Tutti i (de) meriti della globalizzazione

Pubblicata il 11 settembre 2017

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Euro-populismi, Brexit, guerre commerciali e perfino i rischi del Bitcoin, la criptovaluta che Mosca e Pechino inizieranno ad accettare nei prossimi mesi come parziale alternativa al dollaro, sono parte del conto (salato) che la globalizzazione presenterà ai cittadini del mondo in un turbinìo di eventi, fino a ieri inattesi, che rischiranno di distruggere autonomie e sovvertire meccanismi in un batter d'occhio; come ad esempio è stato il fallimento 2008 della Lehman Brothers a cui pochi credettoro, eppure avvenne cambiando di molto il corso della storia economica dell'ultimo decennio e rendendo di conseguenza aspetti delle nostre vite alquanto infelici.
Dal mondo del lavoro è sparito quel modello medio-borghese che fondava il suo benessere sulla “fabbrichetta”, i contratti sono sembrati sempre più incerti e complice l'orario di lavoro flessibile, a cui nessuno di noi era allora abituato, la nostra vita quotidiana ha “svoltato” virando in un mix di rischio e insicurezza.

E' stato un cammino talmente accelerato quello intrapreso dopo la caduta del muro di Berlino che non c'è nemmeno stato il tempo di chiedersi se il processo di globalizzazione, che grossomodo da li ha trasformato le nostre vite, ci abbia portato a vivere nel migliore dei modi possibile.
Nei rapporti di coppia la mobilità ha si diviso, ma è solo quando le donne sono entrate alla pari nel mercato del lavoro che sono cambiate anche le relazioni interpersonali; una donna ed uomo che vivono assieme parlano dei figli miei, tuoi o nostri ma a differenza del passato continuano a “funzionare” anche dopo la separazione, perché se è vero che alcuni di loro si perdono completamente è pur vero che tanti altri formano nuove coppie imbastendo costellazioni di relazioni.
Come in passato la globalizzazione che ci meritiamo porterà anche in futuro fortuna e gloria quanto miseria e disperazione, ci “catturerà” ancora per poi a posteriori restituirci a quel “luogo delle chiacchere” che sono le relazioni interpersonali della vita di tutti i giorni, in un moto perpetuo, sempre connessi e raggiungibili dove è inimmaginabile riuscire ad isolarsi.

Quando poi non saremo raggiungibili per intoppi di linea ci agiteremo e ci sentiremo soli e sarà solo allora che ci verrà voglia, come già capita adesso, di baciare su una guancia o di toccare una mano.

(Giuseppe Vassura)

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