Cambiavento

Il messaggio di libertà di Martin Lutero

Pubblicata il 9 luglio 2017

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Il messaggio di libertà di Martin Lutero
A 500 anni dalla Riforma promossa da Martin Lutero, molte cose sono cambiate, al punto che le Poste Vaticane stanno predisponendo un francobollo a ricordo di Lutero. Sono ancora attuali le ragioni che spinsero il monaco agostiniano a ribellarsi al Papa di Roma? Lo abbiamo chiesto a Guido Armellini, predicatore della chiesa metodista e valdese di Bologna e Modena.

Esiste un'attualità di Lutero?

"Lutero visse in un'epoca diversissima dalla nostra, nella quale il tema della salvezza e della dannazione eterne era sentito con un'urgenza e una drammaticità oggi difficilmente immaginabili. Su questo sfondo la sua comprensione del cristianesimo suonò come un annuncio di libertà: libertà dalla paura per la sorte della propria anima nell'aldilà; dal potere di una chiesa che si poneva come detentrice e amministratrice della salvezza; dal giogo di ogni autorità umana, politica o religiosa, che pretendesse di avere un valore assoluto.
Nella nostra epoca, caratterizzata dalla presenza contemporanea di una secolarizzazione diffusa e di un ritorno del sacro condito di fondamentalismi e miracolismi, un cristianesimo che si impernia sul libero rapporto fra Dio e la coscienza dei credenti nell'ambito di chiese non gerarchiche, che non assolutizzano se stesse, è una proposta di fede che ha una sua parola specifica da dire."

La chiesa romana è molto attiva, quasi a predisporre la fine della diaspora dei riformati. Come valutate questo attivismo?
"Che i protestanti non siano più considerati eretici ma fratelli è, ovviamente, un motivo di gioia. In particolare, è difficile sottovalutare l'importanza delle parole ecumeniche pronunciate in più occasioni da papa Bergoglio, che in alcuni casi hanno persino dato l'impressione – erronea – di saltare a piè pari l'ecclesiologia cattolica ufficiale. Ma sarebbe sbagliato ritenere che i pronunciamenti degli ultimi anni eliminino le profonde differenze di comprensione della fede cristiana che distinguono ancora oggi i cattolici dai protestanti (la sacralizzazione della chiesa istituzionale, la divisione fra clero consacrato e laici, il valore attribuito al magistero della chiesa come fonte della fede, la figura stessa del papa, il culto di Maria e dei santi …: tutte cose che papa Francesco non ha messo minimamente in discussione). Da questo punto di vista c'è persino il rischio che la valorizzazione di Lutero da parte della chiesa cattolica, fatte salve le buone intenzioni, possa configurarsi come una sorta di “appropriazione indebita” della figura del riformatore che ne riconosce astrattamente la grandezza senza accoglierne le istanze fondamentali. Insomma mi sembra importante che, oltre a dare il giusto valore alle cose fondamentali che ci uniscono, non dimentichiamo il valore delle differenze, che danno sapore e significato a un dialogo, che altrimenti risulterebbe vuoto."

E voi cosa farete per ricordare Lutero?
"Le manifestazioni sono moltissime. Per stare all'Italia, ricordo i quattro giorni di festa dei protestanti italiani per i 500 anni della Riforma che si è svolta dal 1° al 4 giugno a Milano, a cui hanno partecipato oltre 1500 persone. A Bologna abbiamo in programma per ottobre-novembre, il collaborazione con l'Archivio di Stato, una mostra, un ciclo di conferenze e di visite guidate sul tema della Riforma in Italia e a Bologna in particolare."

(m.z.)

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