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Fioccano ancora proteste contro la riunificazione degli ospedali metropolitani

Pubblicata il 28 aprile 2017

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Fioccano ancora proteste contro la riunificazione degli ospedali metropolitani
Bologna. Continuano le prese di posizione critiche relative al nuovo ordinamento della sanità nella Città metropolitana prospettato dai direttori delle Ausl di Bologna, Imola e degli ospedali che hanno appoggiato la nuova proposta del sindaco di Bologna Virginio Merola.

“Stupiscono - dichiara Marina Balestrieri segretaria confederale Cgil Emilia Romagna - le dichiarazioni dell'assessore regionale Sergio Venturi sulla possibile fusione dell'Ospedale Maggiore ed il Policlinico Sant'Orsola fino all'allargamento a Imola. Siamo alle fasi conclusive di un percorso di confronto regionale sul futuro Piano Sociosanitario, e di questa ipotesi, lanciata dal sindaco Merola, che tanti si sono affrettati a dire essere un'ottima idea, non vi è traccia. Nemmeno nel confronto avvenuto a Bologna sulla riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale sono stati presentati documenti o piani industriali. Finora la Regione Emilia Romagna, dopo un confronto importante ha delineato e confermato il modello di sanità regionale, che non ha mai previsto, a differenza di regioni a noi vicine, i grandi ospedali slegati dall'assistenza territoriale. E' ovvio che il parere dei professionisti ospedalieri e universitari è importante ma non possono essere loro a decidere. Riteniamo che la sfida vera sia realizzare una effettiva integrazione delle reti cliniche più che pensare a nuovi modelli aziendali".

Non si ferma intanto la battaglia del consigliere regionale della Lega Nord Daniele Marchetti: "Penso a tutte quelle prestazioni sanitarie che venivano erogate tramite Day Hospital e che oggi vengono garantite con Day Service Ambulatoriale (DSA). Il Day Service Ambulatoriale non è altro che un pacchetto di visite ed esami eseguiti in ambulatorio. La motivazione con cui si sta andando in questa direzione, è quella di voler ridurre la cosiddetta ospedalizzazione. Ma sarà davvero l'unica motivazione? A farmi sorgere questo sospetto è il fatto che con le prestazioni ambulatoriali, a differenza del Day Hospital, il paziente potrebbe pagare il ticket per alcune prestazioni comprese all'interno del pacchetto del Day Service. Vuoi vedere che il vero nocciolo della questione è proprio quello di far pagare il ticket ai cittadini? A preoccuparmi ulteriormente è il fatto che questo processo aumenterà, visto che è già previsto un taglio di posti letto (84 posti letto per l'Ausl di Bologna; 92 posti in meno per il Sant'Orsola e altri 19 per l'Istituto Ortopedico Rizzoli e 30 posti letto per l'Ausl di Imola) che colpirà soprattutto quelli dedicati al Day Hospital. In sostanza meno posti letto Day Hospital, più prestazioni erogate tramite Day Service Ambulatoriale, meno personale necessario e più denaro incassato tramite i ticket”.

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