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Dolomiti: 146 rifugi vi aspettano per indimenticabili esperienze d'alta quota

Pubblicata il 14 giugno 2017

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Dolomiti: 146 rifugi vi aspettano per indimenticabili esperienze d
Un'emozione raggiungerli, assistere all'alba o al tramonto del sole sulle cime, ascoltare le storie e i racconti dei loro gestori. Queste strutture sono sempre più spesso la meta finale delle escursioni, di appassionati e famiglie
Ai piedi delle vette, i rifugi che più rimangono nel cuore si raccontano appena se ne varca la porta. Bastano delle vecchie foto in bianco nero, una corda di canapa, un mazzo di chiodi da roccia o una piccozza appesi al muro, per suscitare curiosità e desiderio di saperne di più, di porre qualche domanda a chi il rifugio lo gestisce, e trovarsi immersi nelle storie delle montagne. Anche per questo, a partire dal 20 giugno - data di avvio della stagione in quota - raggiungere una delle 146 case degli alpinisti del Trentino è un'esperienza stimolante, unica e alla portata di tutti che inizia già dai primi metri del sentiero. Un'emozione che si rinnova ad ogni passo: all'inizio è proprio il silenzio che impressiona e poi, man mano che si sale in quota, il dilatarsi dell'orizzonte, gli incontri inaspettati con gli animali che popolano questo mondo fatto di natura e rocce, i profumi, i colori ed i riflessi dei ghiacciai, il rumore dell'acqua.

Trascorrere una o più notti in un rifugio alpino, ai piedi delle grandi pareti delle Dolomiti trentine, Patrimonio mondiale Unesco, è un'esperienza che davvero vale la pena provare e che lascia dentro qualcosa di speciale: i ritmi diversi, i dialoghi serali, la visione delle albe, improvvise e sempre nuove.
Un normale allenamento al camminare consente di raggiungere la maggior parte dei rifugi del Trentino. Molti quelli accessibili alle famiglie, grazie anche ai numerosi impianti di risalita aperti in estate o perché richiedono una breve escursione senza dislivelli impegnativi.

La principale novità è la riapertura, dopo una stagione di lavori, prevista nel prossimo mese di luglio, del rifugio Torre di Pisa sulla cima Cavignòn a 2671 metri. Si tratta della principale struttura nel gruppo del Latemar. È stato totalmente ricostruito ed ampliato. La nuova costruzione si presenta distribuita su due piani per accogliere 35 posti letto al piano superiore suddivisi tra due camere grandi e due più piccole. Il rifugio deve il suo nome ad un caratteristico torrione inclinato, alto una ventina di metri, che sorge a poca distanza e che ricorda il celebre monumento che si innalza nella Piazza dei Miracoli della città toscana.

È stato inaugurato a Natale, ma per gli escursionisti è una novità tutta da scoprire anche il nuovo rifugio Capanna Presena, a 2.753 metri di altitudine, in prossimità della stazione intermedia della telecabina Presena alla base dell'omonima vedretta sopra Passo del Tonale. Oltre al ristorante, al self service e al centro benessere, durante la stagione estiva sono disponibili otto camere arredate in stile alpino.

Nuove gestioni riguarderanno, invece, i rifugi Altissimo - Damiano Chiesa, Antermoia, Viote -Fratelli Tambosi. Saranno chiusi per lavori i rifugi Stivo - Marchetti ed Erdemolo, mentre al rifugio Giovanni Tonini in Lagorai, danneggiato da un incendio, sarà agibile il bivacco e la annessa Malga Spruggio per i gruppi giovanili del CAI.

Da un anno all'altro cresce il numero di rifugi trentini certificati gluten free dall'Associazione Italiana Celiachia. Si tratta dei rifugi Roda di Vaèl in Catinaccio, Vincenzo Lancia sul Pasubio, Val d'Ambièz-Silvio Agostini e Tuckett-Sella nelle Dolomiti di Brenta, Taramelli in Val Monzoni, Erterle in Lagorai, sul versante Valsugana, Cima d'Asta-Ottone Brentari sempre nel Lagorai, Treviso nelle Pale di San Martino, Casarota alle pendici della Vigolana.

