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Esternalizzazione di sezioni di nido d'infanzia, contrarie sia Cgil sia il Csa

Pubblicata il 30 marzo 2017

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Esternalizzazione di sezioni di nido d
Castel San Pietro (Bo). I servizi per l'infanzia comunali e pubblici sono sempre stati, fino al passato recente, uno dei fiori all'occhiello del territorio del circondario. Ora da qualche anno, prima a Imola e ora a Castel San Pietro, nelle giunte di centro(centro)sinistra va di moda l'esternalizzazione, in entrambi i Comuni, di due sezioni.

Alcuni sindacati, però, sono in rivolta. Per la Cgil Mirella Collina, Katia Regelli ed Elisabetta Brazzoli osservano che “il Comune di Castel San Pietro ha manifestato l'intenzione di esternalizzare altre due sezioni di nido d'infanzia, che si aggiungerebbero a quella attivata nel 2014 al Nido Girotondo. Riteniamo preoccupante e grave la scelta di ridimensionare ulteriormente il numero di sezioni a gestione diretta, specialmente in un territorio dove questo servizio si è dimostrato particolarmente apprezzato dalle famiglie. Come Cgil e Fp-Cgil non abbiamo preconcetti rispetto alla gestione accreditata, ma facciamo notare che proprio nel territorio imolese si è registrata un'inversione di tendenza rispetto al passato, quando si è tentata la strada dell'affidamento attraverso appalti in scuole comunali. Riteniamo necessario approfondire il confronto con l'amministrazione comunale, a cui abbiamo chiesto un incontro, per sviluppare un piano di assunzioni pluriennale, tarato sulle esigenze dei servizi comunali e dei cittadini, come consentito dal decreto legge 113 del 2016 che permette per gli anni 2016-2017-2018 un piano triennale straordinario di assunzioni a tempo indeterminato di personale insegnante ed educativo necessario per consentire il mantenimento dei livelli di offerta formativa”.

Anche il Csa, sindacato autonomo, sottolinea: “Mentre dal governo arrivano aiuti e deroghe a favore delle scuole comunali per l'infanzia, i Comuni si affannano a regalare ai privati l'educazione e il sostegno alla crescita dei nostri piccoli. Pare che il Comune di Castel San Pietro sia intenzionato ad esternalizzare due sezioni del nido comunale di Osteria Grande. Ormai il Csa Regioni Autonomie Locali non ha nulla da aggiungere su questo argomento: la nostra posizione avversa è chiara e non si presta a fraintendimenti. I Comuni hanno investito in risorse economiche e partecipazione per avviare proprie strutture educative per l'infanzia: un simile patrimonio non si può svendere o mettere al servizio di un soggetto privato. A Imola siamo riusciti, grazie alle deroghe del governo, a far invertire radicalmente la tendenza a liberarsi del ruolo pubblico dell'educazione all'infanzia: non staremo certamente muti di fronte a nuove iniziative fantasiose in altri Comuni. L'infanzia e i servizi ad essa rivolti, non si toccano più”.

Abbiamo più volte cercato il sindaco Fausto Tinti per conoscere esattamente le motivazioni di tali novità, ma finora abbiamo sempre trovato il cellulare spento.

(m.m.)

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