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Il caso di una 82enne col marito malato di Alzheimer; l'Asp: "Lo seguiamo"

Pubblicata il 25 luglio 2017

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Il caso di una 82enne col marito malato di Alzheimer; l
Imola. Il caso della signora Pirazzoli, 82 anni, che al momento non ha trovato un posto per il marito malato di Alzheimer nelle strutture gestite dall'Asp ed è ad andata a protestare con cartelli sotto al Comune avendo a carico pure una madre di 102 anni, è approdato pure in Regione.

La consigliera regionale del Movimento 5 stelle Raffaella Sensoli ha presentato un'interrogazione “sul  caso dell'anziano malato di Alzheimer respinto dall'Asp. E' la dimostrazione che, come abbiamo sempre denunciato, questa Regione abbia di fatto introdotto un universalismo selettivo attraverso l'ultimo Piano socio-sanitario. Ora chiediamo alla giunta Bonaccini di intervenire, in primo luogo sgravando da ogni costo per i servizi residenziali le persone colpite da malattie gravi come l'Alzheimer. Le rette per i cittadini ospiti di strutture per anziani non autosufficienti affetti da demenza senile rientrano nell'applicazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) definiti a livello nazionale. L'attuale normativa nazionale sui Lea prevede il pagamento a carico del fondo sanitario delle prestazioni sanitarie e di una quota degli altri costi. Nessuna prestazione sanitaria erogata a pazienti affetti da demenza utenti dei servizi socio-sanitari è pertanto a carico degli ospiti. La restante quota del 50% è a carico dell'ospite, integrata dal Comune qualora l'ospite sia indigente. Qualche anno fa poi anche la Corte di Cassazione, chiamata a decidere sulle spese di degenza in Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) di un paziente affetto dal morbo di Alzheimer e sul soggetto che debba farsene carico, ha ritenuto che  nel caso in cui oltre alle prestazioni socio-assistenziali siano erogate prestazioni sanitarie, l'attività vada considerata comunque di rilievo sanitario, e pertanto di competenza del Servizio Sanitario Nazionale”.

La presidente dell'Asp imolese Gigliola Poli ricorda però che "la signora Pirazzoli è stata convocata da una nostra assistente sociale sapendo della gravità del marito per attivare una nuova Unità di valutazione geriatrica (Uvg) per rivalutare le condizioni dell'uomo in modo che, se si fosse aggravato, venisse aumentato il suo punteggio per ospitarlo nel minor tempo possibile in una casa di riposo accreditata che ha un costo inferiore a quelle private. Ma la Pirazzoli è venuta, non ha firmato ed è andata a fare le sue rimostranze in piazza. Non ci siamo persi d'animo e l'abbiamo ricontattata per vedere se esistono le condizioni per valutare anche un aiuto economico alla sua famiglia. L'abbiamo sentita pure oggi e lo faremo nei prossimi giorni".

(m.m.)

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