Cambiavento

La salvezza passa dal primato del femminile

Pubblicata il 19 marzo 2017

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 Massa Lombarda (Ra). Giovedì 15 marzo ,alla sala  del Carmine di Massa Lombarda ,l’amministrazione comunale e l’Azione Cattolica della diocesi di Imola hanno promosso un incontro con la cittadinanza ,in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dalla nascita dell’Azione Cattolica Italiana. Il tema al centro dell’iniziativa, ben sintetizzato nel titolo dato all’incontro:”Vivere la fede edifica la città dell’uomo”,ha richiamato l’attenzione di una folta platea, che ha visto avvicendarsi sul palco prima il sindaco Daniele Bassi poi Don Giuseppe Nicolini,vera anima della serata, sacerdote della diocesi di Bologna,assistente di zona dell’Agisci e parroco a Sant’Antonio alla Dozza. Dopo i saluti del sindaco Daniele Bassi,che ha sottolineato il dinamismo dell’Azione Cattolica come esempio positivo di lavoro comune per proiettare nel futuro la comunità, si è entrati nel vivo della serata attraverso la lettura di un passo del Vangelo secondo Giovanni( 4,5-42),da cui Don Nicolini ha preso spunto per iniziare un dialogo pacato e intenso con il pubblico presente in sala. La figura della donna di Samaria ,incontrata da Gesù mentre cammina verso la sua Pasqua,offre a Nicolini l’occasione per sottolineare l’importanza della riscoperta del femminile ,inteso come dono, nella società contemporanea, di cui il religioso evidenzia il “cancro dell’indifferenza”,la sua chiusura in una “povera autosufficienza”.Ecco allora che il mistero del femminile si presenta come comunione, come impossibilità di accettare la solitudine, come potenza del dono d’amore. Proseguendo nell’interpretazione del passo evangelico,Don Nicolini invita i presenti a riflettere sul fatto che la samaritana, prima di incontrare Gesù,era povera e sola ma proprio a lei il Messia chiede da bere, questo a dimostrazione del fatto che Dio ,per venire a prenderci, diventa più povero e più piccolo di noi,si mette in una condizione di debolezza e povertà. Interessante a questo punto è l’attualizzazione del messaggio evangelico fatta dal Don,il quale prosegue dicendo che oggi noi siamo invasi dai poveri, come lo era  Gesù, arrivato al pozzo stanco e assetato, e saranno proprio i poveri,non i ricchi ,a salvare il mondo.Ma chi sono i poveri del nostro tempo? I migranti disperati che arrivano sulle nostre coste, certo, ma non solo: poveri sono diventati i nostri rapporti sentimentali, molti bambini sono poveri ( a Bologna 8 su 10 vanno dallo psicologo),poveri sono gli anziani, povera è una società disgregata, polarizzata in comunità in lotta fra di loro, povera è ogni cultura che si chiude in se stessa, che costruisce i muri e ,magari, li fa pagare a quelli che vengono respinti…. Sul tema della cultura che svanisce ,quando si chiude in se stessa ,ha molto insistito Don Nicolini,richiamando più volte  l’azione  di rinnovamento intrapresa da Papa Francesco  per combattere la tendenza della società contemporanea ad isolarsi, a chiudersi in una fredda indifferenza, mentre servirebbe ritrovare i valori profondi della nostra unità spirituale, psicologica ,culturale. In questa necessaria riscoperta della coesione che abbiamo perduto, la donna riveste un’importanza decisiva: nel percorso di salvezza che Dio vuole costruire,c’è bisogno del primato del femminile. Il maschilismo ,di cui è ancora permeata la nostra società ,ha bisogno di essere”avvolto” dal  femminile,ovvero dal modo in cui le donne interpretano la vita. Il nuovo cammino iniziato dalla Chiesa di Papa Francesco incoraggia ciascuno di noi ad uscire ,perché “la fede non va tenuta in casa”,la buona novella del Vangelo va portata nelle strade, nelle periferie, fra gli ultimi, senza irrigidirla in regole mai annunciate a chi è fuori da una comunità di credenti ,che rischia di diventare un piccolo gruppo di giusti. E’una Chiesa che guarda alla società, quella di cui ci ha parlato Don Nicolini,una comunità di uomini e donne che vivono concretamente il senso profondo del Vangelo e che sanno esprimere i valori della vita cristiana in termini laici, proprio come è avvenuto dopo il secondo conflitto mondiale ,attraverso la stesura della Costituzione,cui ha partecipato anche Dossetti,al pensiero del quale il religioso ha fatto riferimento come a una guida fondamentale in questi tempi di grande smarrimento.

 

 

(Laura Benati)

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