La puzza della discarica arriva in città

Pubblicata il 23 febbraio 2017

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La puzza della discarica arriva in città
Imola. Da un paio di giorni tutta l'area imolese si trova immersa in una “nube” nauseante che ha suscitato nei residenti stupore e anche qualche allarme.
Un'aria che definire viziata è riduttivo e che fa purtroppo il paio con quella irrespirabile misurata ad inizio anno dalla centralina Arpa che monitora i livelli d'inquinamento da polveri sottili in città.

“Abito da sempre a Imola e un odore così sotto l'orologio non l'avevo mai sentito” commenta una signora anziana in piazza Matteotti. “Ci sarà da stare tranquilli, mah, dal Comune non dicono niente” aggiunge il marito.

 

L'origine dell'odore nauseante che è calato su Imola, e nella giornata di mercoledì 22 febbraio anche su Riolo Terme, è la discarica tre Monti di via Pediano, già oggetto nel dicembre scorso di una valutazione di impatto ambientale (Via, ndr) della regione Emilia Romagna. Decisione, questa, che di fatto ha stoppato l'ampliamento previsto per circa 1 milione di tonnellate di rifiuti, voluto Da Hera e Con.Ami, dando però il via libera alla sopraelevazione del lotto esaurito.

 

“Dalla fine del novembre scorso sono iniziate attività in discarica è da allora che sentiamo questa puzza”. E' Cinzia Vassallo, che risiede a 500 metri dalla discarica a togliere il dubbio sull'origine dell'odore nauseante. “Non è la solita 'puzza', quella a cui nostro malgrado ci eravamo abituati, questa è nuova e ci mette paura”. “E' un odore dolciastro che ci entra dentro, con bruciore alla gola, tosse, mal di testa e agli occhi. Siamo molto preoccupati”.

 

Non c'è dubbio che in città un odore così persistente e fastidioso, dalla Pedagna fino alla zona industriale, non si era mai sentito. Tanto che ieri il centralino dell'Arpa ha dovuto smistare parecchie telefonate di residenti che chiedevano spiegazioni.

L'Agenzia regionale per l'ambiente d'altro canto non sta con le mani in mano e conferma l'esistenza della criticità. La dottoressa Adelaide Corvaglia, direttore di Arpae della provincia di Bologna, ci dà riscontro e ci informa che “stiamo lavorando per cercare di capire l'origine del problema. I nostri tecnici sono stati ieri in discarica e non hanno ancora potuto definire quale sia la causa concreta del cattivo odore. Ci sono varie ipotesi a cui stiamo lavorando, dai mezzi di trasporto scoperti – in quanto l'odore non è continuo – ad altre, ma per ora non c'è rispondenza tra quanto da noi verificato in discarica e l'odore che si sente in città”.

 

L'intervento dell'Arpae è stato urgentemente richiesto ieri dai residenti dei Tre Monti, in copia alla mail anche l'assessore all'ambiente Davide Tronconi. “Stiamo valutando” è stata l'immediata e telegrafica risposta di piazza Matteotti.

Anche il comitato "Vediamoci Chiaro", attivo sulla gestione della discarica sulla quale ha dato battaglia commenta con rinnovata preoccupazione la situazione: “Nella giornata di ieri ho chiamato Arpae perché pur sigillata in casa questa puzza dolciastra mi si era attaccata in gola e non ne voleva saperne di andarsene. Al numero verde mi ha risposto un carabiniere che mi ha informato di essere subissato dalle chiamate per questo motivo”. Così Marta Neri, attivista del comitato che aggiunge una considerazione di portata più generale: “Ma se a Imola siamo così bravi a fare la raccolta differenziata, perché abbiamo bisogno di ampliare la Tre Monti che è in attività da quarant'anni? C'è qualcosa che non torna, delle due l'una”.

 

Non rimane che aspettare che Arpae termini le sue verifiche - i camion scoperti ci paiono un'ipotesi un po' debole, se l'odore proviene dalla discarica e non da altri siti -  e il Comune le renda note. Perché in una regione dove l'inquinamento è alle stelle, e in una città dove le morti per malattie polmonari sono state un record, non pare proprio il caso che ulteriori inquinanti fuori controllo possano sommarsi a quelli già purtroppo presenti in maniera massiccia nell'aria che respiriamo.

 

(Caterina Grazioli)

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