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Discarica Tre Monti: "Ecco come stanno veramente le cose"

Pubblicata il 16 febbraio 2017

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Spett. redazione,
dopo aver letto sulla stampa negli ultimi tempi varie versioni fantasiose sullo stato dell'arte della discarica ci sentiamo in dovere di fare il punto della situazione su quanto sta realmente succedendo.

1) E' appena stata approvata la sopraelevazione per 375.000 ton complessive per cui stanno già portando nuovi rifiuti e questo durerà per i prossimi tre anni. Così la località Tre Monti si trasformerà prevedibilmente in un nuovo toponimo: la Quattro Monti...

2) La parte più ampia del progetto di ampliamento (circa 1.100.000 ton), ricadente in parte nel territorio di Riolo Terme, è stata bocciata dal ministero dei Beni Culturali per mancanza di conformità con il Piano territoriale paesaggistico regionale. Inoltre dal parere del Ministero sembrerebbe che in passato siano state rilasciate anche autorizzazioni illecite.
Nonostante la gravità di questi fatti, la Regione e il Comune di Imola sono determinati a ripartire a breve con un nuovo percorso autorizzativo inerente questa parte bloccata per garantire che la discarica di Imola duri per sempre. Non sappiamo come pensino di risolvere il vincolo paesaggistico ma rimane il fatto che frammentare un progetto unitario per autorizzarne due più piccoli è assolutamente condannato dalla normativa UE.
Da mesi si stanno così accumulando atti e modalità di azione delle nostre istituzioni in totale spregio della legge di cui dovrebbero essere invece garanti. Questa loro strenua perseveranza per aiutare Hera apre a parecchi interrogativi piuttosto pesanti, soprattutto considerando che gli investimenti per l'economia circolare auspicata dalla LR16/15 vanno a rilento a favore dell'obsoleto ed estremamente impattante sistema delle discariche e inceneritori.

3) Il sindaco Manca ha dichiarato che durante l'iter autorizzativo il Comune ha spalancato le porte ai cittadini e alla partecipazione. Niente di più falso e si dovrebbe vergognare di dire una simile sciocchezza visto che si è sempre rifiutato di incontrarli pubblicamente. Tra l'altro non si è mai visto un sindaco così impegnato a tutelare gli interessi del “sistema regionale dei rifiuti” in barba a quelli dei propri cittadini. Il suo disco rotto è che Imola deve fare la sua parte nel sistema, noi diciamo che l'ha già fatto in abbondanza e che è da irresponsabili per non dire criminali il voler caricare ancora il territorio di impatti così elevati.

4) Stiamo assistendo dunque da un anno e mezzo a inaccettabili comportamenti arroganti delle istituzioni. Ci chiediamo anche come mai davanti a un caso così complesso, per il quale esistono dati di letteratura scientifica preoccupanti, l'ASL di Imola sia stata così silente e non si sia preoccupata in primis di fare una VIS o un'analisi seria epidemiologica, i dati certamente li hanno e sarebbe ora che li rendicontassero pubblicamente. Ci chiediamo anche come mai sul progetto di bonifica della discarica non si è più saputo nulla e dire che il Comune e l'ARPA sanno bene che c'è un gruppo di cittadini molto interessato alle vicende della discarica. E' stata fatta e conclusa? Che esiti ha dato? Non ci sono più stati problemi di contaminazione? La discarica ci riguarda tutti ed è ora che si faccia una comunicazione continua e trasparente senza obbligarci a difficoltosi accessi agli atti o a consultazioni on-line non sempre percorribili dai cittadini.

5) Il Comitato Vediamoci Chiaro è sempre più determinato a voler affermare il diritto alla salute e alla tutela dell'ambiente sul quale non si scherza nonostante i sorrisetti e le alzate di spalle del sindaco. Un territorio contaminato rimane tale per molti decenni con gravi ricadute anche sociali ed economiche. Basta minimizzare dicendo che va tutto bene! la partita in gioco è molto grave e c'è qualcuno che sta speculando da troppo tempo sulla buona fede della gente. Non ci fermeremo qui ma faremo tutto ciò che è in nostro potere per ripristinare il diritto.

(Comitato Vediamoci Chiaro)

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