Cambiavento

Ancora un due agosto, per non dimenticare

Pubblicata il 3 agosto 2017

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Ancora un due agosto, per non dimenticare
Bologna. Si tratta di un vero e proprio rito che ormai si tramanda dal lontano due agosto 1980. Una grande folla si raccoglie nella piazza antistante la stazione della città, la sala del Consiglio comunale gremita come non mai, tra gli scanni sono presenti alcune figure di spicco, quali rappresentanti del governo, di varie associazioni, ecc. ecc., gruppi di persone che si radunano qua e là sotto uno dei tanti portici che fanno preziose le strade di Bologna: ognuno dei presenti sente il forte bisogno di aggiungere qualche sua parola per far si che non si dimentichi, che la ferita resti viva, che la guardia sia vigile nella speranza di evitare una nuova simile catastrofe.

Resta l'immagine di quell'orologio fermo all'ora esatta dello scoppio: le dieci e venticinque di una assolata mattina di agosto. Quell'orologio fermo mi appare come la reale situazione di fatto, in quanto, come forse non tutti sanno, quel meccanismo è stato fatto ripartire da solerti funzionari delle FFSS, poi alcune proteste di chi si era accorto del funzionamento, poi, causa guasto meccanico, si è deciso di fermare definitivamente le lancette su quella fatidica, tragica ora. Sembra in realtà di assistere ad un tira e molla tra una normalità pur necessaria e la forza della memoria: cosa saremmo tutti noi in assenza di memoria? Cosa resterebbe della nostra personalità se all'improvviso si venisse a creare un vuoto oscuro nella nostra mente tale da farci dimenticare la nostra vita, le nostre azioni, i nostri pensieri già vissuti? Nulla.

Per questa imprescindibile ragione siamo andati in piazza a Bologna, il due agosto, e ci siamo ritrovati tra amici, poi abbiamo vagato tra i portici dove gruppi di persone, usando parole ferme e pesanti come pietre, ricordavano a modo loro ora un famigliare, ora una situazione, ora un pensiero, ora un assente. E ci siamo sentiti coinvolti e partecipi avendo ben presente una verità che va ben oltre quella che i giudici stanno a fatica cercando di appurare, o quella che alcuni politici promettono di svelare e non lo fanno, o quella oramai ampiamente consolidata che vede il rifiuto totale di appartenenza ad una società della quale fanno parte anche vigliacchi e codardi al punto da trovare unico sfogo alle loro trame politiche l'uccisione di tanti innocenti.

Facciamo in modo di non dimenticare e manteniamo ferme quelle lancette. La loro immobilità ci ricordi giorno per giorno l'impellente necessità della memoria e ci sia di stimolo nella ricerca della verità. La verità di ognuno di noi.

(Mauro Magnani)

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