Cambiavento

Autodromo: “Il mio non è stato un intervento buonista”

Pubblicata il 14 aprile 2017

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Spett. redazione, non voglio mettere in discussione il giudizio di un giornalista, ma ritengo che definire "all'acqua di rose" un intervento che, tra le altre cose, richiama l'utilizzo originario del nostro impianto mi sembra un "pochino" ingeneroso. Chiedo solo che il mio intervento venga pubblicato, poi saranno i cittadini a decidere se sono buonista o cosa.

Come Comitato riconosciamo negli ultimi anni un mutamento di linguaggio, da parte del Gestore, propedeutico, questo è quello che amiamo pensare, anche ad un mutamento gestionale. E' vero che il termine “polifunzionalità” non è più elemento di derisione, ma di prospettiva.
E' vero che il “rumore” è stato riconosciuto come un problema e che, dopo richiami da parte di Usl, Arpa e sentenza del Tar, notiamo, con piacere, un approccio maggiormente legalitario da parte degli amministratori, ma è anche vero che continuiamo a non vedere il salto di qualità verso una gestione moderna dell'impianto.
Amiamo immaginare una prospettiva all'interno della quale cultura, innovazione e sport siano il vero motore dei progetto Autodromo.
Non abbiamo mai detto che l'Autodromo rinunci alla sua vocazione sportiva: diciamo che le motivazioni originarie non siano stravolte.
Su questo punto vogliamo essere chiari: a nostro parere ogni sforamento, ogni deroga, ogni decibel in più deve portare un giovamento a tutta la città e non solo a poche persone.
Portate la F1? La nostra risposta è si!
Portate la MotoGp? La nostra risposta è si!
Portate un evento rumoroso, all'interno delle deroghe previste dalla Legge, che farà riempire gli alberghi e porterà ossigeno al nostro commercio? La nostra risposta è si!
Purtroppo, e lo diciamo con rammarico, il nostro impianto è ormai uscito dai calendari dei grandi eventi e difficilmente ne rientrerà con facilità.
Per questo motivo continuiamo a pensare che Imola debba “reiventarsi” l'utilizzo degli spazi, diventando la perla degli eventi musicali nazionali e, in tale prospettiva, guardiamo con rabbia che a Reggio Emila si investano circa 7 milioni di euro nel tentativo di porsi come numeri uno del settore, “rubando” parte del nostro futuro.
Continuiamo ad insistere sulla necessità, forse siamo già in ritardo, di “inventarci” un ruolo nel mondo elettrico: fiere, dimostrazioni e gare devono diventare il nostro Vangelo perché questa è una terra che in tempi non sospetti ha investito nella mobilità elettrica ed è la regina mondiale dell'automazione.
Da questa prospettiva valutiamo positivamente che nel calendario del 2017 trovi spazio un evento legato alla mobilità sostenibile.
Dobbiamo giocare e vincere queste due scommesse: spettacoli musicali ed elettrico perché l'alternativa è rappresentata da questo lento declino.
A nostro parere il pacchetto Autodromo e Parco Acque Minerali sono una miniera a cielo aperto, a condizione che vengano superate concezioni antiche di utilizzo sostituite da una vera e propria rivoluzione che porti nuovamente il nome di Imola nelle agende mondiali.
Essere protagonisti della rivoluzione elettrica e punto di riferimento della musica nazionale è il primo passo.
Dobbiamo e dovete crederci.

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