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Ferrovia Budrio - Massa Lombarda, chi è che non la vuole?

Pubblicata il 4 luglio 2017

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Ferrovia Budrio - Massa Lombarda, chi è che non la vuole?
Medicina (Bo). Legambiente Medicina rimanda al mittente le accuse di strumentalizzazioni e faziosità che, secondo l'amministrazione comunale medicinese, avvolgono il tema del ripristino della ferrovia Budrio - Massa Lombarda.

“E' de tutto evidente cosa sta succedendo sulla ferrovia Budrio - Massa Lombarda. Legambiente da sempre si batte per il suo ripristino. Abbiamo indetto due pubblici incontri a livello regionale nei primi anni 2000, a cui hanno partecipato i massimi livelli istituzionali della Regione, delle Province di Ravenna e Bologna, i responsabili Fer e Atc, e tutti i sindaci o assessori coinvolti nel progetto, escluso in entrambi le occasioni, la sola amministrazione comunale medicinese, allora guidata del sindaco Nara Rebecchi, nonostante nei suoi programmi elettorali, tale ripristino fosse richiamato come una priorità. E' emersa sin dall'inizio la difficoltà di confronto con l'amministrazione comunale, con esponenti del Pd e con il Circondario imolese nella elaborazione del Psl (Piano strategico locale). A loro interessava molto di più il progetto della nuova San Vitale. Infatti i cittadini hanno manifestato a più riprese, negli anni, di voler nuovamente usufruire di una ferrovia: raccolta firme, Piano di azione per l'energia sostenibile (Paes), fino all'ultimo grande percorso partecipativo del Piano strategico locale nel 2016. In questo ambito la conclusione del progetto 'Partiamo dal Futuro' ha visto emergere il ripristino della ferrovia in tutti i gruppi di lavoro, all'interno dei quali ha raccolto numerose e diverse motivazioni che ne giustificano la richiesta a gran voce. Attrattiva per il territorio, per lo sviluppo economico, per i trasferimenti di studenti e pendolari e non ultimo per una migliore qualità di vita. Tutto questo collocato in un Piano trasporti che prevede un notevole aumento di utenza in treno al 2025 e una saturazione del trasporto su gomma nella tratta Bologna-Ravenna”.

Da qui la spinta di Legambiente verso un ripristino voluto a gran voce. Intanto l'associazione ambientalista “propone che venga attuato uno scambio bus-ferrovia nelle stazioni di Castenaso: questo potrebbe intanto dare respiro all'ultimo tratto della provinciale San Vitale, ma soprattutto alla città di Bologna in questa direttrice di entrata. Questo consentirebbe anche di proseguire le corse dei bus da Castenaso verso le aree produttive dell'hinterland bolognese. La navetta per la stazione di Castel San Pietro terme, è un'altra proposta temporanea di altri soggetti presenti al tavolo Psò: noi non l'abbiamo mai caldeggiata, in quanto molto dispendiosa in termini di tempo per i medi cinesi”.

Ma, si chiede Legambiente, cosa ha fatto l'amministrazione comunale medi cinese per caldeggiare tale ripristino? “Se relativamente al Prit (Piano regionale dei trasporti) è stato prodotto qualcosa che venga reso pubblico, lo stesso dicasi per la Città metropolitana. '...mancano i soldi per un'opera così onerosa...', ci dicono, però per nuove strade ce ne sono, anche troppi”.

In attesa che venga messa una parola definitiva sull'ipotesi di ripristino Legambiente invita i cittadini a sottoscrivere l'appello e inviarlo alle istituzioni.
Leggi l'appello >>>>

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