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Anpi, Arci, Cgil: referendum, "Un No consapevole e responsabile"

Pubblicata il 1 dicembre 2016

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Anpi, Arci, Cgil: referendum, "Un No consapevole e responsabile"
A pochi giorni dal voto sul referendum costituzionale le posizioni politiche sulla riforma di un terzo degli articoli della carta fondamentale di tutti i cittadini sono ormai definitivamente cristallizzate (a parte l'ultima dichiarazione dell'ex premier Romani Prodi) e sono rimaste sostanzialmente le stesse dall'inizio di questa lunga e faticosa campagna elettorale.

Il Pd e i suoi alleati di governo, alcuni in maggioranza di fatto come i “verdiniani”, continuano a salmodiare in ogni luogo sulle ragioni e sugli effetti della riforma. Dall'accelerazione del processo legislativo - in un paese che di leggi ne ha fin troppe – all'abolizione del Senato – non abolito ma solo non più votato direttamente dai cittadini – al “passo nel futuro del cambiamento” utilizzato come balsamo per curare, se non tutti, molti dei mali italiani: dalla disoccupazione che ancora morde le classi sociali più fragili fino alla sanità per tutti (comunque già per tutti dal 1978, ndr).

Non manca nulla e alle promesse seguono anche, a poche ore dal voto, fatti come la firma dei contratti dei metalmeccanici e, dopo sette anni, pure quello dei pubblici dipendenti (quest'ultimo ancora in fase di accordo). Una potenza di fuoco che indubbiamente sposterà voti. Ma che potrebbe raggiungere un risultato opposto alle speranze governative tanto i fatti sono collegati, nella mente degli italiani, alla tornata referendaria.

Dalla parte di chi questa riforma costituzionale proprio non la digerisce si trova una variegata rappresentanza politica di cui il Movimento 5 stelle rappresenta la parte più sostanziosa. O, quanto meno, quella parte più critica che, va detto, avrebbe solo vantaggi dall'approvazione della riforma e dalla conseguente legge elettorale, il cosiddetto Italicum.
Dalla parte del No si ritrovano poi corpi sociali di peso: dai sindacati all'Anpi e all'Arci nelle loro articolazioni nazionali di vertice. E proprio Carlo Smuraglia, Presidente nazionale Anpi; Susanna Camusso, Segretaria generale Cgil e Francesca Chiavacci, Presidente nazionale dell'Arci licenziano oggi un appello ai cittadini che vale la pena riportare integralmente, tanto costituisce il cuore del pensiero delle ragioni del No.

“Alle cittadine e ai cittadini raccomandiamo un voto consapevole e responsabile. Non si tratta di una legge ordinaria ma della Costituzione, la nostra Carta fondamentale. Modifiche sbagliate e destinate a non funzionare, così come lo stravolgimento del sistema ideato dai Costituenti, avrebbero effetti imprevedibili e disastrosi per l'equilibrio dei poteri, per la rappresentanza, per l'esercizio della sovranità popolare, in sostanza per la stessa democrazia, che invece va rafforzata, potenziata e difesa con la piena attuazione della Costituzione repubblicana. Consapevolmente e responsabilmente, votate NO”.

“Effetti imprevedibili e disastrosi per l'equilibrio dei poteri, per la rappresentanza, per l'esercizio della sovranità popolare, in sostanza della stessa democrazia”.
Vale la pena soppesare bene queste parole in vista del voto di domenica. Dimenticando, o forse avendo ben presenti, anche le pressioni internazionali cui l'Italia è sottoposta.

(Caterina Grazioli)

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