Cambiavento

Poteri forti e pensieri deboli

Pubblicata il 30 dicembre 2016

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Sotto la pentola del diavolo il fuoco è sempre acceso
Proverbio popolare

Solo una mente confusa può credere che Renzi, Letta e Monti siano espressione dei  " poteri forti", mentre Trump è il difensore dei deboli e degli oppressi.
Mossero la stessa accusa a Obama, la sinistra imparata, la destra, quelli nè di sinistra né di destra, in coro, quando risanò le banche.
Salvo rimproverare i governi italiani di non averlo fatto.
Che se, invece, fossero intervenuti, apriti cielo.
Lo vediamo in questi giorni col provvedimento salva banche.
Qualunque cosa si faccia non é mai valutata per quello che è, per gli effetti che produce, ma viene ricaricata di significati ideologici che ne moltiplicano la negatività.
Di volta in volta un sordido interesse, un fine oscuro.
All'ombra dei poteri forti.
Che nessuno sa cosa sono, in Italia, dove tutto è debole, banche, imprese, ora anche Berlusconi.
Il Monte dei Paschi non é un potere forte, è una banca fallita, come banca Etruria e le altre.
Chi ha sbagliato deve pagare ma i 27 miliardi di insolvenze che hanno schiacciato la banca senese, come quelle tedesche, inglesi, svedesi e svizzere, sono la cenere di imprese bruciate nel rogo della crisi .
Bisogna salvare il salvabile.
Di mezzo ci sono risparmiatori come me e voi.
Di questo stiamo parlando.
Lo stesso Marchionne, assurto a simbolo del male, altri non é che un imprenditore, anche bravino a giudicare dai risultati.
Fassina e Di Battista non ne avrebbero ottenuto di migliori.
Se ne possono discutere le scelte, certamente lo stipendio, come quelli di troppi manager, veri o presunti, ma tenere buoni rapporti con le imprese, anche le maggiori, non è una colpa e non ha necessariamente significati oscuri.
Qualcuno dovrà ben creare ricchezza in Italia.
Coi soli investimenti pubblici non si va lontano.
Questo rilievo non toglie nulla alle critiche verso chi governa.
Quelle ci stanno, sono utili, se fatte a ragioni veduta.
Ciò che non va bene è il continuo rimando a qualcos'altro, di incombente, di minaccioso, di nascosto.
Sembra di essere tornati ai tempi del complotto plutogiudaicomassonico inventato dal fascismo o alle forze del male del capitalismo che congiurano contro il bene dei popoli.
Quando il mito si discosta dalla realtà sei portato a supporre che chi lo costruisce voglia fuorviare la percezione delle cose.
Un richiamo per allocchi, confidando nella incontrollabile diffusione della specie.
Si sente il bisogno di equilibrio nei giudizi, di misura nelle parole.
I problemi sono già gravi senza bisogno di deformarne i contorni.
Siamo al momento cruciale dì un'avventura cominciata 8.000 anni fa, piena di crudeltà e grandezza, di apogei e disastri, di asservimenti e emancipazioni, dice Edgar Morin.
Lo sviluppo, l'occidentalizzazione e la mondializzazione sono motori gli uni degli altri, e la crisi ha questi tre inseparabili volti.
I problemi economici, politici e sociali ne sono la conseguenza.
Il fatto che questo carattere complesso del rivolgimento in corso sia ignorato indica che la crisi è anche cognitiva.
In e con questa crisi c'è la recrudescenza della lotta tra le forze della morte e della vita, " che si combattono e si alimentano fra loro poiché le decomposizioni mortali permettono le rinascite o le metamorfosi ma anche asfissiano le rinascite e le metamorfosi possibili: vivere di morte e morire di vita è la formula di Eraclito che esprime l'ambivalenza della crisi planetaria".
Questa é la portata del problema.
Niente nel confronto pubblico le si avvicina.
Il riformismo, quello che c'è, annaspa rincorrendo processi che non riesce più a governare e forse nemmeno a prevedere: la sua cassetta degli attrezzi é collaudata per un mondo che non c'è più, per farsene una nuova occorre il coraggio di uscire dagli schemi, di provare a volare.
Gli altri vendono vecchi prodotti riverniciati per coprire la ruggine.
Si dicono certi di essere dalla parte giusta della storia e si appagano di questo, gridando la loro indignazione ipocrita.
Cambiare in meglio é la sola cosa che conta.
Con un po' di giustizia verso gli uomini e la terra.
Le grandi corporations multinazionali non svaniranno.
Dalla Cina ali USA, dall'India al Brasile si faranno altre grandi opere, si produrranno beni e servizi su larga scala, per miliardi di persone che li chiedono.
Le grandi dimensioni esigono grandi organizzazioni.
Le cose stanno così.
"La risposta finale alla società multinazionale, sosteneva Galbraith molto prima della caduta del muro e della globalizzazione, è  l'autorità multinazionale ".
È paradossale lamentarsi  di poteri fuori controllo e non avere un progetto, nulla, per rafforzare quella dimensione, ritraendosi a una scala domestica che non li può governare.
Come nessun altro fenomeno globale, del resto.
A partire dalle tre piaghe bibliche del XXI secolo, l'agonia del pianeta, le guerre e la fame.
Che dovrebbero indignare tutti, ma in particolare Speranza e i giovani PD, più delle inappropriate parole del ministro Poletti.
Non è lì la sorgente del disagio dei giovani.
Quel che offende la dignità di un essere umano e la mancanza di opportunità di vita e di lavoro.
Non si può negare che il governo uscente ci abbia provato.
Con qualche risultato. Sappiamo tutti che non si crea lavoro per decreto. Ma l'ingresso in un'azienda si può agevolare, e così la stabilizzazione dell'impiego . Creando nell'imprenditore un interesse a farlo.
Le risorse destinate allo scopo non sono state un regalo ma uno stimolo. Utile per il tempo in cui può essere utile.
Poi deve andare bene l'impresa, fare profitti, reinvestirli.
Se l'impresa chiude o se ne va non c'è articolo 18 che tenga.
Abbiamo la responsabilità di fornire delle coordinate oneste ai nostri ragazzi. Per renderli liberi di decidere e di sbagliare da soli.
Dobbiamo augurarci che il nuovo anno rechi con sè meno strepiti e più riflessione.
Quando la soglia dei problemi si alza e la realtà ci sgomenta, la tentazione di aggirare l'ostacolo, di attribuire la colpa a qualcuno, diventa irresistibile. È a quel punto che bisogna alzare un argine culturale.
O c'è cognizione o si cade nella superstizione.
Sperare aiuta a vivere ma confidare in sé stessi è ancora la cosa migliore.
Buon 2017.

(Guido Tampieri)

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