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Le coop industriali danno il via libera al piano 4.0 del governo

Pubblicata il 4 luglio 2017

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Le coop industriali danno il via libera al piano 4.0 del governo
Imola. Industria 4.0 è la locomotiva con, al traino, l'intero Paese, e un ruolo speciale – per missione, vocazione, risultati – assegnato al mondo della cooperazione. E' quanto emerso dall'Assemblea Nazionale delle Cooperative Industriali, andata in scena, sotto la regia di Legacoop Produzione & Servizi, nella cornice del nuovo Auditorium 1919 di Sacmi il 3 luglio. L'incontro, che ha visto la partecipazione dei massimi rappresentanti del mondo cooperativo, sindacale e istituzionale nazionale e locale – con gli interventi dei ministri del Lavoro, Giuliano Poletti, e dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, quest'ultimo collegato in videoconferenza – ha fatto il punto sul mondo delle cooperative industriali che, per la prima volta dal 2008, possono guardare al futuro con ottimismo.
“Comunicare i risultati e puntare a nuovi obiettivi”. Così Maurizio De Santis, Responsabile Nazionale delle Cooperative Industriali, introducendo i lavori dell'Assemblea. “Il piano 4.0 del governo – ha osservato De Santis – ha dato oggettivamente un forte impulso agli investimenti”. Delle imprese in generale e delle cooperative in particolare: “Da qui in avanti ci aspettiamo un ruolo da protagonisti, accanto a Confindustria e Rete Imprese Italia, nella cabina di regia del Governo su tutti i temi legati al 4.0”.

Appello raccolto dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, 'padre' del pacchetto di misure 4.0 (super e iper-ammortamento, incentivi fiscali) che hanno raccolto apprezzamento unanime dal settore. “Una transizione determinante ma anche pericolosa”, ha spiegato il ministro in videocollegamento, che impone “la consapevolezza di fenomeni in atto da anni che rischiano di diffondere ed alimentare incertezze”. Non solo, dunque, cooperazione seduta al tavolo del governo ma, soprattutto, un'azione comune – ha caldeggiato il ministro – di “verifica puntuale dei risultati delle misure; forse per la prima volta dagli anni della crisi tutti gli attori coinvolti, imprese, sindacati, parti sociali, sono pronte per appropriarsi di un piano che diventa elemento costitutivo di una strategia dell'intero Paese”.
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