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La "Tommaso Moro", insoddisfatta dal Pd, si tiene le mani libere in vista del 2018

Pubblicata il 3 luglio 2017

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La "Tommaso Moro", insoddisfatta dal Pd, si tiene le mani libere in vista del 2018
Imola. Un attacco violento al Pd, poi il consuet contorno di critiche che non possono mai mancare al Movimento 5 stelle e un comunicato in cui sostanzialmente pare che l'associazione Tommaso Moro voglia tenersi libere le mani. Oppure che abbia perso alcuni importanti sostenitori, come don Beppe Tagariello e il deceduto Marino Manara, e cerchi di riportarne qualcuno all'ovile. Ma ecco da dove parte il comunicato dell'associazione che include una parte di Cielle: "Da una parte abbiamo il partito storicamente perno della politica locale (il Pd, ndr), privo di prospettive, in permanente attesa, incapace di costruire proporre una leadership per il futuro, dove i malcelati autocandidati a sindaco si logorano in un estenuante gioco a nascondino. Dall'altra notiamo il saltellare dei grillini, che numericamente dovrebbero essere la vera opposizione, desiderosi di distruggere tutto ma ben attenti a non uscire dal palazzo e quindi invisibili, confusi ed inefficaci. Gli esponenti politici locali non si accorgono che i cittadini chiedono un lavoro, una buona scuola, di vivere in un luogo sicuro, di capire come affrontare il nodo dell'immigrazione, desiderano avere servizi pubblici a costi accettabili, una viabilità al passo con le necessità ed essere meno vessati da una opprimente tassazione. Oggi distinguiamo solo il deserto".

Invece la Tommaso Moro sente l'esigenza di partire "Il futuro inizia ADESSO"

"Vogliamo iniziare dal fatto che adesso, dirsi di sinistra o di destra è fuori dal tempo, adesso conta la coerenza degli atti, adesso è venuto il momento delle idee e non delle logore ideologie - continuano i ciellini -. Adesso anche ad Imola dobbiamo sentirci liberi di dire quello che è giusto e quello che è sbagliato, adesso dobbiamo abbandonare a loro stessi i tatticismi dei politici allevati per la carriera ma ripiegati su se stessi e coloro che altro non fanno che contestare a prescindere. Adesso è l'ora di portare al centro un progetto politico di carattere civico che sappia interpretare e dare risposte ad una città che 'sta cambiando pelle' confrontandosi con chiunque desideri farlo. Per l'associazione Tommaso Moro è giunto il momento di lanciare la sfida, 'Adesso', ed è pronta ad intraprendere un confronto aperto con tutti coloro che ritengono di doversi impegnare per il bene di Imola a prescindere dalla provenienza politica o dalle matrici culturali di riferimento, per ritrovare il buon governo della città e non sentirsi figliastri nè subalterni a nessuno. L'associazione presenterà il progetto il prossimo 6 luglio a Villa Torano alle 20 e a seguire Maurizio Lupi e Valentina Castaldini testimonieranno la loro esperienza politica e ci aiuteranno a capire il presente politico nazionale. A settembre invece partiranno i work-shop per costruire il programma con esperti e con i cittadini".

Come ci pareva di aver capito circa una settimana fa dal presidente dell'associazione Alessandro Mirri, quest'ultimo comunicato pare andare verso il percorso di formare una lista civica che, se il candidato a sindaco del Pd non sarà gradito e i nomi fatti finora non paiono esserlo, si presenti al primo turno da sola per far pesare i propri voti al secondo, decisivo, turno. Se i voti saranno abbastanza, nella primavera 2018 non è così certo".

Intanto il capogruppo di Nuova Intesa Civica Nicolas Vacchi, cattolico che potrebbe essere interessato, sembra prendere le distanze: "Il terreno naturale dei cattolici impegnati in politica non può e non deve essere assolutamente in appoggio al Partito Democratico così come non deve trovare terreno di dialogo con il Movimento 5 Stelle. Ciò detto, abbiamo saputo del programma che presumibilmente la Tommaso Moro (retta da Mirri e Linguerri) proporrà in otto punti, fra i quali sono quasi completamente assenti o marginali i giovani e il rilancio economico della città ed una seria attenzione alle fragilità sociali non viene sviluppata. Francamente risulterebbe poco credibile la Tommaso Moro nel parlare di programmi mettendo al bando il tatticismo. La tattica infatti sembra aver permeato questa associazione fin dai suoi esordi cercando di canalizzare gli elettori solo in virtù dell'essere cattolici. Non è così che funziona. Il consenso si conquista senza strumentalizzazioni di carattere religioso, ma sulla base di programmi seri, chiari e trasparenti. Che posizione ha la Tommaso Moro in generale sui temi non negoziabili? Sulla famiglia? Oppure nel "locale" sul tema dell'ampliamento della discarica o sul sistema delle partecipate imolesi? Non ci sembra di aver letto nulla al riguardo".

(Massimo Mongardi)

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