Cambiavento

La scuola blindata

Pubblicata il 3 aprile 2017

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Finalmente (come spesso accade è sufficiente attendere...) l'assessore all'Ambiente del Comune di Imola, Davide Tronconi, ci rende edotti di una grande verità quando afferma che un intervento di tale portata per alleviare il rumore nelle scuole elementari Pelliconi Tabanelli non era mai stato fatto in passato!

Ed è proprio esatto: sono la bellezza di nove anni abbondanti (dal 2008 in poi) che in quelle aule non si riesce a far lezione e a comprendere cosa dicano i ragazzi.
Poi, immancabile, rispolvera la sua abituale sicurezza e ricade nelle inesattezze, quando afferma che "iniziamo a chiudere un po' di fronti". No, signor Tronconi, per quanto mi riguarda e sono certo per un cospicuo numero di altri cittadini non è stato chiuso nessun fronte, anzi, ora ho la certezza che si sia aperto quello definitivo, quello che non lascia dubbi, quello che assegna la certezza della verità: per la bellezza di nove anni Lei, il Sindaco Manca e buona parte della Pubblica amministrazione Imolese avete ingannato i cittadini sottacendo una cosa gravissima riguardante uno dei servizi sociali più preziosi e delicati quale è la scuola.

Mentre ascoltavamo le facili promesse del sindaco Manca circa la sua intenzione di diminuire il rumore, mentre in concorde coro vi sbracciavate in assurde giustificazioni, sottacendo il grave stato delle cose, tutto continuava ad andare di male in peggio lassù in quella sede di scuola e abbiamo dovuto attendere le dichiarazioni di un'insegnante in pensione per comprendere a fondo, ma non ce n'era certo bisogno, quale fosse lo stato di pesante disagio in quella scuola.

Nove anni sono troppi (ammesso e non concesso che ora le cose si sistemino) per poter continuare ad avere fiducia in una Amministrazione pubblica che alla meglio si è profusa in silenzi, ritardi ingiustificabili di dati, affermazione gratuite e roboanti proclami circa una situazione delicatissima ed insostenibile. Mi chiedo se Lei ritiene davvero che allo stato delle cosa sia ancora possibile credere ad una qualunque Sua affermazione o che, al contrario, si renda conto nella Sua coscienza del gravissimo errore perpetrato in tutti questi anni.
Se può esserLe di conforto, associo a Lei tutti gli insegnanti che si sono avvicendati lassù nel cercare di aprire le menti a quei giovanissimi che hanno sottaciuto una situazione di assurdo disagio unitamente al o ai dirigenti scolastici che non sono stati capaci di pretendere che nelle scuole affidate alla loro responsabile dirigenza non fosse possibile tenere le lezioni in modo dignitoso.

Ora, sembra, si blinda la scuola. Vetri e infissi anti-rumore a volontà e il gioco è fatto. NO, signor Tronconi, nessun gioco si è concluso. Lassù, sulle prime colline imolesi, si stava portando avanti un prezioso esperimento didattico ideato da una delle menti più attente e preparate circa la scolarità del primo dopo-guerra, una signora che aveva ben compreso quanto fosse traumatico per bambinetti di sei anni, passare dall'oggi al domani, dal gioco sull'erba e tra i fiori al duro legno del banco scolastico e aveva quindi proposto con forza l'adozione di un sistema di scuola all'aperto, dove tale passaggio fosse reso più morbido, meno invasivo per quelle giovani menti, in modo da far comprendere loro che anche lassù si stava giocando e ci si stava preparando convenientemente al non facile gioco della vita.

Da genitore quale sono, sono invaso da una profonda tristezza e da un senso di impotenza che mi umilia. Ricordo, tanti anni fa, quando il sabato mattina andavo, di nascosto, ad osservare la classe di cui faceva parte mia figlia mentre nell'esiguo spazio a disposizione delle scuole elementare Cappuccini giocavano a far lezione tra l'erba, scoprendo piccoli invertebrati, farfalle, erbe: piccole grida, sonore risate e cori di partecipazione.

Tutto finito, questo si un fronte chiuso, chiuso irrimediabilmente come quelle finestre che, alla peggio, cercheranno di lasciare fuori anche il pesante inquinamento che il vicino transito di motori sovra-alimentati immancabilmente produce, oli e idrocarburi saturi e non, gas velenosi e quant'altro che andranno a depositarsi sull'erba, sulle piante, in attesa che qualche piccola mano le tocchi, nelle pause, brevi, di silenzio accettabile.

Si sta chiudendo qualche fronte? Lei è in errore Assessore Tronconi: non è mai stato tanto aperto.

(Mauro Magnani)

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