Cambiavento

Cisa, il piano industriale procede

Pubblicata il 23 luglio 2016

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Faenza. E' passato un anno da quando i sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil e la multinazionale Allegion proprietaria del gruppo Cisa, storica azienda di Faenza di serrature e lucchetti, al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma siglavano l'intesa sul piano di ristrutturazione dei siti produttivi Cisa di Faenza e Monsapolo (AP).

La vertenza Cisa è tornata di attualità in questi giorni, dopo l'ultimo incontro periodico previsto dall'accordo di ristrutturazione al ministero tra sindacati e proprietà svoltosi il 15 luglio scorso e lunedì 18 luglio i sindacati in assemblea hanno illustrato i contenuti dell'incontro a lavoratrici e lavoratori Cisa.

La ristrutturazione secondo un piano industriale di Allegion, giudicato comunque insufficiente dai sindacati un anno fa, sembra procedere, anche se un po' lentamente in base agli accordi sottoscritti, così che la ristrutturazione del sito di Faenza per permettere la nascita di un polo di innovazione e ricerca, il cui termine era previsto per la fine del 2016 slitterebbe a fine gennaio 2017 e in leggero ritardo è anche l'intervento sulla logistica. L'altro nodo riguarda i 130 esuberi dichiarati da Allegion a Faenza, a marzo erano 98 i lavoratori che accettando l'incentivo aziendale si erano volontariamente dimessi e attualmente sarebbero saliti a oltre il centinaio, ne mancherebbero circa una trentina, ma va considerato che per tali dimissioni c'è tempo fino al prossimo settembre.

Quindi il piano industriale procede e i piccoli ritardi si possono definire al massimo fisiologici, per sindacati ed istituzioni, che seguono a stretto contatto l'andamento del piano di ristrutturazione, nessuno si considera soddisfatto ma al più realista, in quanto il percorso non è semplice e serve sempre il costante e forte presidio delle lavoratrici e dei lavoratori per vigilare sull'andamento dell'accordo.

L'incontro del 15 luglio è sopratutto servito ai sindacati a preparare l'incontro più pregnante di fine settembre, dove dovrebbero esserci più certezze sulle date di attuazione del piano e su come si arrivi nelle migliori condizioni ad una sua conclusione.

 

(Edgardo Farolfi)

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