Cambiavento

Patatrac

Pubblicata il 3 luglio 2017

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Quando gli uomini fanno progetti
gli Dei ridono.
(Antica massima greca)


La previsione era fin troppo facile.
Annunciata come tutte le sciagure evitabili.
Ignorata come tutte le sciagure annunciate.
Gli uomini, ha scritto Pascal, hanno la capacità di costruirsi paraventi che gli impediscono di vedere il baratro nel quale stanno per precipitare.

Il Pd ha non vinto tutti i ballottaggi importanti.
In un modo che offende coloro che pensano che non sia un destino, che possa essere altrimenti, che la natura di destra dell'Italia sia un alibi, che esiste ancora una sinistra intelligente e generosa, che ci sia una domanda non corrisposta di buona politica progressista e, soprattutto, che il nostro Paese non possa farne a meno.
Per consegnarsi nelle mani di una destra ottusa o per farsi trascinare nel gorgo dell'avventurismo grillino.
Tra Scilla e Cariddi c'è ancora un passaggio, quel che manca é chi traccia la rotta.

Renzi, in un tempo non lontano accreditato di prodigiose capacità nautiche, sembra averla smarrita.
In questa tornata amministrativa il capitano è rimasto in porto a guardare dalla banchina, con ostentato distacco, la barca alla deriva che si schiantava sugli scogli.
Come un bambino intimidito che preferisce non entrare in campo per timore di perdere.
Come se questo lo mettesse al riparo dalle conseguenze della sconfitta.

Il Pd di Renzi perde sia quando il condottiero si impegna troppo, come nel referendum, sia quando si tiene in disparte.
Il Pd di Renzi, per dirla tutta, dalle elezioni europee in qua non ne infila una.
Un po' troppo per pensare che siano episodi, per non parlarci su nemmeno questa volta, per archiviare come raffreddore i sintomi di una malattia più preoccupante.
Che se il Paese va a destra é anche perché l'offerta di uomini e di idee della sinistra non lo soddisfa.
Abbiamo consegnato la Liguria intera a Toti, dopo averla negata per vent'anni al suo padrone.
Ci sarà occasione per tornare più approfonditamente sull'argomento quando conosceremo i flussi di voto.

In questa alba materana densa di presagi, con centinaia di falchi che solcano il cielo in cerca di prede, é tuttavia già possibile tracciare i contorni di una situazione che appare ormai a tutti, fuorché ai protagonisti, terribilmente chiara: il Pd é ogni giorno più debole e più solo.
Se non cambia registro in fretta la sconfitta alle prossime elezioni, più o meno ravvicinate, è pressoché certa.
L'affannoso tentativo del principe fiorentino e dei suoi cortigiani di narrare un'altra storia serve solo a farci comprendere che continuano a non capire.

Il risultato di questi ballottaggi é frutto di tre fattori.

1) Il mutuo soccorso, spontaneo più che orientato, fra elettori grillini e votanti di destra inteso a colpire il nemico principale: un voto ad opponendum, che prescinde dalla figura del candidato e non ha fondamento progettuale.

2) L'astensionismo a sinistra che sta assumendo carattere continuativo fino a configurare un vero e proprio distacco. Una quantità imponente di elettori é indisponibile a votare Renzi e non é intercettata dal coacervo di pretenziose formazioni che cercano di accreditarsi a sinistra del PD: il senso di colpa per il non voto che ogni militante di sinistra si porta dentro dalla nascita come un peccato originale, si dissolve di fronte alla conclamata incapacità di dare rappresentanza degna a istanze che si vorrebbero interpretate con ben altro spirito.

3) Lo sfarinamento del tessuto insediativo territoriale che ha rappresentato da sempre la forza della sinistra, portando alla guida delle istituzioni locali uomini di selezionata e riconosciuta qualità. Con tutto il rispetto per le tante brave persone che ancora si mettono al servizio disinteressato delle loro comunità, bisogna pur dire che se alle elezioni amministrative, come abbiamo sempre sostenuto, contano i candidati, siamo di fronte a una crisi dei gruppi dirigenti locali non meno grave di quella che affligge quelli centrali. Due aspetti di un unico processo che si alimentano a vicenda come non era mai accaduto. Col risultato di indebolire la credibilità del Pd e di rendere problematico quel ripensamento del pensiero che é necessario per non soccombere.

Nell'ultimo scritto ho sostenuto che bisogna prendere il toro per le corna. Intendevo dire che sia Renzi che il frastagliato fronte dei suoi oppositori di sinistra devono fare i conti con le loro contraddizioni. E parlare un linguaggio di verità.Finora non l'hanno fatto. Il Pd mostra limiti elettorali precisi, la strategia del suo segretario, se ce n'é ancora una, si é arenata, e da solo non va da nessuna parte.
D'altro canto, illudersi e illudere che quel che forse nascerà a sinistra possa rappresentare l'alternativa al Pd costringe a pensare che il problema non sia solo politico ma anche psichiatrico. Il Brancaccio di Roma non é il teatro San Marco di Livorno in cui nacque il Pci e Montanari non é Gramsci.
Non c'è sinistra senza il Pd. Da due false rappresentazioni non può sortire alcuna sintesi positiva. Che é la cosa che serve alla sinistra e all'Italia. La sola che giustifica l'impegno in politica di uomini dediti al bene comune e non al proprio “particolare”. Con buona pace della vocazione maggioritaria di oggi e di sempre, quel che può reggere un centrosinistra competitivo é solo uno schieramento.
Di forze differenti e litigiose quanto volete ma che tuttavia si parlano e si confrontano. Non c'è un'altra strada e su quella bisogna che si incamminino le persone di buona volontà. L'atto fondativo di cui c'è bisogno é in primo luogo un esercizio di umiltà e di responsabilità. Poi ci sarà tempo e modo di discutere se Renzi sia l'uomo giusto per rappresentare tutti. Per federare il campo del centrosinistra e per riportare a votare chi non ci va più.

Porre il problema, come fa Pisapia, non é una bestemmia, trasformarlo in un pregiudizio rende impossibile il confronto. In politica non ci sono intoccabili né traditori. Solo pensieri giusti e pensieri sbagliati. Se esiste ancora un popolo della sinistra è il momento che si riprenda lo scettro. Da troppo tempo la partecipazione é stata svilita a partigianeria. Qualche critica intelligente in più aiuterebbe chi comanda a sbagliare meno.

(Guido Tampieri)

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