Cambiavento

"... Non c'è più" … a Bologna

Pubblicata il 1 luglio 2017

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Enzo Vetrano e Stefano Randisi
Bologna. “… Non c'è più. Presenza/assenza: memorie” è il titolo della rassegna di quattro spettacoli itineranti all'ora del tramonto, a cura di Enzo Vetrano e Stefano Randisi, che andranno in scena nell'ambito di “Best. La Cultura si fa spazio”, nuovo cartellone di attività estive promosso e coordinato dal Comune di Bologna. L'ingresso agli spettacoli è gratuito.

I quattro percorsi teatrali tematici (“La follia”, “L'identità”, “La storia” e “La poesia”) nascono da un laboratorio diretto da Randisi e Vetrano a partire dal mese di aprile 2017 presso il teatro Lolli di Imola sotto l'egida dell'associazione “Acqua di terra/Terra di luna” e con il supporto tecnico e logistico dell'associazione Tilt di Imola. Il laboratorio è stato seguito da più di trenta partecipanti di tutte le età e gli spettacoli sono stati presentati tra il 21 giugno e il 2 luglio a Imola e lungo la Vallata del Santerno (Casalfiumanese e Borgo Tossignano).
La rassegna bolognese si arricchisce della partecipazione di Elena Bucci, Giovanni Moschella e degli stessi Vetrano e Randisi che, oltre all'aver curato laboratorio, drammaturgia, scelte musicali e regia, intervengono sulla scena con alcuni brani tratti dal proprio repertorio rielaborati per l'occasione.

Il programma
Lunedì 3 luglio ore 20.00 - Villa delle Rose - Quartiere Saragozza: “La follia”
con Enzo Vetrano e Stefano Randisi

Giovedì 6 luglio ore 20.00 - Piazza dei Colori - Quartiere S. Vitale: “L'identità”
con la partecipazione di Elena Bucci - al piano Dimitri Sillato

Lunedì 10 luglio ore 20.00 Giardino Emilio Alessandrini - Quartiere Savena: “La storia”
con la partecipazione di Giovanni Moschella, Enzo Vetrano e Stefano Randisi

Giovedì 13 luglio ore 20.00 Parco Pier Paolo Pasolini - Quartiere San Donato: “La poesia”
con Enzo Vetrano e Stefano Randisi

e con:
Patrizia Ama, Letizia Bassi, Gianluca Famulari, Cristina Gallingani, Valda Garuti, Virna Gioiellieri, Valentina Laudadio, Costanza Minafra, Vania Moretti, Paolo Pagani, Beatrice Paoletti, Agostino Rocca, Olesia Stratin, Luigi Tranchini, Lina Velardi, canto: Stefania Marinaccio.


Il tema della memoria
“... Non c'è più. Presenza/assenza: memorie” è stato il punto di partenza del lavoro di ricerca, un percorso che si è nutrito delle personali esperienze dei partecipanti al laboratorio, della loro disposizione a fare affiorare ricordi ed emozioni, a lasciarsi coinvolgere nel flusso creativo che ha approfondito i quattro diversi nuclei tematici. È un modo di far nascere l'evento teatrale che muove dalla dimensione personale della memoria, viene condiviso entro un ambito ristretto, poi si estende alla Comunità e diviene infine storia di tutti, attori e pubblico. E così quel che non c'è più acquista un'altra modalità di esistenza attraverso il racconto e la rappresentazione.

Per ogni spettacolo la drammaturgia si compone di frammenti: ricordi personali, testimonianze, documenti storici, brani da opere letterarie. Lo spettatore è invitato a prendere parte a un viaggio che è fatto di incontri con gli attori, attraverso tracce di memoria, in cui ognuno può riconoscere qualcosa di sé, partecipando all'evocazione di quella che diviene storia di tutti e memoria collettiva.
Negli spettacoli itineranti il pubblico verrà guidato attraverso percorsi che danno grande importanza ai luoghi che fanno da cornice naturale e vengono valorizzati e vissuti con uno sguardo nuovo che tocca le corde dell'anima, dell'arte e della poesia.

“La follia” rievoca la storia dei tanti Ospedali Psichiatrici chiusi dopo la legge Basaglia. Attinge ai documenti e alle testimonianze che rievocano la vita nel Manicomio: le diagnosi, le terapie, racconti e pensieri dei pazienti, frammenti di vita proposti con uno sguardo ironico e allo stesso tempo critico. A Imola è stato presentato nel cortile e all'interno di alcuni padiglioni dell'Osservanza, in quelli che furono i luoghi della segregazione manicomiale. Alle parole tratte dalla realtà si intrecciano i dialoghi surreali e divertenti di Vetrano e Randisi, improbabili guide in un breve percorso che a Bologna si svolgerà tra la Villa delle Rose e il giardino adiacente.

“L'identità” tratta il tema della memoria personale e porta alla luce frammenti di vita dei partecipanti al laboratorio: ricordi importanti, dolorosi o gioiosi, con la partecipazione di Jean Mbouale Basse, un rifugiato camerunese che ci fa conoscere la sua storia, in un luogo significativo come Piazza dei Colori, dove le identità di molti bolognesi hanno oggi stretto contatto con quelle di numerosi immigrati.
A questa prima parte di memorie si collega l'intervento di Elena Bucci, accompagnata al piano da Dimitri Sillato, che ci racconta identità ed esistenze in bilico tra realtà e immaginazione in un viaggio che intreccia la sua autobiografia a quella di personaggi che ha incontrato nella sua terra di Romagna.

“La storia” rievoca alcuni fatti ed eventi che hanno segnato la storia dal Secondo Dopoguerra in avanti. Dopo un inizio dal forte accento politico si passerà a una sorta di comizio a più voci che mescola ricordi e suggestioni dei partecipanti al laboratorio a frammenti di documenti storici o letterari, il tutto commentato da musiche ed azioni corali di grande impatto emotivo. Tra i vari eventi saranno ricordati il disastro di Chernobyl con Enzo Vetrano che leggerà una testimonianza di Nikolaj Fomic Kalugin, l'incendio alla Biblioteca di Sarajevo, il movimento del '77, mentre Stefano Randisi aprirà con un pensiero di Pasolini e chiuderà col ricordo della strage nel cielo di Ustica. Ospite di questa serata è Giovanni Moschella, che, nel contesto di misfatti e misteri ancora irrisolti del nostro secondo Novecento ci proporrà una sua lettura dell'Affaire Moro, una sorta di riflessione pubblica su una pagina ancora oscura della nostra storia recente.

“La poesia” si snoda in un percorso nell'affascinante Parco Pasolini. Dopo un momento collettivo che si svolgerà all'inizio del viale delle statue in pietra di Nicola Zamboni gli attori si distribuiranno lungo tutto il percorso che va verso l'anfiteatro, e da ciascuno si sentiranno le parole di grandi poeti o scritti personali, in una dimensione istintiva e naturale. Saranno dette poesie di autori quali Alda Merini, Eduardo De Filippo, Jaques Prévert. Condurranno il percorso, ancora una volta, e lo concluderanno all'anfiteatro, Vetrano e Randisi, che porteranno in questo spettacolo l'anima poetica di Totò e Vicé.


Informazioni: www.diablogues.it - www.facebook.com/acquaditerraterradiluna

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