Quante bugie sul Professore Di Bella

Pubblicata il 11 settembre 2017

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Spett. redazione,
leggo su "il manifesto" di domenica (10 settembre) un articolo di Guido Viale, sui vaccini obbligatori, che riporta un brano che lascia a dir poco sconcertati. Eccolo: “Così biologi, epidemiologi e pediatri… che non concordano con le verità ufficiali… vengono trattati alla stregua del dottor Di Bella (sic! il Professor Di Bella, prego, è stato per quarant'anni docente universitario oltre che medico e scienziato!)…, come fattucchiere che approfittano dell'ignoranza dei loro assistiti per far soldi”. Viale non sa di cosa parla, la sua tanto disinvolta quanto intollerabile accusa andrebbe perseguita "alla stregua" di una calunnia.

Ho avuto il privilegio di conoscere il Professor Di Bella (sono stata sua allieva alla Facoltà di Medicina a Modena) e non ho più avuto la fortuna di incontrare persone di tale integrità professionale, umana e morale.
Ho parenti e conoscenti che hanno beneficiato della sua scienza (chi è guarito, chi ha potuto vivere più a lungo e senza atroci sofferenze) e che ancor oggi conservano ammirazione, gratitudine e rispetto per un uomo buono, integerrimo, ricercatore geniale e indefesso per il bene dei malati.
Il Professore non ha mai chiesto una lira ai suoi pazienti per le visite (a differenza dei tanti "luminari" paladini delle "verità scientifiche ufficiali", suoi detrattori, beneficiari di parcelle da capogiro sulla pelle di malati terminali), anzi, coloro che hanno tentato di fargli pervenire somme in cambio del suo aiuto, si sono visti restituire - con estremo garbo ma con fermezza - ciò che avevano dato. E donava spesso ai pazienti i farmaci pagati di tasca propria. Il Professore non ha mai fatto promesse infondate o elargito facili illusioni, anzi, la sua modestia (pur nella grandezza del suo genio) lo ha sempre portato ad essere cauto fino a sminuire i risultati dei suoi studi e delle sue terapie. Sostenere che avrebbe “approfittato dell'ignoranza dei suoi assistiti per far soldi” è un'affermazione becera ed infame.

Sulla base di quali prove Viale giudica il Professore “alla stregua di una fattucchiera”? Forse sulla base della cosiddetta "sperimentazione" del '98, una truffa architettata da quella Big Pharma - che lo stesso Viale denuncia quale mandante (gli sgherri essendo il Ministero, l'associaz. Gavi, l'Oms, l'Agenzia del Farmaco, ecc.) della dittatura vaccinale e relative minacce a chi non si allinea - e da potenti baronie emato-oncologiche ben assoldate.
Che la "sperimentazione" sia stata un'indegna imboscata - orchestrata per far fallire il Metodo Di Bella e poter dipingere il Professore quale miserabile ciarlatano - l'ha detto il giudice Guariniello nella sua inchiesta (che poi, of course, gli fu sottratta, trasferita in sede più malleabile e, ovviamente… archiviata). Una trasmissione di "Report", come sempre ben documetata e molte altre inchieste, articoli, libri, ecc. hanno ampiamente smascherato la trappola (vedi Marco Travaglio su "La Repubblica": "Così hanno truffato Di Bella".

Se Viale (ed anche "il manifesto") volesse tentare di emulare la modestia del Professore ed informarsi meglio sulla sua figura (prima di denigrarla in modo così "spensierato") potrebbe leggersi alcuni libri che raccontano (e documentano) la mirabile biografia di Di Bella e la sua grandezza: Mauro Todisco, "Non morirai di questo male" - Vincenzo Brancatisano, "Di Bella. L'uomo. La cura. La speranza" - Bruno Vespa, "Si può guarire? La mia vita, il mio metodo, la mia verità", ecc... Più recente, una bellissima, commovente (e documentata) biografia scritta dal figlio Adolfo: "Il poeta della scienza. Vita del Professore Luigi Di Bella".

Viale non si rende conto (o forse sì?!) che contro il Professore fu usata la stessa "potenza di fuoco" che oggi viene dispiegata contro medici, esperti e genitori che osano contrastare una pratica vaccinale a dir poco folle. E' la "scienza ufficiale" (i vari Burioni, Garattini, Ricciardi & C.) che si scatena per difendere i profitti osceni e miliardari di Big Pharma, la medesima (baronie universitarie, primariati elargiti in cambio di sudditanza, ecc.) che, all'epoca di Di Bella, fu sguinzagliata contro il Professore sfruttando ignoranza, invidie, connivenza, terrore di perdere i propri privilegi della servitù prona ai potenti del farmaco (Big Pharma sta ancora brindando agli scandalosi profitti provenienti da chemioterapia e veleni simili).

Ho già avuto modo di protestare con "il manifesto" per l'incuria con la quale, all'inizio, ha trattato le ragioni dei cosiddetti "free-vax": o ignorando persino la manifestazione nazionale di Pesaro o pubblicando articoli di Cavicchi che, sulle prime (poi ha cambiato un po' registro), dipingeva genitori e medici come ignoranti inconsapevoli. A Cavicchi è subentrato l' “esperto” Viale il quale, capita l'antifona, si schiera a favore dei dubbi e delle proteste di chi si oppone alla dittatura dei vaccini (ma senza mai compromettersi troppo, per carità, per approfondire ed informare sugli effetti collaterali frequenti e drammatici - ed ampiamente documentati ancorché ben occultati dagli sciacalli della "industria della malattia e della morte" - sulla salute di bimbi ed adulti).

Bene. Sono abbonata da oltre trent'anni a "il manifesto" ma se la serietà professionale ed il rigore di indagine e di inchiesta sono quelle rivelatesi su questi temi, ebbene… l'abbonamento è scaduto o non sarà più rinnovato.

E, nei prossimi giorni, mi recherò sulla tomba del Professore, sulle colline modenesi, per chiedergli scusa di tanta imbecillità.

(Laila Cavalcanti - Faenza)

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