Cambiavento

Da anni chiediamo le stesse cose ma non veniamo ascoltati

Pubblicata il 15 giugno 2017

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Lugo (Ra). Non sarà certo facile prendere il posto di Mario Betti alla Guida della Cna di Lugo, e il neo presidente ha idee chiare e qulche interessante proposta.

Con che spirito hai accettato di fare il presidente della Cna di Lugo?

“Con lo stesso spirito che ho all’interno della mia azienda. Penso che il senso di iniziativa e l’imprenditorialità significano, oggi, saper tradurre le idee in azione. In ciò rientrano la creatività, l’innovazione e l’assunzione di rischi, come anche la capacità di piani?care e di gestire progetti per raggiungere obiettivi. Questo è quello che so fare e spero di dare, in questo mandato come presidente, un mio piccolo contributo ad una grande associazione di categoria come CNA.   Invece a livello personale L’emozione è grande così come forte è la responsabilità che ho sentito nell’assumere una carica così importante per lo sviluppo futuro del nostro territorio, in una fase economica molto difficile come quella attuale. sostituire Mario Betti non sarà un compito facile ma auspico di riuscirci. Il mio obbiettivo primario sarà quello di migliorare il  "lavoro di squadra" con le Istituzioni, pubbliche e private e  con le altre associazioni di categoria. Il nostro territorio ha bisogno di cambiare ed innovare; negli ultimi decenni è stato in parte recuperato un ritardo nella dotazione di infrastrutture, fisiche e culturali, ma il lavoro non è ancora completato.”

DI che cosa ha bisogno la città manifatturiera?

“Sono anni che associazioni  di categoria come la CNA ribadiscono sempre le stesse cose e non vengono ascoltate. Purtroppo  la politica locale non viaggia con lo stesso passo dell’economia del proprio territorio e questo è un grave problema che bisogna assolutamente risolvere in tempi brevi. Alcuni zuccherini sono stati elaborati ma sono molto piccoli rispetto a quello che serve per invertire seriamente la rotta.

In questi giorni il presidente della CNA di Ravenna, Pierpaolo Burioli, ha rinnovato l’invito ad  intervenire su un sistema fiscale di tassazione  evidentemente squilibrato; Lugo è 50esima nella  graduatoria con una tassazione del 59,6%, mi dica lei se non ci sono margini di miglioramento nella fiscalità dove  solo ed unicamente la nostra amministrazione locale può intervenire . Sarebbe un bellissimo segnale  propositivo se  la TARI sugli immobili non a uso abitativo vuoti e inutilizzati venisse  commisurata alla loro effettiva produzione di rifiuti.

Parlando invece di sviluppo e innovazione economica da parte mia penso che nel prossimo futuro bisognerà ideare e far crescere nuovi mercati ; per esempio quello dei sistemi di recupero passando dall’attuale modello di economia lineare, basata sulla produzione di scarti, a quella circolare, che prevede riuso e riciclo delle cose. Un sistema di nuove aziende/economia  con cui si potranno  concepire nuovi  prodotti con la consapevolezza che questi, oggi chiamati scarti di produzione, possano diventare qualcos’altro.”

 

Come dovrebbe essere un corretto rapporto fra imprenditori e amministrazione?

“A mio modesto parere quello che manca oggi è un  sano dialogo costruttivo tra le amministrazioni comunali ed  i rappresentanti di categoria, come CNA. Per esempio  lo sviluppo di un territorio e le sue dinamiche di mutamento decise dai nostri amministratori dovrebbero essere condivise anche in fase  pre-progettuale con le associazioni, non  come succede ora solo nella fase finale degli aggiustamenti conclusivi che rischiano , tra l’altro, di allungare i tempi di realizzazione di un progetto. Forse è meglio discuterne prima che dopo. Questo sarebbe già un primo e ottimo segnale di partecipazione attiva  tra politica locale e il  proprio tessuto economico  rappresentato  da associazioni di categoria come CNA.”

 

Andiamo verso la scadenza della fiera biennale ha qualche idea per caratterizzarla?

“Bisogna alzare  l’asticella di questo storico evento ,  cambiare look e format per la prossima edizione se la  si vuole rilanciare. Bisogna assolutamente che il rilancio della Fiera  sia salutato positivamente anche da tutti i  commercianti di Lugo che, nonostante il momento di difficoltà del  loro settore, devono maggiormente  coinvolgersi nel rinnovamento  della città. Guardando al panorama fieristico nazionale si potrebbe pensare che le fiere campionarie siano in crisi, ma i dati relativi a questa tipologia di fiere ci dicono invece che quando le proposte espositive e commerciali sono interessanti e accompagnate da eventi collaterali di richiamo e quando la manifestazione è autentica espressione del territorio, una fiera campionaria apparentemente tradizionale, può  diventare un momento di forte aggregazione. Personalmente mi piacerebbe approfondire la tematica della rivoluzione 4.0 , dei risvolti culturali che noi imprenditori dobbiamo modificare nella conduzione delle nostre aziende e di come fare della trasformazione digitale dell’industria una opportunità per la crescita e l’occupazione.”

 

Che ruolo deve avere nel territorio la CNA?

“Noi tutti abbiamo perso un pochettino di fiducia verso il mondo delle istituzioni; sentiamo parlare sempre più spesso di serrande abbassate, capannoni vuoti e ci domandiamo con molta preoccupazione quale potrà essere il futuro delle nostre aziende se le istituzioni politiche non si danno da fare per migliorare le condizioni economiche del nostro territorio che ci permettano di risolvere questo problema. Sono convinto però che per far funzionare bene un sistema ognuno di noi  debba dare il proprio contributo e quindi, anche se la nostra società economica ha molti problemi, noi come CNA dobbiamo impegnarci al massimo, nel limite delle nostre possibilità, per migliorarla. Per concludere mi sento di affermare che quando parlo di istituzioni penso anche ad associazioni di categoria come CNA, che hanno il compito di garantire tutti i servizi di cui le aziende necessitano. Ed è per questo motivo che mi impegnerò al massimo affinché i nostri associati si sentano sempre più rappresentati e garantiti dalle miriadi di adempimenti burocratici che l’attuale governance ci impone.”

 

(m.z.)

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