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Violante "benedice" l'intesa fra il Pd e una parte di Cielle

Pubblicata il 10 aprile 2017

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Violante "benedice" un accordo fra il Pd e una parte di Cielle
Imola. La benedizione al secondo accorso elettorale fra una parte di Cielle raccolta nell'associazione Tommaso Moro e il Pd, alle elezioni amministrative del 2018 ,la dà la figura di Luciano Violante in una sontuosa sala assemblee della Sacmi riempita da poco più di un centinaio di persone in una bella serata di primavera. Ma ci sono tanti personaggi importanti oltre ai consiglieri comunali Romano Linguerri e Alessandro Mirri di Cielle che, con il loro assessore di riferimento Annalia Guglielmi, siedono a fianco del celebre ospite.

In platea ci sono ben tre on. del Pd, Daniele Montroni, Raffaello De Brasi e Bruno Solaroli, oltre a colui che potrebbe alle prossime urne essere l'elemento di congiunzione fra il Pd e “Tommaso Moro” come candidato sindaco, Stefano Manara presidente del Con.Ami, poi ci sono il vicesindaco Roberto Visani e l'assessore Pierangelo Raffini per l'amministrazione comunale (assente il sindaco Daniele Manca), il consigliere di Sel Giorgio Laghi, don Giuseppe Tagariello, l'avvocato Giuseppe Girani e l'ex presidente della Coop Ceramica Gian Pietro Mondini.

Violante, rispondendo a un assist di Linguerri su come fare collaborare la tradizione socialista e quella popolare dopo tannti anni di divisioni, parla chiaro: “Un'intesa fine a sé stessa non serve a nulla, ma un'intesa sulle cose da fare è molto interessante”. Poi la prende larga ricordando “quando Togliatti diede l'amnistia a tutti dopo la lotta di Liberazione contro il volere di parecchi nel Pci e quando De Gasperi perse di 20mila voti il referendum sul maggioritario, ma si rifiutò di far ricontare le schede come volevano alcuni suoi colleghi di partito. Il conflitto non può essere eterno, io sono qui da persona di sinistra a parlare con Comunione e liberazione perché la democrazia è discutere con chi è diverso da te e bisogna guardare avanti, deve esserci il riconoscimento dell'altro, non bastano le celebrazioni come il 25 aprile che pur sono importanti”.

La Guglielmi fa un altro assist parlando dei rischi del populismo e Violante va a canestro con un attacco ben “travestito” al Movimento 5 stelle senza mai citarlo: “Il populismo non è una malattia, è il termometro che segnala che quando nessuno sa dare risposte chiare, prevalgono i richiami a messaggi semplici. Oggi i partiti hanno smesso di essere una comunità politica e spesso ci si trova davanti alla presenza di un leader seguita dall'identificazione degli altri con lui e viceversa. Così nasce una classe dirigente che assomiglia al leader, ma ciò non crea alcuna ricchezza nel dibattito e nella ricerca di soluzioni utili”. Abbastanza chiaro? Questi convegni dell'associazione “Tommaso Moro” sono propedeutici a un'alleanza con il Pd per impedire un secondo turno, piuttosto temuto, contro i grillini.

(Massimo Mongardi)

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