L'Europa costruita dalle nuove generazioni era nata proprio perché inutile era stato il sangue versato, se non a soddisfare l'ego di qualche generale.
Oggi questo orizzonte è finito.

Certo, noi non abbiamo saputo ancorare l'Europa ai suoi valori, non abbiamo sofferto fino al punto giusto perché il sogno prevalessi sui marchi o sulle sterline che reclamavano il loro potere. Poi, capisco anche l'effetto sulle persone più fragili delle notizie che vediamo ai giorni nostri. Ottanta milioni di euro a Ronaldo per giocare quattro anni nel Real Madrid: ma come reagiranno tutte le persone della parte più fragile dell'Europa a questa e alle mille altre notizie simili, che generano frustrazione, se non odio verso i potenti!
Ma oggi ciò che ci lascia l'amaro in bocca è il fatto che la nostra generazione e i suoi sogni escono definitivamente di scena!

(Tiziano Conti)

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