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Pd, si discute sulle primarie, ma la sede di viale Zappi è in bilico

Pubblicata il 28 giugno 2017

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Pd, si discute ancora sulle primarie; intanto la federazione di viale Zappi...
Imola. C'è grande fermento nel Pd dopo la sconfitta alle elezioni amministrative del 25 giugno in molte città quali Genova, Pistoia, L'Aquila, Piacenza, Parma e Budrio avvicinandosi a Imola dove si voterà nel 2018. Ufficialmente esce poco, ma intanto è certo che ci sono idee diverse sulle primarie: il segretario Marco Raccagna le vorrebbe di coalizione preferibilmente con un solo candidato del Pd (lui stesso o l'on. Daniele Montroni di ritorno da Roma), mentre tutta l'area del Binocolo (il vicesindaco Roberto Visani, Vittorio Feliciani e altri) e un renziano della primissima ora quale Pierpaolo Mega le vorrebbero innanzitutto di partito visto che rappresenta almeno i 4/5 della coalizione.

Fra i contendenti, s'inserisce l'ex segretario e già vicesindaco Fabrizio Castellari (anch'gli prima bersaniano e al momento renziano come Manca e Raccagna) che su Facebook posta: "Le primarie di coalizione sono lo strumento per scegliere il candidato o la candidata della coalizione. Ma non è scritto da nessuna parte che il Pd debba correre con un solo nome. E non credo succederà. E sono anche convinto che dalla coalizione, che sarà larga, civica e qualificata possano emergere candidature autorevoli e per nulla finte. Sarà un bel confronto. La competizione è sulla qualità, la preparazione, il merito e le competenze dimostrate, la stima riconosciuta e l'autorevolezza delle persone". Ovvero, Castellari vorrebbe nelle primarie della coalizione almeno due esponenti del Pd e ciò sarebbe possibile, a suo avviso.

Ma il problema è innanzitutto politico. Chi dovrebbe scegliere il candidato sindaco del Pd? I soliti noti in una direzione o un'assemblea Pd dove comandano l'attuale sindaco Daniele Manca e Raccagna nonostante anche alcuni "grandi vecchi" come Nicodemo Montanari (sostiene il giovane consigliere comunale Marco Panieri, ndr) dubitino fortemente della solita formuletta in base alla quale, ancora una volta a Imola, il segretario del Pd sarà il candidato sindaco? Al di là dei regolamenti e dei burocraticismi, sarebbe bene che a decidere fossero almeno gli iscritti e gli elettori per allargare la platea e riportare la gente a discutere di politica, programmi e persone in grado di portarli avanti cercando di allontanare lo spettro dell'astensionismo. In fondo il Pd ha ormai fatto primarie per tutto non solo in Italia, ma pure a Imola, per deputato, consiglieri regionali, provinciali meno che per il sindaco a differenza pure di Comuni vicini come Castel San Pietro, Castel Guelfo, Dozza e Borgo Tossignano. Vedremo cosa uscirà dalla direzione di venerdì 30 giugno.

In quella sede, e sarebbe una novità, è possibile che Raccagna proporrà di votare un documento per la vendita della storica federazione di viale Zappi. Sarebbe un passaggio fastidioso soprattutto per gli anziani militanti, ma pare che il calo delle iscrizioni abbia messo a dura prova le casse del partito. Forse si potrebbe restare se la festa nazionale dell'Unità sul Lungofiume andrà bene.

(Massimo Mongardi)

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