Cambiavento

Landini entra nella segreteria della Cgil

Pubblicata il 11 luglio 2017

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Landini entra nella segreteria della Cgil
Ha detto la leader della Cgil Susanna Camusso “all'assemblea generale della Cgil il 10 e 11 luglio faremo la proposta di inserire Maurizio Landini nella segreteria nazionale della nostra organizzazione, ci sarà una consultazione e l'assemblea deciderà”.
Landini dunque lascerà la guida della Fiom in anticipo di circa un anno, venne eletto segretario generale il primo giugno del 2010 e il suo secondo mandato (e anche l'ultimo da statuto) alla guida dei metalmeccanici scadrebbe nel 2018. Sono stati anni in cui si è reso protagonista di battaglie e scontri all'interno del sindacato, anche con Camusso forte fu lo scontro sull'accordo sulla rappresentanza del gennaio del 2014 e forti sono stati gli scontri con Fim e Uilm, gli altri sindacati confederali dei metalmeccanici, sulla vertenza Fiat e sui contratti nazionali del 2010 e 2012. Ma in Cgil Landini è stato anche il primo sostenitore dei referendum sull'articolo 18, gli appalti ed i voucher. Oggi con l'ingresso di Landini in segreteria nazionale la Cgil apre una stagione interna di importante iniziativa unitaria sui principali temi sindacali in campo il Piano per il lavoro, la Carta dei diritti e le regole sulla rappresentanza.
Sicuramente fino a qualche tempo fa nessuno si sarebbe aspettato di vedere Landini entrare nella segreteria confederale della Cgil, diciamo dalla porta principale, su un progetto di gestione unitaria condivisa del maggiore sindacato italiano.
Dopo anni di opposizione interna e di dure battaglie esterne con il mondo delle imprese e gli altri sindacati, nell'autunno dello scorso anno arriva la svolta, l'accordo raggiunto insieme a Fim e Uilm e Federmeccanica sull'ultimo contratto nazionale dei metalmeccanici alla fine del 2016 al termine di 18 mesi di confronto spesso anche aspro segna una svolta culturale, sopratutto per la Fiom, nei rapporti tra imprese e sindacati e porta diritto a quella che in tanti hanno definito “la via italiana alla partecipazione e alla cogestione simil tedesca”.
Landini con l'ultimo contratto dei metalmeccanici si è guadagnato l'ammirazione e il rispetto di una gran parte del gruppo dirigente della Cgil, che fino all'altro ieri lo vedeva con sospetto, quasi come fosse un alieno chiuso nel suo mondo della Fiom, per questo ne viene data per scontata la sua elezione. Ma credo che non si fermerà qui, nel novembre del prossimo anno scade per statuto il mandato di Camusso a segretario generale della Cgil e in molti scommettono che Landini tenterà di occupare lui quel posto.
Entrando in segreteria confederale Landini lascerà la Fiom e il 13 e 14 luglio le tute blu della Cgil si sceglieranno il nuovo segretario generale, la favorita è Francesca Re David e sarebbe la prima volta di una donna a capo del più grande sindacato metalmeccanico italiano, ma avremo modo di parlarne al elezione avvenuta.

(edgardo farolfi)

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