Cambiavento

Alleanze all'italiana

Pubblicata il 14 settembre 2017

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Meglio il sovranismo o la solita coalizione europeistica benedetta a suo tempo dalla Democrazia cristiana dei De Gasperi, Adenauer e Shuman oppure una via di mezzo ossia “un'alleanza all'italiana” che raccoglie voti laici e non, tanto dai borghesi anarchici quanto dai ragazzi nati a cavallo del nuovo secolo in un'ottica anti astensionismo; potrebbe capitare prima o poi, sono tanti coloro che finora si sono astenuti perché “allontanati” da istituzioni impunite che hanno fatto scandali, guai e utopismi privi di valori e fuori da ogni realismo quotidiano.

L'ipotesi di uno schieramento politico “sovrano” all'esecutivo, dopo quello di “coalizione” guidato dal premier Gentiloni, sembra non esser più tanto irreale, i leader dei maggiori partiti non convogliando più i voti come un tempo dovranno far strategie elettorali diverse per raggiungere quell'agognato 30% di preferenze che li lascerebbe lavorare in tranquillità.
Ecco quindi il perché da qualche tempo, in una sorta di pre-campagna elettorale, sono fiorite idee (e soluzioni) semplici andando dritti alla pancia della gente, offrendo non più solo parole ma anche opere di bene.

Sovranismo forse, in antitesi ai governi di coalizione che sono solo alleanza di singoli partiti dove sotto l'influenza di ognuno di essi si decide di comuni obiettivi programmatici a difesa dell'interesse della gente, così che l'autonomia decisionale di una singola Nazione abbia voce contro la Comunità di Stati; ciò però sta a significare come si possa “sterzare” anche bruscamente senza circoscrizioni né concertazioni come sta oggi accadendo ad esempio contro le politiche di accoglienza di rifugiati e migranti, quindi contro la Ue.

In un recente passato infatti abbiamo assistito a burrascose campagne nazional-elettorali condotte con giochi di specchi in un trionfo di suggestioni irreali che hanno finito per consolidare a doppia cifra la percentuale di astensione da parte dei diritti al voto come che l'imbarazzo della scelta fosse diventato la scelta ad imbarazzare.

Di sicuro questa come altre maldestre abitudini elettorali, come quella di turarsi il naso e votare lo stesso per il “male minore”, prima o poi finiranno e solo allora a seder sugli scranni dell'esecutivo ci saranno finalmente donne e uomini “giusti”, ovvero politici, sindacalisti, intellettuali e cittadini comuni che credano possibile cambiare le cose, operando col pensiero e con l'azione, governando bene e applicando le leggi senza privilegiare nessuno.

Gente laica o religiosa, civile o militare non importerà perché per tutti sarà prioritaria una mission al servizio delle ideologie e politiche più nobili, non per farsi pubblicità elettorale come oggi avviene, volta unicamente a distinguere le vere buone cause dalle cattive con sicurezza morale e senza temere di sbagliare di fronte ai problemi tanto di chi non ha un lavoro o è precario quanto di chi è stato abbandonato da Dio o dagli uomini.

(Giuseppe Vassura)

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