Cambiavento

Banche, dopo il danno la beffa!

Pubblicata il 3 luglio 2017

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Banche, dopo il danno la beffa!
Qualche giorno fa, dopo aver letto un articolo di carattere finanziario su una rivista americana, ho riportato alcuni dati riguardanti la detestabile conduzione manageriale delle due banche venete, dati che poi sono stati confermati dalla totalità della stampa nazionale. In fondo all'articolo mi è sembrato opportuno proporre alcune riflessioni circa il comportamento della nostra classe politica: al punto in cui siamo ora, altre e ben più gravi riflessioni si impongono.

Il conto salato che tutti gli Italiani dovranno sopportare per cercare di salvare il salvabile dopo lo sfacelo di queste due banche è ormai quantificato, provvedimenti sono stati presi e altri si renderanno necessari in un futuro non molto lontano. E non si pensi di essere arrivati al fondo del barile: indicazioni di grave situazione finanziaria vengono segnalate anche per quanto riguarda la banca Carige. Vedremo.

Ciò che al momento occorre valutare con attenzione è il commentare "politico" che ha fatto seguito all'intervento di carattere finanziario che si è reso necessario da parte degli organi di governo: si parla di male minore, di risparmi messi al sicuro, di corse alla chiusura di conti e alla richiesta di monetizzazione di rapporti da parte di clienti intimoriti scongiurate e via dicendo.
A parte il fatto che, per quanto riguarda la Popolare di Vicenza e Veneto Banca, la gran parte dei clienti ha già provveduto a ritirare i propri depositi da tempo (ricordate il detto che vede chiudere la porta della stalla dopo che i buoi se ne sono già andati ...) forse è opportuno fare un po' di chiarezza: se è vero che la crisi economica ha inciso pesantemente sulla creazione di posizioni di difficoltà finanziaria riguardanti molte aziende, è altrettanto vero che troppo spesso il malaffare ha fatto da padrone nella gestione di tali posizioni.
Concessioni di affidamenti a posizioni irrecuperabili, finanziamenti concessi a importanti clienti affinché acquistassero azioni della banca medesima, crediti troppo facili elargiti quando la situazione era già precipitata stanno lì ad illustrare ciò che veramente è venuto a mancare circa la difesa, quella vera, del risparmiatore: il controllo politico e istituzionale sulla conduzione finanziaria di istituti di credito di importanza assolutamente rilevante circa la realtà della zona di radicamento e non solo.

Dove erano i nostri amministratori così attenti alla sacralità dei nostri risparmi mentre valanghe di obbligazioni subordinate venivano consigliate a migliaia di ignari risparmiatori?
Dove erano mentre i signori Zonin e Consoli (ma sono solo gli ultimi due) firmavano delibere vuote di qualsiasi valore?
Dove erano mentre gli organi preposti alla vigilanza latitavano in totale assenza di precisi limiti di legge?
Cosa stavano pensando di fare mentre trascorrevano la bellezza di oltre trentasei mesi dal crac accertato delle due banche?
Nessuno ha ritenuto opportuno un colpo di telefono agli intoccabili consiglieri di amministrazione che sedevano sugli scranni ovattati delle due banche mentre miliardi di euro venivano dilapidati e bruciati?
Tutti questi signori erano anche allora molto preoccupati circa la difesa dei risparmiatori?
E per il futuro nessuno sta pensando e valutando la possibilità di istituire maggiori e più sicuri limiti di controllo circa i personaggi che dispongono di tali poteri?
E la possibilità di intervenire sulla responsabilità individuale in casi di simili misfatti, anche in forma retroattiva verso familiari e via dicendo?

Decidiamo, una volta per tutte, di essere veramente dalla parte dei risparmiatori o continuiamo a chiederci, dopo ogni tornata elettorale, per quale ragione l'astensione dal ruolo democratico dei cittadini sta assumendo proporzioni devastanti tali da lasciare sempre spazi maggiori ai cosiddetti "populismi" tanto frequenti nella vita politica della nostra società? Sarà possibile cessare di annusare fumo e di addentare finalmente l'arrosto? O la malattia ha raggiunto un punto di non ritorno se non a mezzo di sistemi rivoluzionari che sembravano rilegati ai tempi trascorsi? Esiste ancora qualche persona seria da qualche parte?
Sto rileggendo e rifletto: alla prossima ...

(Mauro Magnani)

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