Si appoggiano alla rete dei rifugi trentini anche i trekking selezionati e consigliati dalle Guide Alpine del Trentino grazie al progetto Let's Dolomites. Suddivisi in tre grandi tematiche - Grande Adrenalina, Grande Panorama, Grande Guerra - prevedono tre oppure sette giornate di attività con due o sei pernottamenti in rifugi.
E anche nel corso dell'estate 2017 diversi rifugi ospiteranno gli appuntamenti del festival “I Suoni delle Dolomiti”.

Suggerimenti utili
Per le ascensioni con piccozze e ramponi i rifugi Cevedale-Guido Larcher, di fronte alle vedrette del Palòn de la Mare e del Cevedale, e Stavel - Francesco Denza, al cospetto della Presanella mentre i più esperti e allenati camminatori spingersi fino ai 3000 metri dei più alti rifugi trentini, Ai Caduti dell'Adamello e Viòz - Mantova, per affacciarsi sui più estesi ghiacciai di questa parte delle Alpi, il Mandròn - Adamello e quello dei Forni.

Per chi invece predilige le scalate o le più spettacolari vie ferrate nei gruppi dolomitici i riferimenti, nelle Dolomiti di Brenta, sono il rifugio Tuckett - Quintino Sella, ai piedi delle pareti del Castelletto e di Cima Brenta; da qui si parte per l'avvincente itinerario delle “Bocchette Alte” per raggiungere il rifugio Alimonta oppure, proseguendo sulle cenge attrezzate delle “Bocchette Centrali”, la Bocca di Brenta e il rifugio Tosa - Tommaso Pedrotti. Nelle Pale di San Martino, l'aerea ferrata del Velo e del Portòn collega i rifugi Velo della Madonna e Pradidali.
In Paganella si può percorrere la nuova e spettacolare Ferrata delle Aquile sugli aerei torrioni a picco sopra la valle dell'Adige.
Spostandoci nelle Dolomiti di Fassa ecco il rifugio Gardeccia, da più di un secolo gestito dalla famiglia De Silvestro, ai piedi del Catinaccio, lo storico rifugio Paul Preuss costruito dalla mitica guida Tita Piaz accanto al più grande rifugio Vajolet ai piedi delle celebri torri, e il rifugio Bergvagabunden a Passo delle Selle, circondato dalle testimonianze della Grande Guerra. Nel cuore del silenzioso Lagorai, invece, anche questo recentemente migliorato, c'è il rifugio Cima d'Asta - Ottone Brentari.

Per ammirare un grande panorama è un motivo più che valido per raggiungere un rifugio, magari facilitati da un impianto di risalita come nel caso del rifugio Maria sul Sass Pordoi, la “terrazza delle Dolomiti” o del rifugio La Roda in vetta alla Paganella. Dal rifugio Val d'Amola - Giovanni Segantini, ai piedi della Presanella, la vista spazia sull'intero gruppo delle Dolomiti di Brenta, mentre da Baita Cuz sul Buffaure si abbraccia l'intero gruppo del Catinaccio e dal Viel dal Pan sopra il Belvedere di Canazei lo spettacolo della Marmolada.

Per le famiglie, perché facilmente accessibili anche ai bambini o spingendo i passeggini da trekking, sono il rifugio Malga Campo sopra Luserna, alle pendici del Monte Roèn in Val di Non la rinnovata Malga di Romeno, nei boschi della Val di Cembra il rifugio Malga Monte Corno, il Peller nella porzione settentrionale delle Dolomiti di Brenta, Malga Conseria in Val Campelle nel Lagorai, il rifugio Val di Fumo nel Gruppo dell'Adamello, la Malga Kraun sopra la Valle dell'Adige.

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