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I problemi del bancomat e quelli... dell'evasione fiscale

Pubblicata il 11 agosto 2017

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I problemi del bancomat e quelli... dell
La saggezza popolare vuole che con il passare del tempo una sorta di maturità sopravvenga per forza di cose e per una sorta di legge di natura: a quanto sembra, per quanto riguarda la socialità umana le cose non stanno proprio così.

Da sempre uno dei maggiori problemi della società Italiana è rappresentato dall'evasione fiscale che, nonostante gli sforzi e i vari proclami di successi che di tanto in tanto vengono lanciati dal politico di turno, sembra galoppare a livelli a dir poco preoccupanti.
Universalmente accettato sembra essere l'assioma che vede l'utilizzo della moneta elettronica come la certa panacea per la risoluzione del problema. Oggi poi che gli sviluppi dei sistemi informatici hanno raggiunto livelli impensabili fino a poco tempo fa, c'è da chiedersi per quale ragione l'utilizzo della moneta elettronica non venga inserito nell'ambiente commerciale e di libero scambio quasi con una priorità obbligatoria.

È di questi giorni il montare della polemica circa le commissioni richieste dalle banche per i pagamenti effettuati con il sistema Pos (utilizzo del bancomat) e la forse corretta osservazione di non pochi dettaglianti che lamentano l'impossibilità di ottenere una pur esigua soglia di guadagno per transazioni effettuate con tale sistema a fronte di operazioni di piccolo importo.
Commissioni bancarie troppo alte o margini di guadagno troppo bassi? In attesa di una qualsiasi soluzione a livello di mediazione che sembra opportuna, ci piace osservare il problema da un diverso punto di vista: ri-affrontando il problema dell'evasione fiscale, ci sembrerebbe maggiormente opportuno non occuparci delle transazioni elettroniche di piccolo o piccolissimo importo (caffè e giornale, per intenderci o panino e birra al chiosco ai lari del parco) ma di quelle di importo decisamente più elevato.

È pur vero che la vendita di duecento panini imbottiti e di altrettante birre che dovessero sfuggire al fisco determina evasione, ma la vendita anche di un solo oggetto di importo elevato o molto elevato solleva lo stesso problema con una non trascurabile variante, in quanto se si dovesse riuscire a vendere una ventina di oggetti di importo decisamente elevato l'evasione sarebbe decisamente più sensibile.
L'ipotesi di risoluzione appare quindi sì alla diffusione dei pagamenti elettronici, ma renderla obbligatoria per importi oltre un determinato livello, esattamente il contrario di quanto disposto dall'oramai decaduto governo Renzi che ha deciso di elevare la quota di liberalizzazione delle circolazione del contante.
Al contrario, e non di certo per tesi di politiche di sinistra, alcuni studiosi di economia sostengono la necessità di cessare l'utilizzo della banconota cartacea, fino ad eliminare completamente quelle superiori al l'importo di dieci euro e, per tale importo ed inferiori, utilizzare esclusivamente monete metalliche. Cosa succederebbe? Riuscite ad immaginare uno spacciatore di droga che gironzola per viuzze malfamate trascinando un carrello porta-monete? È il funzionarietto pubblico che incassa una tangente dal peso di cinquanta chilogrammi? Un mondo diverso? Forse troppo diverso, tanto da non andar troppo bene a molti di noi...

Qualche giorno fa mi sono recato per acquisti in uno di quei grandi centri commerciali di articoli di ferramenta, utensileria, falegnameria ecc. ecc. per alcune commissioni e, rinvenuti gli oggetti che mi occorrevano, mi sono recato alla cassa attendendo il mio turno dietro un certo numero di clienti, la maggior parte dei quali vestiva abiti da lavoro quali tute complete, pantaloni dei taglio comodo e di tessuto robusto, calzature a prova di chiodo è così via.
Nessuno di quelli che mi anticipavano ha utilizzato il pagamento elettronico, pur effettuando acquisti di importo rilevante ed osservavo la cassiera impegnata in lunghi conteggi e controlli. Al mio turno ho mostrato la tessera bancomat e ho incassato, oltre ad un sorriso aperto, un'inattesa accoglienza: "Finalmente un bancomat, non ne posso più!" Cattivo come sempre ho buttato là: "Tutti artigiani...?". "Come ha fatto ad indovinare?" è stata la sarcastica domanda della ragazza seguita dalla nostra risata d'insieme.
Vedere se è possibile ridurre le omissioni di incasso bancomat per piccoli importi mi sembra doveroso, ma ritengo che il grosso del problema risieda in problematiche del tutto diverse.

(Mauro Magnani)

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