Cambiavento

Renzi incorona Manca mentre Montroni sta seduto lontano

Pubblicata il 21 aprile 2017

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Renzi incorona Manca mentre Montroni è lontanissimo
Imola. “Il sindaco Daniele Manca è fra i più bravi che abbiamo”. La frase, scandita fra gli oltre 500 a tavola al Molino Rosso dal candidato nettamente più forte alla segreteria nazionale del Pd Matteo Renzi, ha il sapore dell'investitura per un futuro da deputato per il primo cittadino specialmente osservando che l'on. Daniele Montroni, unico “orlandiano” presente, è confinato in un tavolo lontanissimo vicino alla “gabbia” per i giornalisti.

Con Renzi invece hanno l'onore di sedere oltre al sindaco, il segretario del Pd di viale Zappi Marco Raccagna, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il presidente della Regione Stefano Bonaccini e il deputato europeo Damiano Zoffoli. Per il resto fra i tavoli ci sono tanti ex Dc come l'alleato ciellino Romano Linguerri quasi uguali come numero a tanti ex Pci e fra i personaggi non politici spiccano i vertici dell'Alleanza delle coop italiane di Imola, il segretario della Cisl Danilo Francesconi (non visti della Cgil, ndr), il presidente dell'Imolanuoto Mirco Piancastelli, Lorenzo Muscari direttore della Geims, l'ex calciatore Giancarlo Marocchi, il delegato di Confindustria Marco Gasparri, il redivivo ex liberale Francesco Corrado, il dirigente del polo liceale Lamberto Montanari e l'avvocato Enrico Caliendo messi a posto dagli indaffaratissimi Davide Di Marco e Marco Panieri.

Dopo le note di “Strada Facendo” di Claudio Baglioni (altro che Bella Ciao, ndr), Raccagna la taglia corta: “Siamo l'unico partito veramente democratico, dall'altra parte ci sono solo l'improvvisazione e soprattutto le patacche”.

Manca ha l'occasione da non perdere: “Siamo la città di Andrea Costa, il 30 aprile alle primarie del Pd dobbiamo mobilitarci e ognuno presente in sala deve portare a votare 20 persone per Matteo che è la leadership migliore per il governo del Paese contro nuovi e vecchi populismi e le destre”.

“Noi siamo la prova che la politica può essere bella, è facile limitarsi a insultare e protestare, lo sanno fare tutti – attacca Renzi -, Poletti con il Jobs Act ha permesso di creare 700mila posti di lavoro in più. Siamo di fronte a cambiamenti epocali come l'industria 4.0 davanti ai quali siamo pronti a metterci in gioco mentre gli altri urlano al complotto e al terrore come per i vaccini, noi stiamo invece con la scienza, con i bambini e le loro mamme. Vedo qui vicino persone dell'Accademia pianistica dei quali dovete andare orgogliosi. Stavolta non vi chiedo un voto per me, l'ho già fatto, ma che dopo le primarie chiunque vinca abbia il consenso di tutti e non si spari ogni giorno sul quartier generale”.

Il messaggio è chiaro, i sondaggi vanno bene e i garganelli sono pronti, ma per Renzi sono stati preparati i tortellini. Buon appetito.

(Massimo Mongardi)

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