Cambiavento

La Giornata della Memoria è molto di più che una data da ricordare

Pubblicata il 25 gennaio 2017

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La Gionata della Memoria è molto di più che una data da ricordare
Fissare una data e dedicarla ad una ricorrenza non è sufficiente. Sfogliare l'agenda, o un quotidiano, aprire una pagina Web per scoprire che “ ah! Oggi è la ricorrenza ...” rappresenta un errore per ogni creatura pensante. Cerchiare una data sul calendario appeso al muro affinché ci si possa ricordare di un evento, di una nascita o di una morte non ha senso alcuno se nella nostra mente, nel nostro pensiero, nel nostro essere non trova spazio la motivazione di quel ricordo e la ferma determinazione nel far si che tale evento non abbia a ripetersi o, se positivo, trovi sempre festoso e felice spazio nel nostro ricordo.

La Giornata della Memoria non deve essere unicamente una data cerchiata sul calendario e neppure un attimo di pensiero triste e doloroso nel ricordo di quanti furono trucidati, torturati e uccisi nei campi di concentramento, nelle prigioni delle SS o nelle segrete stanze di piccoli funzionari di polizia tedeschi, austriaci, italiani, francesi ecc. ecc. troppo attenti e zelanti verso atroci direzioni politiche o settarie.
La Giornata della Memoria è cercare di capire, analizzare e fissare molto bene nella mente il “perché” tutto ciò sia accaduto, il “perché” ciò stia ancora accadendo e il “perché” tutto ciò continuerà ad accadere se tale data per tutti noi rappresenterà unicamente un ricordo.

Il riconoscimento di una realtà, il raggiungimento di una certezza e la consapevolezza della relativa importanza devono rappresentare lo stimolo e il suggello di ogni nostra azione quotidiana, per quanto piccola o priva di significato possa essere o apparirci: solo in questo modo saremo ben certi di celebrare questa ennesima Giornata della Memoria.
Unicamente avendo bene a mente il perché ciò sia accaduto, perché ciò sia stato reso possibile e per quale ragione il tutto possa nuovamente accadere forse, e dico forse, potrà scongiurare il ripetersi di una tale morte. Perché di vera morte dell'uomo si tratta. Il titolo “ Se questo è un uomo” (realtà di parole stampate di un uomo più grande di noi che tra noi non è più) testimonia con una domanda/affermazione la qualità dell' uomo.
Affinché questo uomo non abbia a ripetersi e tutti noi a pagarne le pesanti conseguenze, occorre circoscrivere e tenere bene a mente il termine razzismo e non circoscriverlo ad eventi singoli o specifiche entità: il razzismo è la certezza della diversità nella consapevolezza altera di appartenere allo strato migliore.

Una carrellata tutto attorno a noi ci renderà consapevoli del fatto che l'aver cerchiato la data sul calendario non possa essere bastevole: vengono eretti muri tra stati della vecchia europa (la minuscola non è un errore) per impedire il transito di esseri giudicati inferiori, si ipotizza lo schieramento di navi in assetto di guerra per rigettare a riva disperati in cerca di vita, firmato il decreto per erigere un solido muro di cemento e filo spinato tra i confini Usa - Messico per porre fine ad un ignobile miscuglio di razze senza minimamente riuscire a comprendere che proprio da tale diversità e miscuglio è nata quell'immensa ricchezza che fa degli States la potenza economica attuale, il trittico “Fraternité, egalité, liberté” sta per finire nel dimenticatoio sull'onda di un movimento destroso e razzista nella patria della libertà, una miriade di guerre grandi e piccole è in corso tra persone che reputano la loro appartenenza religiosa decisamente migliore di quella di altri e dalle nostre parti urlanti e sicurissimi condottieri politici ergono e sventolano bandiere multicolori in difesa della nostra identità che non deve essere assolutamente confusa con altre degenerazioni che, per di più, hanno la pelle colorata diversamente mentre altri novelli condottieri arrivano ad ipotizzare stretti legami politici con ominicchi di tal fatta e specie.

Il colmo poi, se ve ne fosse bisogno, avviene proprio nelle terre di chi ha subito, materialmente, il delirio dell'Olocausto: muri a difesa del diverso, dell'inferiore, dell'affamato, armi a protezione di tale muro e morti da entrambe le parti a sostegno dell'immenso errore che tutto ciò rappresenta.
Ricordiamo. Comprendiamo. Riflettiamo. In caso contrario una vita colma di alcol, droga, grosse auto veloci e super-telefoni palmari che ci aiuteranno a dimenticare la nostra rinuncia alla realtà.

(Mauro Magnani)

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