Cambiavento

Il punto sulla Cisa

Pubblicata il 24 febbraio 2017

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Faenza.Si è svolto lunedì 20 febbraio a Roma presso il Ministero per lo sviluppo economico, l'incontro di monitoraggio sull'andamento del piano di riorganizzazione aziendale alla Allegion-Cisa, sindacati dei metalmeccanici, istituzioni e vertici aziendali hanno fatto così il punto della situazione a poco più di un anno e mezzo dall'accordo, con particolare riferimento allo stabilimento Cisa di Faenza, e sembra che non siano mancano positive novità per il futuro.

Durante l'incontro l'azienda ha illustrato l'avanzamento del piano di ristrutturazione, a suo tempo sottoscritto tra le parti, con la riconferma dell'investimento per Faenza di 17 milioni di Euro entro il 2017, delineando un rilancio dello storico marchio Faentino. In particolare sarà completato entro il prossimo giugno il nuovo centro di ricerca con all'oggetto 11 nuove assunzioni di tecnici e specialisti del settore, si tratta di un'area di 5 mila metri quadri in totale interamente dedicati al cuore strategico aziendale: studio, ricerca e produzione pre-serie di serrature ad alto contenuto  tecnologico. Una scelta coerente con il recente progetto di ricerca finanziato su bandi regionali con fondi UE, che Cisa sta portando avanti con l'Università di Bologna nel campo della realizzazione dei prototipi hi-tech dei nuovi prodotti

Intanto è stata completata la delocalizzazione all'estero delle lavorazioni così dette più  “povere” e che un anno e mezzo fa avevano portato 130 lavoratori operai in esubero, il problema sembra si stia risolvendo infatti ad oggi sono state 123 le dimissioni volontarie incentivate, e quindi il problema esuberi si sarebbe ridotto a soli 7 lavoratori e solitamente quando il numero si assottiglia una soluzione positiva sempre si trova.

L'attuale riconversione dello stabilimento Cisa di Faenza in un centro di ricerca e produzione insieme nello stesso sito, secondo l'assessore regionale Costi e il sindaco di Faenza Malpezzi, sono una buona base per il rilancio aziendale e fanno ben sperare per il futuro. Più cauti sull'argomento i sindacati dei metalmeccanici Fiom, Fim e Uilm.

 

(e.f.)

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