Cambiavento

Autodromo: Vivere Montebello, “Finalmente vi siete accorti che il rumore è dannoso”

Pubblicata il 8 aprile 2017

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Era il lontano 1958 e il professor Ludovico Guerrini, direttore del I° circolo e della Scuola all'Aperto (l'attuale Pelloni Tabanelli) alla domanda se il rumore prodotto - presso quello che allora era l'embrione dell'odierno autodromo - da prove e collaudi era dannoso, rispondeva: “Senza dubbio, rumori continuati in molte giornate scolastiche possono procurare disturbo al normale funzionamento della scuola e arrecare nocumento al profitto degli scolari”.

Non da meno il professore Luigi Puecher Passavalli, preside dell'istituto Scarabelli che così affermava: “E' vero quanto mi è stato richiesto con l'interpello, poiché nell'anno corrente (1958) e in quelli decorsi, ogni qual volta che vi sono state prove e gare nel circuito il rendimento della scuola è stato notevolmente leso”. Si aggiungeva alla lista delle scuole la media Valsalva, l'istituto Paolini ed il liceo Valeriani che “si trovano nella stessa identica situazione”.

Ma non finisce qui. Il 15 marzo del 1972, 1.000 cittadini imolesi, fra questi personalità molto in vista che voi che vi chiamate eredi dei valori democratici, della resistenza e di sinistra dovreste conoscere, e forse ammirare, scrivono alle autorità della Regione, presidente in testa, Provincia e sindaco di Imola, per rappresentare che “l'autodromo per la sua ubicazione a distanza di appena 800 metri dall'epicentro della città (palazzo municipale), reca assai più danni che benefici. L'entità dei danni, finora a mala pena e non sempre contenuti nei limiti della sopportabilità, diventerà, osiamo dire, mostruosa, poiché, in virtù della citata convenzione, le giornate di utilizzazione motoristica dell'autodromo, dalle 13 giornate del 1971 triplicheranno”.

La preoccupazione che animava quei cittadini imolesi riguardava 13 giornate l'anno di attività dell'autodromo mentre oggi, dati dell'anno passato, le giornate motoristiche sono state 160! Pesano le firme in calce al documento, il prof. Tullio Carloni preside dell'istituto commerciale; il dott. Nazario Galassi, partigiano e storico di fama; un altro famoso partigiano, Vito Garbesi; il prof. Luigi Guardabassi primario radiologo; il prof. Alberto Mattioli, primario dell'ospedale civile; il prof. Riccardo Lucini, direttore sanitario dell'ospedale civile ed infine, ma ce ne sarebbero ancora tanti, il dott. Athos Rubri direttore didattico al quale, salvo errori, è stata dedicata una scuola imolese!

Non si tratta quindi di “qualche genitore che non ha niente da fare” come a volte i rappresentanti della politica locale ci hanno, sbagliando bersaglio, etichettato. Stiamo parlando di personalità di rilievo della storia imolese che ben prima di noi avevano a cuore la città di Imola. Con le sue scuole, i suoi parchi e la sua vivibilità minata da un uso già allora eccessivo dell'autodromo, ancora solo in embrione.
E' bene che voi, ora rappresentanti dei cittadini e speriamo almeno in parte di quei valori, ci facciate i conti.
La situazione, com'era stato predetto con dovizia di particolari ormai sessanta anni fa, si è purtroppo avverata. Le scuole imolesi sono “mostruosamente” investite da un inquinamento acustico prodotto dalle numerosissime attività motoristiche, svolte incredibilmente senza spettatori, in un autodromo che è diventato lo sfogatoio della voglia di velocità di miliardari svizzeri, russi (come avvenuto due anni fa) e autoctoni. I danni che producono non li portano a casa loro ma purtroppo ricadono su tutta la città, scuole in primis.

Vale la pena anche ricordare di cosa trattiamo quando parliamo di corse motoristiche. Perché sia chiaro a tutti che quel tipo di attività non è compatibile con un tessuto urbano che vede almeno 5 scuole, fra cui una primaria, investite dalla rumorosità che viene prodotta dalle 9 del mattino fino alle 19 di sera da febbraio a dicembre (ultimo regalo del 2016). L'unica sentenza (a parte quella di 2 giorni fa sull'autodromo del Mugello che lo vede condannato per le emissioni rumorose) è stata quella sull'autodromo di Monza.
E così nettamente si esprimeva nella sentenza il Giudice riguardo alle corse motoristiche: “In ogni caso va considerato che si tratta di una attività assolutamente voluttuaria, pericolosa, priva di utilità sociale e con un pesante impatto ambientale; caratteristiche che rendono l'attività stessa legittima e lecita solo ove non vengano pregiudicati interessi giuridici di maggiore dignità, quali quelli di cui sono portatori gli odierni ricorrenti”.

Parole che non lasciano adito a dubbi e sulle quali i rappresentanti della maggioranza seduti in questa commissione dovrebbero riflettere, prima di autorizzare attività motoristiche per 160 giornate ogni anno! Perché, sempre dalla sentenza di Monza “quanto al principio dell'iniziativa economica privata, fondamento e limiti emergono in modo inequivoco dall'art. 41 della Costituzione stessa: l'iniziativa economica privata è considerata una libertà e non un diritto soggettivo e non può recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.

