Cambiavento

Non sottovalutiamo ciò che accade nell'Est Europa

Pubblicata il 22 luglio 2017

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Non sottovalutiamo ciò che accade nell
Nella frequentissima disputa circa la nostra appartenenza all'Europa, o all'euro o a tutti e due, a questo punto manca un tassello e sono quasi certo che tale tassello, anche se a mio avviso di dimensione macroscopica, non verrà preso in seria considerazione se non da qualche specifico analista, proprio ora che ci manca una figura come quella di Rodotà ... Uomo che ancora mi sento di ringraziare per essere stato tra di noi.

Presi come siamo dalle vicende della cricca affaristica e delinquenziale romana, dalle vicende Consip e, in modo particolare, se odiamo o meno l'ex Presidente del Consiglio Renzi, rischiamo che passi sotto tono ciò che sta accadendo in Polonia: la maggioranza nazional-conservatrice (eletta nel non lontano 2015 se non vado errato) ha pensato bene di approvare una legge che individua nel ministro della giustizia l'uomo destinato a nominare i membri della Corte Costituzionale.
La motivazione, che appare assai debole per non dire ridicola in ambiente Europa, viene individuata nella necessità di porre un argine alla corruzione. Timmermans, vice presidente della Commissione, sottolinea che il controllo della politica sulla magistratura deve essere inaccettabile e inaccettato in ogni democrazia e minaccia l'applicazione dell'articolo 7 ben in risalto nei trattati Europei, che prevede pesanti sanzioni fino alla sospensione della Polonia dalla facoltà di voto in Europeo.

Come ormai di consuetudine, in migliaia sono scesi in piazza a protestare e pronto è stato l'intervento delle forze dell'ordine. Sembra proprio che per la nazione Polacca l'individuare un equilibrio sociale e politico non sia cosa facile: dopo le spartizioni del suo territorio al tempo della Prussia e dell'impero Austro-Ungarico, dopo l'occupazione nazista dell'ultima guerra e il pesante tallone sovietico fino alla caduta del muro di Berlino ora forze conservatrici di destra cercano, e sembra che siano riusciti a trovarlo, un sistema di controllo sugli organismi costituzionali, in modo da rendere i rappresentanti politici "al riparo" da poteri che potrebbero mettere il naso ... Ovviamente un segno di solidarietà e di pronto sostegno è immediatamente giunto dal premier ungherese, Viktor Orban, guarda caso anche lui a capo di una forza nazional-conservatrice di destra.

Io credo, anzi ne sono convinto, che non si possa tollerare un laccio simile alla Democrazia di un Paese europeo, che si debba arrivare a giuste sanzioni, alla sospensione del diritto di voto in sede a Bruxelles, fino ad arrivare a valutare la possibilità di estromettere la Polonia, e i consimili, da un insieme di Nazioni che ha fatto della democrazia (ho dimenticato la maiuscola ma in questo caso è davvero obbligatoria) la ragione stessa della propria esistenza.
Se ciò non avvenisse, credo sarebbe una valida ragione per valutare una nostra permanenza nel Consesso: esperienze di controlli della politica e di leggi restrittive sono troppo recenti e dolorose dalle nostre parti per poter soprassedere su aspetti di tale grave entità, anche se, da un po' di tempo a questa parte alcuni focolari e prese di posizione non mancano anche in casa nostra, pure molto vicino a noi, alla nostra città, se è vero, e ho avuto occasione di leggerlo di persona, che una nostra consigliera comunale ha scritto in fondo ad un suo intervento sul web "Viva il Duce!" Non più tardi di un'ottantina di anni fa, certe posizioni vennero prese sottogamba dai più e sappiamo come è andata a finire.

(Mauro Magnani)

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