Comunicare l'immigrazione: The darkness of Europe.

Pubblicata il 30 settembre 2016

Vai alla sezione Cultura & Spettacoli »

Comunicare l
Le immagini spesso sono più efficaci delle parole. Raccontano storie in silenzio. E in silenzio ci inducono ad una relazione senza distrazioni che ci impone di stare in ascolto di quello che ci accade in quel preciso momento. Un attimo fissato per sempre da un obiettivo di fronte ad un attimo che scorre e cessa di essere attimo per chi guarda e vive un'esperienza mentale ed emotiva che diviene pensiero, immaginazione. Dopo i volti femminili segnati e dolenti di Francesco Francaviglia, altri racconti di immigrati/e nelle fotografie di Francesco Malavolta e Danilo Balducci rispettivamente a Forlì presso l'Oratorio di S. Sebastiano e a Forlimpopoli presso il Museo Archeologico, fino al 16 ottobre. Due sguardi diversi che portano vicino a noi una realtà drammatica costantemente attuale, ma che oggi assume l'aspetto di un richiamo alla coscienza individuale e collettiva. The Darkness of Europe, un titolo che non poteva essere più indovinato e assai eloquente nell'Europa dei muri, degli imbarazzi e dell'insoluto. Ma l'occhio che non si rifiuta di vedere porta alla luce e, facendolo, evidenzia un'oscurità di cui ancora non si vede la fine. Malavolta e Balducci sono stati in prima linea a vivere in diretta i destini dei sopravvissuti che sbarcano nelle coste del Sud dell'Europa. I loro scatti sono la testimonianza di questo vissuto. Il primo, siciliano, è impegnato da 20 anni nella documentazione dei flussi migratori che interessano il nostro continente. Le fotografie esposte sono una sintesi del lavoro degli ultimi 5 anni in un contesto in costante mutamento che lo ha portato a viaggiare dallo Stretto di Gibilterra e le enclave di Ceuta e Melilla a Lampedusa, dalla Grecia e le sue isole alla Turchia fino alla cosiddetta “rotta balcanica”. Il secondo, aquilano, docente di fotografia e reportage  presso l'Accademia di Belle Arti de L'Aquila, fotogiornalista, ha trascorso diversi giorni fra gli immigrati accampati e bloccati alle porte dell'Europa. Le immagini a colori di Malavolta fissano l'istante di un dolore, lo sguardo di una speranza, lo sguardo fisso nel buio di chi cerca una via d'uscita, un'indicazione verso un futuro. Raccontano di una madre che nel tentativo di mettere insieme un giubbotto salvagente alla sua bambina, le fissa sul corpo fogli spessi di polistirolo rimediati alla meglio. Il 50% di chi affronta i rischiosi viaggi verso un'altra vita, dicono i dati dell'UNHCR, sono donne. Un barcone che tracima esseri umani prossimo alla riva mostra volti diversamente espressivi e segnati: traspare tutta la fragilità e la precarietà umana ed emotiva di queste comunità temporanee, in viaggio verso un incerto dove. Belle foto, toccanti, dove i numeri riportati quotidianamente dalle cronache diventano esseri umani, vite concrete, in bilico. Un'immagine in particolare, da qualcuno definita caravaggesca  per la combinazione di luce ed ombra di un attimo prontamente colto dà il senso di un popolo in cammino e produce un senso di sospensione. Come nelle installazioni di Bill Viola ci si sorprende nell'attesa di un violento getto d'acqua che travolge e spariglia il gruppo ripreso. In bianco e nero le foto di Balducci, meno contemplative, propongono un racconto, nella cattura di una dinamica dove accadono cose, di cui si immagina il prima e si ipotizza un dopo. Come a fissare la memoria di un preciso accadimento, comunicano il confine fra diverse realtà, quella e la nostra ed evocano il secolare errare dei popoli nel pianeta. Una memoria, appunto, che dovrebbe portare ad uno sguardo mentale diverso sul fenomeno dell'immigrazione che tanto senso di insidia provoca in molti europei. Ma questi racconti di ingiustizia, di confinamento, di margine, di esclusione, di disperazione testimoniati con tanta efficacia, invitano a quell'avvicinamento che , solo, può risvegliare la solidarietà umana. L'esperienza è consigliata.

 
ORARI DELLE MOSTRE:

Museo Archeologico di Forlimpopoli – Danilo Balducci
Venerdì 9.00-13.00/ sabato e domenica 10.00-13.00 /15.30-18.30
Mercoledì e giovedì su richiesta (0543 748071)/info@maforlimpopoli.it

Oratorio di S. Sebastiano di Forlì – Francesco Malavolta
Mercoledì,giovedì,venerdì 16.00-19.00/ sabato e domenica 10.00-12.00/16.00-19.00

(v.g.)

 

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl

Cookie Policy
Informativa Privacy