Cambiavento

Concorrenza cooperativa?

Pubblicata il 3 luglio 2017

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La legge di riforma delle banche di credito cooperativo e casse rurali ha dal il là a due esperienze aggregative, una sostanzialmente romana (Iccrea) ed una che viene dal NordEst (Cassa Centrale Banca). Ma qualche tensione c'è, ne abbia parlato con Giorgio Fracalossi, il leader della cordata del Nord.

Quando due gruppi comperativi sono in concorrenza, si possono creare situazioni spiacevoli. Ma è meglio partire dal dato fondamentale: il fine del Credito cooperativo è quello di sostenere famiglie e piccole imprese. Se questo è l'obbiettivo, come si può sviluppare una fase di concorrenza cooperativa come quella attuale?
“Prima di tutto tengo a precisare che il progetto elaborato da Cassa Centrale Banca non nasce contro qualcuno, ma a fronte di una pressante richiesta delle BCC di veder declinato lo spirito della Riforma del Credito Cooperativo in modo da preservare il più possibile il carattere mutualistico che connota la Cassa Rurale – Banca di Credito Cooperativo. La sussistenza di tale esigenza è dimostrata dal fatto che, ad oggi, già 111 BCC in tutta Italia hanno formalmente aderito al costituendo Gruppo e sottoscritto l'impegno a partecipare all'aumento di capitale sociale di Cassa Centrale Banca, consentendo così di superare ampiamente la soglia del miliardo di Euro di patrimonio fissata dalla legge di Riforma.
Non parlerei quindi di concorrenza, ma di due modi diversi di approcciare la Riforma. Noi vogliamo che la Cassa Rurale – Banca di Credito Cooperativo continui a fare il proprio mestiere di banca locale, legata al territorio e vicina alla comunità di riferimento. Il Gruppo e la Capogruppo devono essere al servizio delle BCC e non certo viceversa; abbiamo sempre affermato, e lo ribadisco con forza e convinzione, la Cassa Rurale – BCC è e deve rimanere al centro.
Se ci sarà concorrenza, il mercato ci insegna che non potrà che essere di giovamento alla clientela delle BCC. Il monopolio da sempre è sinonimo di appiattimento e non certo di dinamicità. Lo abbiamo dimostrato in questi ultimi 20 anni durante il quale il confronto con il mondo Iccrea ha portato tutto il Credito Cooperativo a crescere in termini di prodotti e servizi maggiormente efficienti.”

In molti considerano il progetto di Cassa Centrale Bancaassai credibile, ma sembra di capire che la cordata guidata da Iccrea tenda a guiocare pesante. In questa partita chi è l'arbitro?
“Come ho detto già 111 BCC hanno ritenuto questo progetto credibile e lo hanno “sposato”. Non lo hanno fatto in maniera apodittica. Al contrario quello delle adesione è stato un processo che è durato mesi durante i quali possiamo dire di avere incontrato quasi tutte le BCC aderenti, di aver avuto con loro dei confronti di approfondimento che sono serviti anche a noi per trarre spunti di miglioramento che abbiamo via via recepito. Tutte le BCC hanno preso in considerazione anche il progetto di Iccrea Banca; il risultato è quello che ho detto all'inizio. Quindi adesioni convinte, soppesate e ben meditate.
Sul gioco pesante dell'altra candidata a Capogruppo non voglio aggiungere altro se non quello che in questi giorni si legge sui media. Stiamo verificando la correttezza del comportamento e ci muoveremo di conseguenza per tutelare al meglio i nostri interessi e quelli delle BCC che ci hanno dato fiducia.
In questa partita l'arbitro dovrebbe essere Federcasse, ma non è così. Ormai è palese che Federcasse è appiattita sulle posizioni di Iccrea. Quindi il suo ruolo super partes è solo sulla carta.
Ora con la costituzione dei Gruppi dovremo ragionare con pacatezza, ma in maniera seria sul ruolo di Federcasse. Sarà il suo comportamento nei mesi a venire a costituire la premessa per tale riflessione.”

(m.z.)

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