Oggi vi trovate nella situazione, che vi dovrebbe non poco imbarazzare, di dovere blindare con vetri resistenti al rumore la scuola Pelloni Tabanelli (la famosa ormai - ex - scuola all'aperto) dopo che per anni avete sostenuto che “non c'è alcun problema rumore alla scuola di Montebello”.
Ricordiamo le parole dell'assessore Tronconi, della responsabile del plesso, della dirigente scolastica che, in una riunione a scuola un paio di anni fa confutavano veemente la realtà dei fatti.
Ora blindate la scuola con i bambini dentro - a quando i climatizzatori per sigillarli definitivamente come aveva indicato la Ausl? - per fare svolgere una attività “priva di utilità sociale”.

Non pensate che il parco di Montebello, che confina tutta la pista, è (ormai era) una delle migliori istituzioni educative della città. Lo avete inaugurato voi, ci mandate le scuole, ma solo quando non ci sono attività motoristiche, cioè quasi mai. Limitate le attività formative in un'eccellenza, quella sì, della nostra città per produrre bilanci in utile di 19.000 euro e produrre inquinamento acustico tutto l'anno! Bilanci che fino al 2012 vedevano la società che gestisce l'autodromo perdere 3 milioni e settecentomila euro in un solo anno. Lo si vede dal bilancio pubblicato, dopo le traversie che tutti conosciamo, sul sito web di Formula Imola: 2 milioni e duecento mila euro di perdite sul conto economico e 1 milione e cinquecentomila euro in conto capitale! Soldi che, ora che Formula Imola è pubblica per l'85%, da chi vengono “persi”?

Per quanto riguarda poi le valutazioni effettuate da Arpa e Ausl sulle scuole vale la pena spendere due parole. Questi organi tecnici e di garanzia in questi anni hanno prodotto (su nostra diretta sollecitazione, altrimenti…) relazioni, lettere, indicazioni tutte nel verso di una soluzione al rumore che non vede però mai la fine.
Mai una presa di posizione definitiva, è tutto un divenire che lascia tutto come sta. Basti pensare che se ora blindate le classi della Pelloni Tabanelli il bisogno, quella necessità, non si è manifestato ieri. C'è da sempre ma mai si è scritto, forse lo si è solo pensato, e nel frattempo i bambini hanno dovuto sopportare un clima acustico che ragionevolmente - e forse anche qualcosa di più che ragionevolmente - non era compatibile con un ambiente scolastico.
Ora l'ultima relazione di Arpa si spinge ad affermare (riportiamo in maniera non tecnica il significato) che il clima acustico della scuola non è inficiato dalla rumorosità dell'autodromo perché la rumorosità dell'area stessa equivale a quella che gli immette la pista!

Ma come è possibile, lo abbiamo chiesto all'assessore Tronconi, all'assessore Guglielmi, al responsabile di Arpa Turrini e alla Ausl che sia solamente pensabile che le risate e le chiacchiere dei bambini (perché in quell'area scolastica mica c'è altro) producano la stessa qualità e intensità di rumore delle auto e delle moto che gli passano sotto il naso, visto che l'unica barriera che divide il loro parco dalla pista è una rete metallica? Stiamo ancora aspettando una risposta che auspichiamo oggi ci darete.

Inoltre, qual è stata la ragione che ha portato allo spostamento dell'unico fonometro della rete di rilevamento del rumore che stava a fianco della scuola? C'era un fonometro adiacente al parco della scuola e ora – ci siamo opposti ma senza successo - non c'è più. La spiegazione ufficiale rimanda all'installazione di un nuovo fonometro ben dentro la scuola che però, guarda caso, non misura gli sforamenti definiti per legge nel D.P.R. 304/2001 ma il “clima acustico”. A dire, in altre parole, che sul clima acustico influiscono vari fattori (le risate dei bambini che fanno intervallo per esempio) che poi possono essere interpretati, mentre se il fonometro fosse rimasto dove stava (era quello che misurava i maggiori sforamenti rumorosi) il dato sarebbe stato inequivocabile. Chiediamo qui, a voi oggi, che quel fonometro della rete di monitoraggio venga installato nuovamente al confine dell'area scolastica, o ritenete che la scuola non sia un “recettore sensibile”?

Perché, sapete, avete nel cassetto una relazione pagata e commissionata da Formula Imola le cui conclusioni già dall'ottobre del 2013 mettono nero su bianco che per ogni attività motoristica svolta all'autodromo la scuola Pelloni Tabanelli viene pesantemente impattata con livelli di inquinamento acustico mai inferiori a 65 dB. Se quel numero non vi dice molto vi informiamo che l'area scolastica (che non è solo le aule ma anche il parco didattico) l'avete classificata in classe acustica I: massima immissione di 50 dB con un obiettivo di qualità di 47 dB. Guarda caso quelli che ci sono (43 per l'esattezza) quando non c'è attività di pista!

Come sapete su questo ultimo punto è nato un rapporto epistolare con il Prefetto, dal quale attendiamo risposta dopo averlo sollecitato nei giorni scorsi. Non riteniamo sufficiente la risposta del dirigente dello staff del sindaco che, purtroppo, non tocca il tema che abbiamo esposto e che qui abbiamo proposto nuovamente.

Chiediamo, oltre a quanto già espresso più sopra, che questa amministrazione comunale non conceda autorizzazioni in deroga (per nostro convincimento lo sarebbero comunque tutte ma aspettiamo il responso del Prefetto) alla classificazione acustica della scuola durante le giornate in cui si svolgono le attività scolastiche. E' una richiesta di buon senso che qui vi rinnovano anche i nostri illustri cittadini di cui dovreste andare fieri e che, purtroppo, non avete ascoltato sessant'anni fa. Se lo aveste fatto, oggi non saremmo qui.

(Comitato Vivere Montebello)

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