Cambiavento

Un Partito per immaginare un Governo

Pubblicata il 12 aprile 2017

Vai alla sezione Lettere e Commenti »

Quando mi è stato chiesto di scrivere qualche appunto sul mio sostegno alla candidatura di Andrea Orlando quale Segretario Nazionale del Partito Democratico è chiaro che la mia attenzione è andata subito a come sottolineare la necessità che emergesse quanto questa proposta non fosse in conflitto con chi negli ultimi anni ha guidato il Partito, ma ne volesse al contrario rafforzare l'attività di futuro Governo, agendo su punti che trovo fondamentali per il cammino del nostro Partito.

Il tema della forma partito, per l'appunto: l'evoluzione della società comporta necessariamente una evoluzione della politica su cui non possiamo soprassedere. Che cosa significa essere dentro ad un Partito oggi ? Che cosa ci differenza dal movimentismo non solo dei Cinque Stelle ? In quale natura un Partito è oggi in grado non solo di garantire tutte le sensibilità al proprio interno ma di dimostrare che come si diceva qualche anno fa esse possono realmente definirsi come delle risorse per la natura stessa del Partito. In cosa consiste il fare politica ? Certo non può essere un esercizio di tifoseria, di condivisione dei passaggi già elaborati, come accade in altri partiti, ecco allora che una grande conferenza nazionale sulla forma partito può davvero rimettere al centro della nostra vita politica le priorità che ci consentiranno di includere e valorizzare le differenze al netto della convinzione mia personale e precisa che per come in questo momento è la situazione nazionale sia necessaria la presenza di una figura dichiarata su cui vadano convintamente le sorti del Partito e in grado di supportarne un'altra che viceversa si concentri sulla vittoria governativa e sull'espletamento della propria complessa carica istituzionale.

Una persona in questo paese non può contemporaneamente guidare un Partito, creare un programma in grado di attrarre i voti per governare, immaginare lo scenario politico nel quale essere forza di riferimento e infine governare ribaltando l'azione su piani oggi incredibilmente differenti. Serve un segretario di Partito e serve un Premier per fare bene entrambe le cose serve una ?piccola rivoluzione? nella quale persone serie, rigorose, rispettose, leali si incontrino e portino avanti insieme questa nazione senza le storture a cui già nel recente passato abbiamo assistito.

Per governare a mio avviso dobbiamo ricominciare ad ascoltare i cittadini, dobbiamo capire perché molti voti si sono persi, perché gli insegnanti, gli operai, le nuove generazioni che storicamente hanno guardato verso di noi oggi guardano altrove, dobbiamo capire se questo dipende solo da un difetto di narrazione, da un tecnicismo comunicativo, o al contrario se non siamo stati in grado di ascoltare le grida spesso disperate di chi ci ha tolto la propria fiducia.

Dobbiamo capire dove possiamo migliorare anche di fronte a investimenti importanti, come nel lavoro, come nella scuola, dobbiamo capire come fare crescere la dignità del lavoro, renderlo un lavoro di qualità per tutti, per chi oggi investe, per le partite Iva, per i lavoratori dipendenti, dobbiamo essere in grado di spostare finalmente il carico fiscale dal lavoro alla rendita senza perpetuare condoni ma creando un fisco più giusto e un controllo sull'evasione fiscale ancora più stringente. Dobbiamo immaginare un'industria e un manifatturiero in grado di rilanciarsi attraverso quella rete di piccole e medie imprese che tanto ha fatto per il nostro paese.

Dobbiamo lottare contro le diseguaglianze, dobbiamo essere vicino agli ultimi ma anche a chi pericolosamente si avvicina a quegli ultimi: bisogna cancellare la povertà assoluta attraverso il rilancio dello stato sociale e delle politiche redistributive, bisogna al contrario che sia forte il piano degli investimenti sociali: scuola, sanità, asili, servizi per la non autosufficienza. Bisogna immaginare nuovamente le periferie dove bisogna tornare a parlare in maniera precisa, bisogna capire che il nemico politico è altrove ed è la destra populista: quando saremo in grado di vederlo probabilmente tutti assieme saremo in grado di affrontarlo, di dare un segnale al Paese di una visione plurale con la quale potremo ancora governare con la fiducia dei cittadini, per il bene dell'Italia e delle future generazioni.




(Matteo Fantuzzi)

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl