Cambiavento

Per le emergenze sociali leggi e numeri non bastano

Pubblicata il 4 agosto 2017

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Gentile Direttore,
il caso della signora imolese ottantaduenne, con a carico la madre di centodue anni, che in un video protesta perchè dopo tanti mesi di assistenza al marito, gravemente ammalato di Alzheimer, non è ancora riuscita ad avere riscontri per un aiuto dalle istituzioni pubbliche, mi ha tanto colpito che ho voluto assistere al Consiglio comunale del 27 luglio, in cui se ne sarebbe dibattuto.

Non intendo fare il report degli interventi sull'argomento, quanto piuttosto riferire ciò che più ha suscitato il mio stupore.

L'assessore alle politiche sociali con le sue parole ha talmente esasperato la signora, presente in sala, che la stessa, non riuscendo più a trattenersi, è intervenuta per esprimere tutto il suo sconcerto e per l'agitazione, colta da lieve malore, è dovuta uscire.

Un consigliere del Pd, bravino bravino, ha voluto ricordare che per accedere alle strutture di accoglienza preposte ci sono dei regolamenti e delle graduatorie da rispettare e che l'opposizione non puo' strumentalizzare un caso personale per farsi pubblicità allo scopo di un facile consenso, tanto più che c'è una lista d'attesa di almeno trecento persone.

E' stato stupefacente: una sintesi esemplare di perfetta pedissequità, nessun volo, neppure basso, e non mi pare che da parte della maggioranza ci sia stato il minimo tentativo, uno sforzo, per proporre soluzioni a situazioni indiscutibilmente difficili come quella della signora, che da trenta mesi gestisce il marito così grave da richiedere un contenimento e un controllo che lei, come chiunque nelle sue condizioni, a casa non è in grado di dare.

Da parte di chi governa, come non pensare alle emergenze, lasciando almeno a disposizione di alcune casistiche il margine di un certo numero di posti disponibili? Di emergenza si può proprio parlare per il caso della signora che da decine di mesi, completamente da sola, provvede alla mamma ultracentenaria e al marito, senza sostegno di alcun tipo: un percorso tanto più gravoso per una donna così anziana, che oltretutto deve e ha dovuto correre di qua e di la' per le infinite pratiche burocratiche, e meno male che determinazione e coraggio per reagire non le mancano!

Dulcis in fundo: per me la ciliegina sulla torta gliel'ha messa la presidente dell'Asp (Azienda servizi alla persona del Circondario imolese ), che in Consiglio ha relazionato sull'organizzazione del servizio e sul bilancio, in attivo di ben cinquantaquattromila euro. Ottimo, un bel risparmio! Ma mi viene un dubbio: chi gestisce l'Asp, che è un servizio sociale, non dovrebbe soprattutto preoccuparsi di utilizzare il proprio budget, per garantire quanto più possibile servizi ai cittadini che ne hanno bisogno? Sarebbe stato sbagliato spendere tutto il denaro a disposizione, mantenendo comunque un positivo bilancio in pareggio? Beh, non sono un funzionario tecnico, ma solo una cittadina e, in quanto tale, di parte, e questa logica a me non torna.

(Mercede Pezzoni)

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