Cambiavento

Ospedali: ancora tagli ai posti letto?

Pubblicata il 9 maggio 2017

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Sta facendo molto discutere il taglio di 225 posti letto negli ospedali metropolitani ventilato da un recente documento della Conferenza territoriale sociale e sanitaria. Per Imola e Circondario si prevede una riduzione di 30 posti. Questo ulteriore taglio alla sanità pubblica viene presentato come necessario adeguamento allo standard nazionale che prevede 3,7 posti letto ogni 1.000 abitanti.

Le nostre degenze saranno tutte salvaguardate” ha dichiarato il vicesindaco e assessore alle politiche sanitarie, Roberto Visani. Ci auguriamo sia così perché, sino ad ora, di salvaguardia ce n'è stata poca se si considera che già da molti anni la nostra Ausl ha un numero di posti letto inferiore allo standard. E' la stessa Azienda sanitaria di Imola a dichiararlo nel Bilancio di missione, ossia in quel documento che, per obbligo di legge, viene redatto ogni anno per dar conto del perseguimento degli obiettivi di salute. Secondo il Bilancio di missione 2015 (l'ultimo disponibile) la dotazione di posti letto “risulta pari a 2,58 per 1.000 abitanti, pertanto sotto lo standard nazionale”, una volta depurato il dato dai posti di Montecatone dedicati a funzioni riabilitative per pazienti di tutta Italia.

Questo dato non è, purtroppo, l'eccezione di un singolo anno, ma il risultato di un progressivo depotenziamento della nostra sanità: basti pensare che già dieci anni fa, nel 2007, l'Ausl di Imola dichiarava “una dotazione di posti letto per acuti significativamente inferiore alla media regionale” e “una dotazione di posti letto di lungodegenza che, a partire dal 2006, è la più bassa confrontata ad altre Aziende Sanitarie di riferimento”. La Ausl ci spiegava altresì che “la sottodotazione di posti letto complessiva è stata spesso 'nascosta' dal dato riferito alla riabilitazione [Montecatone] che compensa teoricamente' l'evidente sottodimensionamento per acuti”.

Ebbene, poichè in quell'anno il documento indicava una dotazione di 3,41 posti letto per 1.000 abitanti, da allora la situazione non è certo migliorata: al contrario, un rapido calcolo evidenzia una riduzione di circa il 24%. Con questi dati non è facile, anche se vorremmo, credere alle parole del vicesindaco; siamo però convinti che pressare con la nostra partecipazione gli Amministratori possa contribuire a salvaguardare la sanità pubblica che, come più volte attestato dall'Organizzazione mondiale della sanità, è l'istituzione migliore ed economicamente più vantaggiosa per garantire servizi sanitari di qualità a tutti i cittadini.

La domanda a questo punto è obbligata: dato che l'ipotesi di taglio esiste, con quale giustificazione è stata pensata nonostante la dotazione attuale sia sotto gli standard nazionali?

(Cittadinanza attiva Imola)

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