Cambiavento

Ai giornalisti tedeschi

Pubblicata il 2 settembre 2017

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Avete dimenticato il senso delle parole Nie Wieder Auschwitz (Mai più Auschwitz): le reazioni ad auschwitz-on-the-beachperformance

Si racconta che un ufficiale tedesco andò a visitare Pablo Picasso, e che, fermandosi davanti a Guernica, gli si avvicinò e gli chiese: “Questo lo ha fatto lei?” Dicono che Picasso rispondesse: “No, questo lo avete fatto voi.”
Non intendo certo istituire paragoni con Pablo Picasso, dio me ne scampi e liberi.
Osservo le reazioni della stampa tedesca: alcuni commentatori, come Philipp Ruch del Suddeutsche Zeitung rifiutano l'ipocrisia dei loro colleghi e ammettono che se quel titolo è un po' urtante anche i campi di concentramento libici lo sono. Ma la maggioranza dei giornalisti tedeschi continua con la sua campagna di linciaggio bigotto contro chi osa ricordare una frase: Nie wieder Auschwitz.
Dal tono di Jens Jessen del Zeit, ad esempio pare che io Stefano e Dim abbiamo commesso un crimine contro l'umanità.
No, dovete scusarmi, signori giornalisti tedeschi: il crimine contro l'umanità lo avete commesso voi e il vostro popolo negli anni '40, e lo state di nuovo commettendo voi, insieme ai vostri colleghi italiani francesi e spagnoli.
Al vertice di Parigi l'Europa si è ritrovata unita come lo era nel 1941: i nazisti postmodern stanno rimettendo in scena lo spettacolo orrendo di uno sterminio di massa fondato su basi etniche.
Ripeto le mie parole scandendo le sillabe.
S-t-e-r-m-i-n-i-o.
Ufficialmente trentamila persone sono annegate nel Mediterraneo per le politiche di respingimento anti-migrazione, e ora i governi europei denunciano e cacciano le organizzazioni non governative che hanno salvato decine di migliaia di uomini e donne dalla morte per mare. Medici senza frontiere ha abbandonato il mare denunciando l'impossibilità di continuare il suo lavoro davanti alla volontà omicida delle autorità europee.
Ma quello che accade nel Mediterraneo è solo una parte della storia: Auschwitz si estende alla frontiera libica meridionale, e nel deserto dell'Africa occidentale. Un milione di migranti sono rinchiusi nei campi di concentramento libici (posso chiamarli così oppure la vostra sensibilità si offende, signori ufficiali della stampa tedesca?). Molti di più nei prossimi mesi si troveranno di fronte le armi fornite dagli europei a paesi di specchiata moralità democratica come quello cadiamo maliano e libico.

Questo crimine contro l'umanità si compie in base a una discriminazione etnica: non sono cittadini bianchi e non hanno il diritto di migrare, mentre se noi vogliamo andare in Africa per turismo o per vendere armi nessuno ce lo impedisce, sennò ci mandiamo le truppe.
Sterminio su basi etniche, ecco quello che l'Unione europea sta programmando ed eseguendo.
Posso dire che Auschwitz si ripresenta?
Posso chiedervi di ricordare che un tempo anche voi avete detto Nie wieder Auschwitz, e adesso vi indignate perché qualcuno vi ricorda quelle parole che evidentemente avete dimenticato?
Venti anni fa, quando il fenomeno cominciò a manifestarsi, i governi europei avrebbero dovuto investire risorse nell'accoglienza, nell'educazione e nell'integrazione.
Invece hanno investito nel respingimento e nella dissuasione di chi fuggiva da territori distrutti dal nostro colonialismo e dalle nostre guerre, hanno scelto di rafforzare la fortezza europa. Hanno scelto di investire le risorse sociali nell'espansione del dominio finanziario e nel salvataggio di un sistema bancario moralmente marcio.
Adesso abbiamo la guerra. In questa guerra stiamo sterminando innumerevoli umani, e il conto finale lo farà chi sarà sopravvissuto.
Ma questa guerra noi la perderemo, l'abbiamo già persa. In primo luogo perché abbiamo rinunciato alla democrazia, all'umanità e al rispetto di noi stessi.
In secondo luogo perché un esercito di vendicatori suicidi si staglia all'orizzonte, da Pyongyang al Medio Oriente alle periferie delle città europee.
Il nazismo di Hitler fu alla fine sconfitto, ma dopo aver distrutto l'Europa.
Il nazismo di oggi sarà sconfitto, ma nel frattempo avrà cancellato la dignità umana dal pianeta.
In questi giorni ho ricevuto un fiume di messaggi di amici, compagni, e artisti, molti dei quali ebrei. Molti mi criticano per avere accettato di cancellare la performance, come se avessi subito una censura.
Non di questa si tratta.
Io Stefano e Dim abbiamo deciso di rinunciare alla performance perché in questo modo siamo riusciti ad ottenere un'attenzione maggiore per il messaggio che la performance voleva portare. Qui non è in gioco la mia libertà di espressione, ma la vita di milioni di donne e di uomini che il cinismo europeo sta sterminando. Perciò rinuncio volentieri alla mia libertà di espressione, se posso ottenere che l'attenzione si concentri sullo sterminio in corso.

(Franco Berardi Bifo)

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