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La beauty routine coreana funziona? Tutti i segreti del fattore K

Pubblicata il 10 maggio 2017

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La beauty routine coreana funziona? Tutti i segreti del fattore K
È il 2015 l'anno della rivoluzione estetica coreana, il momento in cui Charlotte Cho, statunitense coreana di seconda generazione, rivela i segreti del rituale di bellezza con cui le donne (e anche molti uomini) coreani si prendono cura del proprio viso per ottenere quell'effetto simile alla porcellana che li rende famosi in tutto il mondo.

Charlotte Cho spiega che la genetica non c'entra nulla perché anche lei, con entrambi i genitori coreani, aveva una pelle piena di difetti finché non è passata al metodo coreano, appreso a Seul dove si era recata per un progetto di lavoro. Dopo aver constatato l'efficacia di tale metodo, Charlotte decide di diffondere il verbo coreano e di diventarne testimonial con un suo blog, dove inizia anche a vendere prodotti.

Infine, pubblica un libro intitolato The little book of skin care, che diventa presto un best seller conosciuto in tutto il mondo. È grazie a lei se nel mondo si inizia a parlare di beauty routine coreana, un rituale in 10 step (ma vi è chi parla di 12 o addirittura 15 passaggi...) che permettono alla pelle di essere pulita in profondità, rigenerarsi ed apparire più compatta e uniforme.
Nella concezione coreana di cura della pelle, manca il concetto occidentale di “lotta” (alle rughe, all'acne), perché la pelle non è vista come nemica, ma come un organo (il più esteso del proprio corpo) che va curato con gesti che entrano a far parte della prassi quotidiana. Piuttosto che affrontare i problemi quando si presentano, il metodo coreano preferisce agire in via preventiva ed evitare che si arrivi al problema.

Questo atteggiamento si traduce in alcuni principi base che possono essere riassunti nei capisaldi della beauty routine coreana. La delicatezza è tutto: la pelle va trattata con cura e attenzione, pensate che alcune donne coreane non usano l'asciugamano per il viso ma solo per le mani, e si limitano a tamponare il viso con i palmi asciutti.
L'idratazione è essenziale e non vi si deve rinunciare mai: credere ad esempio che una pelle mista o grassa non vada idratata è un grossolano errore.
Il sole è il primo nemico della pelle. No, non dovrete rinchiudervi in casa e uscire solo al tramonto o utilizzare un ombrellino anti-sole (anche se molte coreane lo fanno), basterà applicare una crema con filtro anti UV ogni giorno, anche d'inverno.

Infine, anche se i nostri ritmi di vita rendono davvero difficile dedicare del tempo a noi stessi, bisogna sapersi ritagliare il proprio spazio. Charlotte Cho spiega che, una volta presa la mano, per la routine completa non occorrono più di dieci minuti alla volta.

Ma come si svolge la routine coreana e quali prodotti utilizza?
Gli step elencati da Charlotte Cho sono dieci. Il primo è quello della detersione a base oleosa, che consente di pulire in profondità la pelle anche con un make up waterproof. Nonostante ciò che si crede, la detersione a base oleosa è adatta anche alla pelle grassa, soprattutto quando si prosegue con lo step 2 della beauty routine, quello delle detersione schiumosa.
Per la seconda fase è necessario impiegare un detregente schiumoso che rimuove completamente il primo prodotto e agisce sulla pelle ancora più in profondità. Alcuni marchi famosi offrono anche delle saponette adatte allo scopo, ad esempio il Face Rich Moist Facial Soap del marchio Klairs.
La fase 3 fa ancora parte della pulizia e nasce allo scopo di esfoliare in profondità attraverso un prodotto scrub o una maschera per un peeling più profondo, soluzione, quest'ultima valida soprattutto per le pelli impure o acneiche.
Con la quarta fase si inizia a trattare la pelle. Si parte con il tonico che non è semplicemente una lozione per la pulizia come i prodotti a cui siamo abituati, ma un concentrato di principi attivi che prepara la pelle a ricevere i trattamenti successivi.
La fase 5 prevede l'applicazione dell'essence, una lozione dalla consistenza fluida che nutre in profondità la pelle. Ogni pelle avrà poi il suo siero specifico (fase 6), un trattamento specifico per la tipologia di pelle o il “problema” che si intende risolvere (ad esempio acne, macchie...). Avete poi presenti le sheet mask, maschere in tessuto impregnate di lozioni o creme che si appoggiano sul viso per diversi minuti? Nella routine coreana sono un momento di vero relax, quasi una coccola oltre che un metodo infallibile per ottenere risultati visibili sul viso 8fase 7)
La maschera di tessuto classica ha un'applicazione di circa venti minuti, ma per le esigenze di chi ha poco tempo sono ormai sul mercato anche maschere dall'applicazione veloce, che rilasciano il principio attivo in pochissimi minuti.

Esistono centinaia di tipologie di maschere in tessuto: il sito di cosmesi coreana My beauty Routine ne colleziona ad esempio oltre sessanta dei marchi coreani più conosciuti come Missha, Benton o It's Skin.
Si passa perciò alla zona perioculare (fase 9) per il trattamento specifico di borse e occhiaie, ricordando che la pelle attorno agli occhi è molto delicata e sensibile ed ha perciò bisogno di prodotti studiati appositamente.
Ora che la pelle è perfettamente detersa, esfoliata e trattata, riesce ad assorbire in modo ottimale la crema idratante della nona fase della beauty routine. E per concludere, prima di uscire non bisogna mai dimenticare il trattamento anti raggi UV, con fattore di protezione parziale o totale per schermare il viso dai raggi ultravioletti in maniera efficace.

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