Cambiavento

Vaccini obbligatori, si parte fra siringhe e dichiarazioni

Pubblicata il 15 giugno 2017

Vai alla sezione Salute »

Vaccini obbligatori, si parte fra siringhe e dichiarazioni
Imola. Con il decreto legge n. 73 del 7 giugno scorso già pubblicato nella gazzetta ufficiale, il governo italiano sancisce l'obbligatorietà della profilassi vaccinale come condizione necessaria per potere frequentare la scuola dell'infanzia pubblica e privata nella fascia di età da 0 a 6 anni.

Per la prima volta nella storia della Repubblica italiana un provvedimento avente forza di legge impone una condizione di vaccinazione o immunizzazione (chi ha già sviluppato una malattia soggetta a vaccino, ndr) collegandola alla possibilità o meno di fruire di istituzioni formative preparatorie e prescolastiche.
Cade, rispetto al testo iniziale del decreto, la previsione dell'obbligatorietà vaccinale come condizione necessaria per l'accesso alle scuole elementari, medie e ai primi due anni delle superiori.
A chi non farà vaccinare i propri figli in età scolare verrà irrogata una sanzione che prevede il pagamento di una somma da un minimo di 500 ad un massimo di 7.500 euro. Non proprio a buon mercato vista la situazione dei redditi delle famiglie italiane che però si vedono riconosciute gratuitamente le iniezioni di vaccini.

Viene invece introdotto un trattamento diversificato dal resto della popolazione scolastica (salve comunque le sanzioni pecuniarie) per i bambini che si troveranno a frequentare gli asili nido e le scuole materne. In sostanza, mentre per la fruizione del ciclo completo della scuola dell'obbligo dai 6 fino ai 16 anni, la mancata vaccinazione comporterà una sanzione pecuniaria in capo ai genitori, l'assenza di copertura vaccinale nei bambini da 0 a 6 anni non permetterà l'iscrizione alla scuola, nido o materna che sia.

Ma, fra siringhe con 12 vaccini e probabili multe, non manca anche una buona dose di burocrazia che, come è prevedibile ipotizzare, farà da ulteriore elemento di confusione nell'Italia del cavillo prima ancora che del diritto.
Si parte dal “differimento” o alla “omissione” dei vaccini “solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta”.
Una responsabilità indubbiamente non esigua se si pensa che il giudizio del pediatra inciderà direttamente sulla possibilità o meno di iscrivere un bambino alla scuola materna.

Si prosegue indicando poi il caso di un eventuale ravvedimento o dimenticanza dei genitori che non avevano provveduto a vaccinare i propri figli. In questo caso “non incorrono nella sanzione i genitori esercenti la responsabilità genitoriale e i tutori che, a seguito di contestazione da parte dell'azienda sanitaria locale territorialmente competente, provvedano, nel termine indicato nell'atto di contestazione, a far somministrare al minore il vaccino ovvero la prima dose del ciclo vaccinale, a condizione che il completamento del ciclo previsto per ciascuna vaccinazione obbligatoria avvenga nel rispetto delle tempistiche stabilite dalla schedula vaccinale in relazione all'età”.

Se però la “conversione” dei genitori non sarà così definitiva e si farà avanti un ripensamento “l'azienda sanitaria locale territorialmente competente provvede a segnalare l'inadempimento dell'obbligo vaccinale alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni per gli eventuali adempimenti di competenza”.

Adempimenti giurisdizionali che, ad oggi, non trovano riscontro nel decreto dopo che in prima istanza si era discusso anche della possibilità di incidere sulla potestà genitoriale.
Anche per le scuole dell'obbligo parte la rincorsa ad adeguarsi alla nuova disposizione. Saranno i dirigenti scolastici a richiedere “all'atto dell'iscrizione del minore di eta' compresa tra zero e sedici anni la presentazione di idonea documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni (...) ovvero l'esonero, l'omissione o il differimento delle stesse”. I genitori potranno presentare il certificato vaccinale o propendere per una dichiarazione sostitutiva sotto la propria penale responsabilità. La scadenza è fissata al 10 luglio di ogni anno salvo, per l'anno scolastico 2017/2018, il termine del 10 settembre 2017 per la dichiarazione sostitutiva e il successivo 10 marzo 2018 per la consegna definitiva della documentazione vaccinale (la lettera del decreto prevede sempre la presentazione della documentazione vaccinale anche in caso di dichiarazione sostitutiva, ndr.).

(Caterina Grazioli)

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl