Cambiavento

L'agonia dell'Acmar

Pubblicata il 31 marzo 2017

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Ravenna.Prosegue senza fine la crisi della cooperativa edile Acmar di Ravenna, che con una decisione unilaterale ha inviato nei primi giorni di marzo alle organizzazioni sindacali e alla Rsu la comunicazione formale di apertura della mobilità con l'intenzione di procedere al licenziamento di 104 lavoratori.

Dopo tale dura comunicazione si è aperto un difficile confronto tra le parti, dalla discussione che è emersa i sindacati degli edili hanno ritenuto completamente insufficienti le proposte della direzione Acmar sugli incentivi all'esodo per esuberi e hanno ribadito la necessità di utilizzare la cassa integrazione per crisi, ancora per un periodo di parecchi mesi nella disponibilità della cooperativa, con un percorso condiviso di mobilità volontaria e incentivi all'esodo.

I sindacati affermano che la direzione della cooperativa, in queste settimane, si è dimostrata irremovibile e sorda alle richieste presentate e ha evitato inoltre qualsiasi confronto ufficiale con i lavoratori, la propria base sociale e con le istituzioni che volevano cercare una mediazione.

Attualmente la cooperativa Acmar è in concordato misto omologato dal Tribunale di Ravenna nel giugno dello scorso anno e occupa 207 lavoratori, numero oggi già notevolmente ridotto dopo la fuoriuscita per dimissioni o adesione a mobilità volontaria di un numero considerevole di lavoratori

Nella cooperativa Acmar verrebbe così licenziato oltre metà organico, con ricadute sociali difficilmente sostenibili, in un momento in cui perdura una crisi diffusa in tutto il settore edile, per questo i sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil riuniti in assemblea con i lavoratori il 24 marzo scorso hanno chiesto il ritiro immediato dei licenziamenti e hanno indetto uno sciopero di tutti i lavoratori Acmar per l'intera giornata di mercoledì 5 aprile, con un presidio in Piazza del Popolo a Ravenna a partire dalle ore 9,30.

 

(e.f.)

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