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Discarica, “contro-istruttoria pubblica” contro i politici che appoggiano Hera

Pubblicata il 30 giugno 2017

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Discarica, “contro-istruttoria pubblica” contro i politici che appoggiano Hera
Imola. Sono una cinquantina i cittadini agguerriti che hanno aderito alla “contro-istruttoria pubblica” organizzata dal comitato “Vediamoci chiaro” e da altre associazioni sulla discarica Tre Monti nella mattinata di venerdì 30 giugno quando quella ufficiale è convocata a Bologna nei palazzi della Regione nel pomeriggio dello stesso giorno, in orario lavorativo. Una parte di loro si trasferirà anche a Bologna per denunciare “una vera e propria farsa. Ancora una volta è stato profondamente leso il diritto alla partecipazione pubblica sulla discarica più grande dell'Emilia Romagna. La convocazione per altro è apparsa solo sulla pagina dello sportello edilizia del Comune, dunque non visibile alla maggior parte dei cittadini. Vergogna”, dice al microfono la “pasionaria” del Comitato Cinzia Morsiani.

“I nostri sindaci non brillano certo per la gestione del territorio ma noi non ci fermeremo – continua la Morsiani -. In realtà, tutti si stanno inchinando alle richieste di Hera che farà un ampliamento complessivo, considerando la sopraelevata, di un milione e 500mila tonnellate di rifiuti a fianco di un sito che ha 43 anni di vita. Mancano gli studi sul suolo, sulle acque superficiali e sull'atmosfera. Sull'impatto sanitario, sappiano solamente che nelle zone dove gravitano le discariche, il raggio è di almeno cinque chilometri, esistono forti anomalie su malattie dell'apparato respiratorio”.
Il docente universitario Alessandro Buscaroli attacca la gestione dei sito di via Pediano: “Non sappiamo che tipo di rifiuti vengono portati, in quale maniera, l'Osservatorio sui rifiuti è fermo al 2014, l'Arpa si è mossa solamente negli ultimi due anni quando sono cresciute in modo esponenziale le proteste dei cittadini. Hera Ambiente, poi, ci sommerge di documenti pieni di 'aria fritta'. La società indipendente 'Terra' ha trovato subito all'esterno della discarica inquinanti pesanti quali stagno, piombo, nichel e tanti altri. Hera è arrivata addirittura a dire che è il terreno dei calanchi che cede tali materiali alle acque, smentita dalla stessa Arpa”.

Durissimo l'avvocato Giuseppe Farina: “Un gruppo di residenti si sono rivolti a me per una richiesta di risarcimento danni che faremo. Arpa dice che per coprire i rifiuti, al posto del Fos, è stato utilizzato un inquinante del terreno che non doveva essere usato. Siamo di fronte a un percolato con un grado di tossicità elevatissima, impattante sulle persone. Per di più, sono stato intimidito personalmente dicendomi che se avessi continuato a lottare contro l'ampliamento della discarica, ne sarebbe stata danneggiata la mia professione e sono partite mail fasulle dalla mia posta elettronica. Ho denunciato tutto alla Procura della Repubblica”.

Alfredo Sambinello di Legambiente spiega: “Grazie alla nuova legge Madia, che non dà più potere di veto alle Soprintendenze (che avevano fermato l'ampliamento per problemi al paesaggio molto bello della zona circostante, ndr), Hera e soci sono ripartiti. Abbiamo già dato, la discarica in 43 anni ha preso soprattutto rifiuti speciali provenienti da ogni parte d'Italia. Per tutelarsi nel caso fra un anno il Pd perda le elezioni amministrative a Imola, Atersir ha già fatto appalti per i rifiuti e per l'acqua per la durata di 15 anni aggirando la legge con cavilli in una norma regionale. In ogni caso, Legambiente ha scritto all'Anac (Autorità anticorruzione) e all'Agcom (Autorità per la concorrenza). Ausl, Arpa e sindaci tutelano le loro carriere e non i nostri diritti”.

Alcuni cittadini residenti nelle vicinanze della discarica ci hanno tenuto a sottolineare come l'impatto negativo sulla salute non sia solamente per i residenti nelle vicinanze, ma per tutti i cittadini imolesi”.

Infine, si dovrebbe discutere il 31 ottobre il ricorso al tar contro la sopraelevazione della discarica. E dopo il 3 luglio, data ultima per depositare le osservazioni, il progetto continuerà il suo percorso nella conferenza dei servizi dove, conclude la Morsiani, “non mostrano i verbali delle sedute”. Per ora, la lotta continua.

Il Comitato vediamoci chiaro è formato da: Osservatorio per la Discarica Tre Monti, G.A.S. Imola, Legambiente, WWF, Panda Imola, Salviamo il Paesaggio, Comitato Acqua Pubblica Imola e da molti cittadini che hanno aderito individualmente.

(Massimo Mongardi)

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